venerdì 24 luglio 2026

Un attestato di umiltà: il nuovo capolavoro di Carmen Moscariello recensione di Antonella Prudente

 

Un attestato di umiltà: il nuovo capolavoro di Carmen Moscariello

Autore:Antonella Prudente

Data:

3 Giugno 2026

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Ci sono libri che si leggono e libri che si respirano e si abitano. Soli della Chiesa. Celestino V e Benedetto XVI. Eretici della coerenza e del coraggio di Carmen Moscariello appartiene senza dubbio a questi ultimi. È un’opera che richiede silenzio e ascolto, come una preghiera o una meditazione, capace di accompagnare il lettore in un viaggio interiore attraverso due delle figure più enigmatiche e coraggiose della storia della Chiesa.
L’intuizione narrativa di Carmen Moscariello è tanto semplice quanto profonda: accostare due pontefici lontanissimi nel tempo, Celestino V e Benedetto XVI, uniti da una scelta che ha segnato la loro esistenza e la storia della Chiesa stessa: la rinuncia al ministero petrino. Una decisione che, nella prospettiva dell’autrice, non rappresenta una fuga né una sconfitta, ma l’espressione più alta della libertà interiore e della fedeltà alla propria coscienza. L’autrice costruisce un ponte tra due figure lontane nel tempo eppure straordinariamente vicine nello spirito: due uomini che hanno preferito l’obbedienza alla propria coscienza alla permanenza sul trono di Pietro, due “eretici della coerenza”, come li definisce efficacemente il sottotitolo, perché capaci di andare contro le aspettative della storia per rimanere fedeli alla verità più profonda di sé stessi.
La forza dell’opera risiede nella capacità di penetrare l’anima dei protagonisti
Celestino V, l’eremita divenuto papa quasi contro la propria volontà, appare come l’uomo che comprende l’insostenibilità di un potere estraneo alla sua natura e sceglie di ritornare al silenzio delle montagne e della preghiera. Benedetto XVI, il teologo raffinato che ha dedicato la vita alla ricerca della verità nel dialogo tra fede e ragione, riconosce con umiltà il venir meno delle proprie forze e compie un gesto rivoluzionario per il mondo contemporaneo: lascia il potere per servire meglio la Chiesa.
Tra queste due figure si sviluppa un dialogo ideale che costituisce il cuore dell’opera. Moscariello non costruisce una semplice biografia parallela, ma un vero e proprio percorso spirituale e filosofico. Il testo assume la forma di un oratorio moderno, nel quale monologhi, dialoghi e interventi della voce narrante si intrecciano in una struttura che richiama il Secretum di Petrarca. La dimensione teatrale si fonde con quella poetica e saggistica, dando vita a una scrittura che procede per immagini, riflessioni e risonanze interiori.
Particolarmente efficace è il simbolo dei “soli” evocato dal titolo. Celestino e Benedetto sono due luci che attraversano la storia della Chiesa, ma spesso restano velate da una sorta di tenda sottile fatta di incomprensioni, giudizi sommari e interpretazioni ideologiche. L’autrice solleva quel velo e invita il lettore a guardare oltre la superficie degli eventi per cogliere il significato profondo delle loro scelte.
La scrittura di Carmen Moscariello possiede una musicalità naturale. Come ha osservato Marcello Carlino, la prosa sembra trasformarsi in musica. Le pagine scorrono con il ritmo della poesia, pur mantenendo la solidità della riflessione storica e filosofica. La cultura dell’autrice emerge costantemente, ma non si impone mai come sfoggio erudito: storia, letteratura, teologia e arte dialogano armoniosamente in una narrazione accessibile e coinvolgente.
Uno degli aspetti più significativi del libro è la sua attualità. Attraverso le vicende di due papi che hanno scelto di rinunciare, Moscariello parla in realtà di ogni uomo. Parla delle scelte difficili, del coraggio di andare controcorrente, della necessità di ascoltare la propria coscienza anche quando il mondo pretende altro da noi. In questo senso, Celestino V e Benedetto XVI diventano figure universali, esempi di una libertà conquistata attraverso il sacrificio e la fedeltà al vero.
L’opera si distingue inoltre per la sua dimensione etica e spirituale. Non vi è alcuna celebrazione agiografica, ma una riflessione autentica sul rapporto tra potere e servizio, tra istituzione e coscienza, tra storia e trascendenza. Le rinunce dei due pontefici vengono interpretate come atti di suprema responsabilità e non di debolezza: gesti che testimoniano come la grandezza possa manifestarsi anche nella capacità di fare un passo indietro.
Soli della Chiesa è dunque molto più di un romanzo storico, di un saggio religioso o di un testo teatrale. È un’opera di confine che unisce generi diversi e li supera, trasformandoli in una meditazione profonda sul mistero della libertà umana e sulla ricerca della verità. Carmen Moscariello conferma ancora una volta la sua capacità di coniugare sensibilità poetica, rigore culturale e profondità spirituale, offrendo ai lettori un libro destinato a lasciare una traccia duratura.
Alla fine della lettura resta la sensazione di aver attraversato non soltanto due biografie eccezionali, ma due percorsi dell’anima. E si comprende che il vero tema del libro non è la rinuncia, bensì la fedeltà: fedeltà alla propria vocazione, alla propria coscienza e, in ultima analisi, a quella verità che solo attraverso il divino può essere pienamente ra

 

 

Weekend in musica: 11 luglio protagonista la Junior Band; 12 luglio dal pop a rock.

 

Weekend in musica: 11 luglio Protagonista la Junior Band;

12 luglio dal pop a rock.




LENOLA PROTAGONISTA SEMPRE DI INIZIATIVE MUSICALI DI PRIMORDINE, Alle QUALI NON SI PUO’ MANCARE.

Il Maestro Claudia Panno è un toccasana per Lenola, non solo per la gioventù “locale” che  SI ESPANDE, SI CONFRONTA con musicisti di paesi limitrofi,  creando una vera , direi immensa esperienza che non può essere sottovalutata. E’ una brava importante artista e sa dedicarsi agli altri senza limiti. Io vado a Lenola per tanti motivi, ma soprattutto per ascoltare La Banda e godermi la sua direzione sempre impeccabile. Ho partecipato con attenzione alla serata dedicata ai giovani e giovanissimi ( quelli di Lenola e quelli di Valle Corsa con il Maestro Agresta, presente alla serata) ho notato che tutti gli allievi sono rigorosi, ognuno di loro non slitta di una nota, Il Maestro Claudia è un Maestro che gli insegna  la grande musica, ma anche ad essere studiosi non solo nella musica, ma di tutti i doveri che accompagnano l’esistenza. Due suoi allievi i Maestri Cristian Quinto e Lorenzo Corazza hanno diretto l’orchestra , alternandosi brillantemente (copioso gli applausi). La serata sotto una bellissima luna è stata introdotta dal Presidente dell’Associazione "Vincenzo Bellini", Enrico Mastrobattista.

Sempre presente  alle manifestazioni musicali con buona parte degli amministratori Il Sindaco Ferdinando Magnafico ha lodato molto l’orchestra e il suo Maestro:” E’ un punto fermo amato dalla collettività e dai suoi illustri colleghi”. La seconda serata ha visto la partecipazione di orchestrali numerosissimi, con un programma di tutto rispetto.   In questa seconda serata nell’anfiteatro, situato sul Colle all’aperto presso il Santuario  della Madonna  del Colle, c’erano più di mille spettatori ad applaudire la Banda. A volte in questi piccoli centri ci sono personalità che ci invidiano  il mondo intero , vedi la vicina cittadina di Pico che ha dato i nobili natali a Tommaso Landolfi (1908-1979)  grande scrittore che nella sua nobile ed elegante casa ha ospitato uomini immensi, come Montale, (qui ha scritto l'"Elegia di Pico Farnese"). Anche la vicina Fondi ha dato i natali a  Purificato, De Sanctis e Libero de Libero. E’ stata centro culturale di primordine, che forse anche qualcuno di noi ricorda e ricorderà per sempre, io stessa ho scritto e partecipato alle serate con Domenico Purificato, alle  bellissime mostre (Anche a Gaeta)e al Premio "La Pastora", molto più difficile è stato coinvolgere il grande Poeta Libero de Libero animatore a Roma del Novecento culturale.  

 La   graziosa Lenola elegante e delicata con il suo Castello può essere orgogliosa per le sue  meravigliose  personalità  (dedicherò presto uno studio agli artisti del luogo, passati e presenti, che meritano tutto il rispetto, naturalmente scriverò in particolare  per la Banda, simbolo della città credo coinvolta in  tanti aspetti sociali, artistici e religiosi. Ritengo determinante  per l’evoluzione di Lenola e dei paesi limitrofi l'operato entusiasta di tutti gli artisti coinvolti, anche dei più giovani che svolgono anche il ruolo di educatori  e di componenti della Banda come Gianrico Mastrobattista, Marco Raffioli e Davide Borruso . Più esattamente, riferendomi al Maestro Claudia Panno: “ E' instancabile nel lavorare,” Insegnante” lodevole,  conosce molti strumenti, sa coordinare, aggregare, non si risparmia certo nella cura dei musicisti più giovani o che necessitano di più aiuto, non lascia nessuno in dietro" sono le parole del Sindaco Ferdinando  Magnafico , personalità questa che io stimo personalmente per l’onestà di pensiero e per l’amore che nutre per la sua città, coadiuvato da un’amministrazione attenta e fedele all’impegno preso con i concittadini, quasi tutti sempre presenti alle serate musicali e pronti a sostenere, per quanto è consentito, le  attività musicali e non solo.

E’ questo  un Paese che ha goduto  della presenza amorevole di Don Adriano, guida e  sacerdote colto e attento e ora sostituito dal  giovane amorevole Lavoratore alla Vigna del Signore Don Riccardo. Certo, forse Lenola “Non è il paese della cuccagna”  (mi ha rimproverato qualche persona più attenta di me), ma la popolazione ha il dono del saluto e dell’accoglienza che non è poca cosa. In questa realtà  ci sono silenziosi lavoratori,  che sono anche  bravi artigiani e Artisti.

Ritornando alla musica, che Benedetto XVI tanto amava, e che ci ha illuminato donandoci   una vera e propria Catechesi della musica che irradia gioia , etica, soprattutto rallegra i cuori,  ci avvicina al colloquio con Cristo  e ci aiuta ad apprezzare una natura luminosa, figlia di Dio : non c’è casa a Lenola , che non abbia le scale e i balconi ornati con vasi di fiori incantevoli, quando  li accarezzo con gli occhi mi chiedo come possano sopravvivere le ortensie maestose anche ai freddissimi inverni. Poi c’è il silenzio che è preghiera che elimina il caos e dà tranquillità e gioia all’avventore di turno. (

(Pensieri sparsi e liberi che nutrono il cuore di Carmen Moscariello)

sabato 6 giugno 2026

Viaggio nella Spiritualita'di Lilly Brogi Articolo dedicato a Monsignore Gherardo Gambelli Vescovo di Firenze e alla Poetessa carmen Moscariello

 Viaggio nella spiritualità.

Articolo dell'Artista Lilly Brogi ,dedicato a Monsignore Gherardo Gambelli

e alla Poetessa carmen Moscariello.


  • Noi giovani alieni di Lilly Brogi.
    Dedicato alla mia amica Carmen Moscariello e a tutti coloro che amano l'arte, la pace e la letteratura come Monsignor Gherardo Gambelli Arcivescovo di Firenze.
     
     
    Noi ci ritroviamo dunque giovani alieni con occhi sbarrati  nel cielo a seguire le navette spaziali telecomandate.
    La nostra tecnologia in cosi minuscolo tempo cronologico è maturata con l'avvento dell'intelligenza artificiale, siamo noi ora che inviamo le navette spaziali portatrici di morte  che potrebbero essere di vita,  
    Guerra tecnologica con navette sospese guidate da uomini invisibili che agiscono indisturbati da terra. Droni sospinti su città in guerra e duramente ricacciati per non far raggiungere l'obiettivo. Questa è la storia della tecnologia più ricca del mondo. Distrugge da lontano e non serve più il coraggio o la decisione di affrontare un nemico visibile perché sono guerre studiate e programmate con l'economia globale.
    Bei tempi quando questi avvistamenti furono immortalati in una tela del 1600 del senese Ventura Salimbeni dal titolo "Glorificazione dell'Eucarestia"  dove visualizzava un essere alieno che esce da una navicella spaziale. Illusione ottica o realtà vissuta in quel lembo di terra appartato e allora ignorato dal mondo dove lo spirito si rincorreva e creava a non finire fatti accaduti o sognati? Chissà! Ci riprovarono anni dopo dei fiorentini senza ottenere alcun successo. Nella mia giovinezza si formavano gruppi notturni di ragazzi per scrutare il cielo e individuare navicelle spaziali ma tutto con scarsi risultati. Anche in America, terribilmente grande, furono catturati dicono e isolati in località segrete uomini giunti da altri mondi. Certamente il nostro pianeta azzurro non avrà avuto segreti per visitatori speciali. Le distanze del mondo sono enormi, l'America ha ingoiato popoli interi distruggendone abitudini, volontà e decisioni. E' facile credere a qualche alieno solo pochi anni fa tolto alla collettività di questo popolo nuovo in espansione.
    Dall'altra parte del mondo nello sperduto est fra neve, gelo e relativa minore popolazione era ancora più facile sfuggire da alieni e navette giunte da chi sa dove.
    Solo negli ultimi anni l'Italia ha conosciuto un'esistenza abbastanza tranquilla ed ha potuto scrutare il cielo con occhi disincantati e attenti. Ho conosciuto persone di fiducia che hanno scorto navette immobili che poi partivano con enorme velocità senza rumore.
    Lasciamo da parte la nuova situazione di giovani alieni e sbarchiamo a ritroso nel tempo che non ha più canoni definiti in quel lontano periodo e usciamo dalla navetta di Ventura Salimbeni dove ci troviamo sempre in un mondo terribilmente diverso per clima non essendo più sul Mediterraneo, ma popolato da uomini, donne e bambini affamati e cenciosi alla ricerca di radici strappate alla terra con le mani per nutrirsi con quel poco che potevano. 
    La mortalità era altissima e naturalmente non vi era distinzione di casta, o poveri o ricchi stellari, vedi i cardinali del 1300 quando Celestino V fu eletto Papa.
    In quegli anni i cardinali e i loro adepti erano i più abbienti di quel terribile periodo.
    Nelle loro porpore cardinalizie non si facevano mancare nessun genere di conforto, anzi ostentavano bellezza e ricchezza a profusione, mentre a pochi metri da loro il popolo soffriva i patimenti più atroci, quelli che comporta la vera fame.
    Celestino V, anima nobile e sensibile, non resse a dirigere in maniera efficiente quel papato che lui giudicava pieno di falle e non avendo la forza né morale né fisica per sopportare tutto questo rinunciò a guidare la Chiesa Cattolica.
    Il suo successore Bonifacio VIII divenne il suo peggiore nemico perché non dava a lui la sicurezza che non avvenisse uno scisma interno alla Chiesa specialmente da parte francese. Celestino fu bandito e a nulla valse anche il suo isolamento sullo stile di San Francesco e fra atroci sofferenze fisiche e morali fu ripreso e imprigionato fino alla sua morte.
    L'Abruzzo lo volle santo subito ed è ancora oggi amato indiscusso dai pastori della Maiella e dai signori dell'Aquila. L'Abruzzo gli ha reso tutti gli onori. Figura emblematica di santo rinunciatario che viene ancora ricordato da tutto il mondo cattolico.
    Idealmente risaliamo da giovani alieni sulla navicella del quadro dipinto da Ventura Salimbeni e ripercorriamo in poco tempo questa strada enorme temporale che ci divide.
    Ora siamo scesi di nuovo sul Mediterraneo, il papato è  enorme.
    La morte di Papa Woityla comportò un periodo lungo e straziante con l'epilogo santo subito.  I cardinali pensarono a un uomo di grossa formazione spirituale che combatteva nel suo paese Monaco di Baviera  per la riuscita di eliminare la pedofilia e altre varie forme di deviazioni psico-fisiche. Ecco il suo arrivo a Roma dove viene nominato Benedetto XVI.
    E' un impatto grandioso per un uomo abituato a una vita principesca, infatti i suoi indumenti erano tutti tessuti di lana e d'oro, le sue mozzette purpuree erano spettacolari.
    A Roma si dimostrò un Papa esemplare e grande teologo e si prodigò per quel lavoro che gli poteva permettere la sua salute, tutto questo lo consunse ulteriormente e chiese di ritirarsi a Castel Gandolfo e lasciare libero il papato. I cardinali glielo concessero e pensarono subito a eleggere un nuovo pontefice. Nessuno di loro avrebbe scommesso  tanto su di lui in modo che alla sua dipartita potessero riorganizzare la Chiesa con un papa italiano. Ma Francesco I, al secolo Jorge Mario Bergoglio, figlio di emigranti italiani, benché da giovane avesse subito l'amputazione di mezzo polmone si rivelò uno dei papi più amati e viaggiatori nel mondo.
    Ho sempre davanti agli occhi la sua immagine in macchina scoperta dove nel suo tragitto si recò il penultimo  giorno della sua vita a incontrare la Madonna Salus Romane della quale era degno figlio. 
    Queste sono le ultime immagini focalizzate nella mia memoria di Papa Bergoglio. Ora tutto è cambiato con la globalizzazione: Europa, Asia, Africa, Oceania, America sono territorio di  comuni scontri e incontri fra personaggi più o meno carismatici. 
    • Noi giovani alieni di Lilly Brogi.
      Dedicato alla mia amica Carmen Moscariello e a tutti coloro che amano l'arte, la pace e la letteratura come Monsignor Gherardo Gambelli Arcivescovo di Firenze.
       
       
      Noi ci ritroviamo dunque giovani alieni con occhi sbarrati  nel cielo a seguire le navette spaziali telecomandate.
      La nostra tecnologia in cosi minuscolo tempo cronologico è maturata con l'avvento dell'intelligenza artificiale, siamo noi ora che inviamo le navette spaziali portatrici di morte  che potrebbero essere di vita,   fermiamo e cerchiamo i posti più idonei per sconvolgere la vita agli inermi. 
      Guerra tecnologica con navette sospese guidate da uomini invisibili che agiscono indisturbati da terra. Droni sospinti su città in guerra e duramente ricacciati per non far raggiungere l'obiettivo. Questa è la storia della tecnologia più ricca del mondo. Distrugge da lontano e non serve più il coraggio o la decisione di affrontare un nemico visibile perché sono guerre studiate e programmate con l'economia globale.
      Bei tempi quando questi avvistamenti furono immortalati in una tela del 1600 del senese Ventura Salimbeni dal titolo "Glorificazione dell'Eucarestia"  dove visualizzava un essere alieno che esce da una navicella spaziale. Illusione ottica o realtà vissuta in quel lembo di terra appartato e allora ignorato dal mondo dove lo spirito si rincorreva e creava a non finire fatti accaduti o sognati? Chissà! Ci riprovarono anni dopo dei fiorentini senza ottenere alcun successo. Nella mia giovinezza si formavano gruppi notturni di ragazzi per scrutare il cielo e individuare navicelle spaziali ma tutto con scarsi risultati. Anche in America, terribilmente grande, furono catturati dicono e isolati in località segrete uomini giunti da altri mondi. Certamente il nostro pianeta azzurro non avrà avuto segreti per visitatori speciali. Le distanze del mondo sono enormi, l'America ha ingoiato popoli interi distruggendone abitudini, volontà e decisioni. E' facile credere a qualche alieno solo pochi anni fa tolto alla collettività di questo popolo nuovo in espansione.
      Dall'altra parte del mondo nello sperduto est fra neve, gelo e relativa minore popolazione era ancora più facile sfuggire da alieni e navette giunte da chi sa dove.
      Solo negli ultimi anni l'Italia ha conosciuto un'esistenza abbastanza tranquilla ed ha potuto scrutare il cielo con occhi disincantati e attenti. Ho conosciuto persone di fiducia che hanno scorto navette immobili che poi partivano con enorme velocità senza rumore.
      Lasciamo da parte la nuova situazione di giovani alieni e sbarchiamo a ritroso nel tempo che non ha più canoni definiti in quel lontano periodo e usciamo dalla navetta di Ventura Salimbeni dove ci troviamo sempre in un mondo terribilmente diverso per clima non essendo più sul Mediterraneo, ma popolato da uomini, donne e bambini affamati e cenciosi alla ricerca di radici strappate alla terra con le mani per nutrirsi con quel poco che potevano. 
      La mortalità era altissima e naturalmente non vi era distinzione di casta, o poveri o ricchi stellari, vedi i cardinali del 1300 quando Celestino V fu eletto Papa.
      In quegli anni i cardinali e i loro adepti erano i più abbienti di quel terribile periodo.
      Nelle loro porpore cardinalizie non si facevano mancare nessun genere di conforto, anzi ostentavano bellezza e ricchezza a profusione, mentre a pochi metri da loro il popolo soffriva i patimenti più atroci, quelli che comporta la vera fame.
      Celestino V, anima nobile e sensibile, non resse a dirigere in maniera efficiente quel papato che lui giudicava pieno di falle e non avendo la forza né morale né fisica per sopportare tutto questo rinunciò a guidare la Chiesa Cattolica.
      Il suo successore Bonifacio VIII divenne il suo peggiore nemico perché non dava a lui la sicurezza che non avvenisse uno scisma interno alla Chiesa specialmente da parte francese. Celestino fu bandito e a nulla valse anche il suo isolamento sullo stile di San Francesco e fra atroci sofferenze fisiche e morali fu ripreso e imprigionato fino alla sua morte.
      L'Abruzzo lo volle santo subito ed è ancora oggi amato indiscusso dai pastori della Maiella e dai signori dell'Aquila. L'Abruzzo gli ha reso tutti gli onori. Figura emblematica di santo rinunciatario che viene ancora ricordato da tutto il mondo cattolico.
      Idealmente risaliamo da giovani alieni sulla navicella del quadro dipinto da Ventura Salimbeni e ripercorriamo in poco tempo questa strada enorme temporale che ci divide.
      Ora siamo scesi di nuovo sul Mediterraneo, il papato è  enorme.
      La morte di Papa Woityla comportò un periodo lungo e straziante con l'epilogo santo subito.  I cardinali pensarono a un uomo di grossa formazione spirituale che combatteva nel suo paese Monaco di Baviera  per la riuscita di eliminare la pedofilia e altre varie forme di deviazioni psico-fisiche. Ecco il suo arrivo a Roma dove viene nominato Benedetto XVI.
      E' un impatto grandioso per un uomo abituato a una vita principesca, infatti i suoi indumenti erano tutti tessuti di lana e d'oro, le sue mozzette purpuree erano spettacolari.
      A Roma si dimostrò un Papa esemplare e grande teologo e si prodigò per quel lavoro che gli poteva permettere la sua salute, tutto questo lo consunse ulteriormente e chiese di ritirarsi a Castel Gandolfo e lasciare libero il papato. I cardinali glielo concessero e pensarono subito a eleggere un nuovo pontefice. Nessuno di loro avrebbe scommesso  tanto su di lui in modo che alla sua dipartita potessero riorganizzare la Chiesa con un papa italiano. Ma Francesco I, al secolo Jorge Mario Bergoglio, figlio di emigranti italiani, benché da giovane avesse subito l'amputazione di mezzo polmone si rivelò uno dei papi più amati e viaggiatori nel mondo.
      Ho sempre davanti agli occhi la sua immagine in macchina scoperta dove nel suo tragitto si recò il penultimo  giorno della sua vita a incontrare la Madonna Salus Romane della quale era degno figlio. 
      Queste sono le ultime immagini focalizzate nella mia memoria di Papa Bergoglio. Ora tutto è cambiato con la globalizzazione: Europa, Asia, Africa, Oceania, America sono territorio di  comuni scontri e incontri fra personaggi più o meno carismatici. 
      Ecco  apparire noi poveri alieni alle prese con un mondo nuovo che non perdona la povertà, la sovrappopolazione ed ogni inciampo di qualsivoglia leader più ricco e sfrontato di un altro.
      • Noi giovani alieni di Lilly Brogi.
        Dedicato alla mia amica Carmen Moscariello e a tutti coloro che amano l'arte, la pace e la letteratura come Monsignor Gherardo Gambelli Arcivescovo di Firenze.
         
         
        Noi ci ritroviamo dunque giovani alieni con occhi sbarrati  nel cielo a seguire le navette spaziali telecomandate.
        La nostra tecnologia in cosi minuscolo tempo cronologico è maturata con l'avvento dell'intelligenza artificiale, siamo noi ora che inviamo le navette spaziali portatrici di morte  che potrebbero essere di vita,   fermiamo e cerchiamo i posti più idonei per sconvolgere la vita agli inermi. 
        Guerra tecnologica con navette sospese guidate da uomini invisibili che agiscono indisturbati da terra. Droni sospinti su città in guerra e duramente ricacciati per non far raggiungere l'obiettivo. Questa è la storia della tecnologia più ricca del mondo. Distrugge da lontano e non serve più il coraggio o la decisione di affrontare un nemico visibile perché sono guerre studiate e programmate con l'economia globale.
        Bei tempi quando questi avvistamenti furono immortalati in una tela del 1600 del senese Ventura Salimbeni dal titolo "Glorificazione dell'Eucarestia"  dove visualizzava un essere alieno che esce da una navicella spaziale. Illusione ottica o realtà vissuta in quel lembo di terra appartato e allora ignorato dal mondo dove lo spirito si rincorreva e creava a non finire fatti accaduti o sognati? Chissà! Ci riprovarono anni dopo dei fiorentini senza ottenere alcun successo. Nella mia giovinezza si formavano gruppi notturni di ragazzi per scrutare il cielo e individuare navicelle spaziali ma tutto con scarsi risultati. Anche in America, terribilmente grande, furono catturati dicono e isolati in località segrete uomini giunti da altri mondi. Certamente il nostro pianeta azzurro non avrà avuto segreti per visitatori speciali. Le distanze del mondo sono enormi, l'America ha ingoiato popoli interi distruggendone abitudini, volontà e decisioni. E' facile credere a qualche alieno solo pochi anni fa tolto alla collettività di questo popolo nuovo in espansione.
        Dall'altra parte del mondo nello sperduto est fra neve, gelo e relativa minore popolazione era ancora più facile sfuggire da alieni e navette giunte da chi sa dove.
        Solo negli ultimi anni l'Italia ha conosciuto un'esistenza abbastanza tranquilla ed ha potuto scrutare il cielo con occhi disincantati e attenti. Ho conosciuto persone di fiducia che hanno scorto navette immobili che poi partivano con enorme velocità senza rumore.
        Lasciamo da parte la nuova situazione di giovani alieni e sbarchiamo a ritroso nel tempo che non ha più canoni definiti in quel lontano periodo e usciamo dalla navetta di Ventura Salimbeni dove ci troviamo sempre in un mondo terribilmente diverso per clima non essendo più sul Mediterraneo, ma popolato da uomini, donne e bambini affamati e cenciosi alla ricerca di radici strappate alla terra con le mani per nutrirsi con quel poco che potevano. 
        La mortalità era altissima e naturalmente non vi era distinzione di casta, o poveri o ricchi stellari, vedi i cardinali del 1300 quando Celestino V fu eletto Papa.
        In quegli anni i cardinali e i loro adepti erano i più abbienti di quel terribile periodo.
        Nelle loro porpore cardinalizie non si facevano mancare nessun genere di conforto, anzi ostentavano bellezza e ricchezza a profusione, mentre a pochi metri da loro il popolo soffriva i patimenti più atroci, quelli che comporta la vera fame.
        Celestino V, anima nobile e sensibile, non resse a dirigere in maniera efficiente quel papato che lui giudicava pieno di falle e non avendo la forza né morale né fisica per sopportare tutto questo rinunciò a guidare la Chiesa Cattolica.
        Il suo successore Bonifacio VIII divenne il suo peggiore nemico perché non dava a lui la sicurezza che non avvenisse uno scisma interno alla Chiesa specialmente da parte francese. Celestino fu bandito e a nulla valse anche il suo isolamento sullo stile di San Francesco e fra atroci sofferenze fisiche e morali fu ripreso e imprigionato fino alla sua morte.
        L'Abruzzo lo volle santo subito ed è ancora oggi amato indiscusso dai pastori della Maiella e dai signori dell'Aquila. L'Abruzzo gli ha reso tutti gli onori. Figura emblematica di santo rinunciatario che viene ancora ricordato da tutto il mondo cattolico.
        Idealmente risaliamo da giovani alieni sulla navicella del quadro dipinto da Ventura Salimbeni e ripercorriamo in poco tempo questa strada enorme temporale che ci divide.
        Ora siamo scesi di nuovo sul Mediterraneo, il papato è  enorme.
        La morte di Papa Woityla comportò un periodo lungo e straziante con l'epilogo santo subito.  I cardinali pensarono a un uomo di grossa formazione spirituale che combatteva nel suo paese Monaco di Baviera  per la riuscita di eliminare la pedofilia e altre varie forme di deviazioni psico-fisiche. Ecco il suo arrivo a Roma dove viene nominato Benedetto XVI.
        E' un impatto grandioso per un uomo abituato a una vita principesca, infatti i suoi indumenti erano tutti tessuti di lana e d'oro, le sue mozzette purpuree erano spettacolari.
        A Roma si dimostrò un Papa esemplare e grande teologo e si prodigò per quel lavoro che gli poteva permettere la sua salute, tutto questo lo consunse ulteriormente e chiese di ritirarsi a Castel Gandolfo e lasciare libero il papato. I cardinali glielo concessero e pensarono subito a eleggere un nuovo pontefice. Nessuno di loro avrebbe scommesso  tanto su di lui in modo che alla sua dipartita potessero riorganizzare la Chiesa con un papa italiano. Ma Francesco I, al secolo Jorge Mario Bergoglio, figlio di emigranti italiani, benché da giovane avesse subito l'amputazione di mezzo polmone si rivelò uno dei papi più amati e viaggiatori nel mondo.
        Ho sempre davanti agli occhi la sua immagine in macchina scoperta dove nel suo tragitto si recò il penultimo  giorno della sua vita a incontrare la Madonna Salus Romane della quale era degno figlio. 
        Queste sono le ultime immagini focalizzate nella mia memoria di Papa Bergoglio. Ora tutto è cambiato con la globalizzazione: Europa, Asia, Africa, Oceania, America sono territorio di  comuni scontri e incontri fra personaggi più o meno carismatici. 
        Ecco  apparire noi poveri alieni alle prese con un mondo nuovo che non perdona la povertà, la sovrappopolazione ed ogni inciampo di qualsivoglia leader più ricco e sfrontato di un altro.
        Le navette volano telecomandate , così i droni ed un'altra serie di meccanismi comandati da terra che bloccano il movimento umano.
        Eppure era chiara ed è chiara l'iconografia di Dio padre che sorregge alla destra quel bambino meraviglioso che aveva inviato per la salvezza di tutti i popoli.
        Ma tu Iran che ricordo fino dalla prima elementare come una delle più antiche civiltà di uomini dai capelli corti e ricciuti come le barbe sparse su quei volti che incutevano terrore
        hai combattuto strenuamente tutte le guerre inviate dal mondo europeo, un mondo povero e affamato che cercava in Gerusalemme il suo habitat ideale. Infatti è il luogo dove sorgono le religioni monoteiste: Ebraismo, Cattolicesimo, Islam. Ma a quale prezzo le crociate furono annientate dal feroce Saladino che aveva un universo di uomini e donne soggiogate al suo potere?
        E così i droni e noi giovani alieni ci muoviamo alla ricerca di nuovi territori ideali per proseguire la nostra vita di speranza.
        E' presto per sapere se saremo all'altezza di tutto quello che ci attende.
        Io da cattolica osservante mi inchino alla Tua volontà sperando sia la più giusta per il popolo globalizzato. 
        La via del cattolicesimo petrino prosegue, ora il vescovo di Roma è Robert Prevost, un americano per tanti  anni missionario e già con il nome di Leone XIV ha lanciato l'enciclica "Magnifica humanitas". Come vediamo la Chiesa e la sua storia sono sempre in movimento e di grande avanguardia. 
         
         
      Rispondi
    Le navette volano telecomandate , così i droni ed un'altra serie di meccanismi comandati da terra che bloccano il movimento umano.
    Eppure era chiara ed è chiara l'iconografia di Dio padre che sorregge alla destra quel bambino meraviglioso che aveva inviato per la salvezza di tutti i popoli.
    Ma tu Iran che ricordo fino dalla prima elementare come una delle più antiche civiltà di uomini dai capelli corti e ricciuti come le barbe sparse su quei volti che incutevano terrore
    hai combattuto strenuamente tutte le guerre inviate dal mondo europeo, un mondo povero e affamato che cercava in Gerusalemme il suo habitat ideale. Infatti è il luogo dove sorgono le religioni monoteiste: Ebraismo, Cattolicesimo, Islam. Ma a quale prezzo le crociate furono annientate dal feroce Saladino che aveva un universo di uomini e donne soggiogate al suo potere?
    E così i droni e noi giovani alieni ci muoviamo alla ricerca di nuovi territori ideali per proseguire la nostra vita di speranza.
    E' presto per sapere se saremo all'altezza di tutto quello che ci attende.
    Io da cattolica osservante mi inchino alla Tua volontà sperando sia la più giusta per il popolo globalizzato. 
    La via del cattolicesimo petrino prosegue, ora il vescovo di Roma è Robert Prevost, un americano per tanti  anni missionario e già con il nome di Leone XIV ha lanciato l'enciclica "Magnifica humanitas". Come vediamo la Chiesa e la sua storia sono sempre in movimento e di grande avanguardia. 
     
     
  •  fermiamo e cerchiamo i posti più idonei per sconvolgere la vita agli inermi. 
Ecco  apparire noi poveri alieni alle prese con un mondo nuovo che non perdona la povertà, la sovrappopolazione ed ogni inciampo di qualsivoglia leader più ricco e sfrontato di un altro.
Le navette volano telecomandate , così i droni ed un'altra serie di meccanismi comandati da terra che bloccano il movimento umano.
Eppure era chiara ed è chiara l'iconografia di Dio padre che sorregge alla destra quel bambino meraviglioso che aveva inviato per la salvezza di tutti i popoli.
Ma tu Iran che ricordo fino dalla prima elementare come una delle più antiche civiltà di uomini dai capelli corti e ricciuti come le barbe sparse su quei volti che incutevano terrore
hai combattuto strenuamente tutte le guerre inviate dal mondo europeo, un mondo povero e affamato che cercava in Gerusalemme il suo habitat ideale. Infatti è il luogo dove sorgono le religioni monoteiste: Ebraismo, Cattolicesimo, Islam. Ma a quale prezzo le crociate furono annientate dal feroce Saladino che aveva un universo di uomini e donne soggiogate al suo potere?
E così i droni e noi giovani alieni ci muoviamo alla ricerca di nuovi territori ideali per proseguire la nostra vita di speranza.
E' presto per sapere se saremo all'altezza di tutto quello che ci attende.
Io da cattolica osservante mi inchino alla Tua volontà sperando sia la più giusta per il popolo globalizzato. 
La via del cattolicesimo petrino prosegue, ora il vescovo di Roma è Robert Prevost, un americano per tanti  anni missionario e già con il nome di Leone XIV ha lanciato l'enciclica "Magnifica humanitas". Come vediamo la Chiesa e la sua storia sono sempre in movimento e di grande avanguardia. 
 
 
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