quella primula viola all’incanto
in deriva smacchia la nebbia in tinta
è l’inedia ha un battito di strade
nuove bianche di pensiero fedeli
le insidie smagliate dal tempo
nelle punte gialle del disincanto,
arpeggia il vento il dies irae.
Spogli davanti a Dio Giudice
i pensieri squadrati sfuggono ai cicisbei
dell’altare. A Criseide il dardo attraversa la gola,
nelle periferie d’orizzonte
non è tempo per il Messia
singhiozzi marginali in passi decisi
a ritrovarTi pur nel capestro delle ore
brucia l’ortica per il tuo abbandono.
Dalla grondaia innevata pende l’uomo
ha perso il pane quotidiano. Nessuno
ha pietà, il Poeta attraversò lo Stige
nel buio è la morte del mondo
senza Dio il cielo metropolitano
è l’oblio ad ogni clemenza.
(Poesia tratta dalla raccolta "Non è tempo per il Messia", Alfredo Guida Editore.Prefazione all'opera di Ugo Piscopo)

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