mercoledì 4 marzo 2026

AMELIA ROSSELLI, CARMEN MOSCARIELLO e la città di Formia

 







AMELIA ROSSELLI E CARMEN MOSCARIELLO

 Di Nicola Terracciano

 

 

"....Amelia era nata proprio a Parigi il 28 marzo 1930 e la madre era l'inglese Marion Cave. L'atroce morte del padre, poi la vita raminga con la famiglia prima in Inghilterra, poi negli Stati Uniti, prima del ritorno nella patria italiana, spesso immemore e ingrata, incisero profondamente nella vita psichiche e furono alla base del suo inestirpabile male di vivere, pur coraggiosamente, eroicamente contrastato con l'impegno poetico, culturale, civile."


Molti fili del libro critico, poetico, autobiografico conducono a Formia, perchè anche l'interesse verso Scotellaro rimanda ad incontri avuti dalla Moscariello nella cittadina sudpontina, non solo col citato Vittorio Foa, seguace di Carlo Rosselli, giellista in gioventù e per questo arrestato e carcerato per anni, amico quindi naturale della figlia del grande Martire, ma anche con Pietro Nenni.
Il grande leader del socialismo italiano, che aveva a Formia una villa (accanto a quella della Moscariello, questi era amico ed estimatore della Poetessa, nell' abitazione  del grande politico ha potuto consultare molto materiale, soprattutto quello riguardante Rocco Scotellaro, fu Lui a sollecitarla a scrivere su Rocco), in questo luogo di quiete   di quiete e di riflessione, viveva Nenni  che era legatissimo non solo ad Amelia, ma anche a Rocco Scotellaro, che era stato non solo "il poeta della libertà contadina" (come recita la scritta sulla casa natale), ma fondatore, già nel 1943, della sezione socialista del suo paese lucano, Tricarico, e poi anche sindaco di esso, il più giovane d'Italia. Si ricordi che Pietro Nenni e Carlo Rosselli furono legati da vincoli profondi, se si tiene presente solo che fondarono insieme a Milano nel 1926, dopo l'assassinio di Matteotti ed il consolidamento del regime fascista, un periodico di rinnovamento socialista, dal titolo "Quarto Stato".
Il legame della Moscariello con Formia si spiega non solo con l'esperienza professionale, col suo magico paesaggio e col suo raro clima mite (così diverso da quello del natale paese interno irpino della Moscariello, Montella), ma anche con le opportunità che ha offerto di incontri e di esperienze, che l'hanno arricchita dal punto di vista umano, culturale, civile. Ed ella ha restituito (come tanti e tante personalità che hanno scelto di venire a risiedere a Formia) non poco alla città con l'impegno di giornalista, con l'animazione culturale, con un premio letterario, che dura da anni, intestato ad una rara, cara  memoria antica femminile di Formia, Tullliola, la figlia di Cicerone, che qui visse e morì, con tumulo presso quello imponente del padre, che illumina ancora oggi, con la sua singolare imponenza e architettura, la via Appia appena fuori Formia, andando verso Gaeta ed Itri.
Il libro si distingue anche nettamente per il contenuto e la tensione civile e stilistica dalla egemone letteratura locale, dominata da desolate tendenze solipsistiche, estetiste, nostalgiche, medievalistiche, o peggio clerico-borboniche-antiunitarie e antiliberali, postfasciste o qualunquiste, estranee, peggio anacronisticamente ostili, alla modernità, che offendono, rimuovono, tendono a capovolgere spesso, in modo dilettantesco e incolto,  il volto storico, nobile ed alto, che mai potrà essere oscurato o infranto, del Sudpontin. Testimonianza di Nicola Terracciano

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