venerdì 18 settembre 2026

Gabriella Picerno sull'opera di Carmen Moscariello presentato a Roma in via Giulia presso il Salone del Libro della Gangemi Editore

 


Gabriella Picerno

 

Quando ci avviciniamo al libro di Carmen Moscariello, “Soli della Chiesa. Celestino V e Benedetto XVI. Eretici della coerenza e del coraggio”, ci accorgiamo subito che non siamo davanti a un saggio storico, né a un’analisi teologica. Siamo dentro un oratorio drammaturgico, un testo che usa la parola come musica e la storia come scena.  

E in questa scena, due figure lontane nel tempo, Celestino V e Benedetto XVI. vengono accostate non per analogia biografica, ma per risonanza interiore.

 

La mia collega vi parlerà di Celestino V, della sua rinuncia come gesto di purezza e di innocenza.  

Io invece vi porto dentro la figura di Benedetto XVI, così come la Moscariello la mette in scena: non come teologo, non come custode dell’ortodossia, ma come uomo attraversato dal limite, come pontefice che ascolta la propria coscienza fino a compiere un gesto che rompe la tradizione.

 

Nel libro, Benedetto XVI appare come un personaggio profondamente drammatico.  

Non c’è la figura pubblica, non c’è il papa delle encicliche o delle omelie solenni, c’è un uomo anziano, fragile, lucido, che sente il peso del ministero come un abito diventato troppo grande per il corpo che lo sostiene.  

La Moscariello lo ritrae in un dialogo continuo con se stesso, con la propria interiorità, con quel silenzio che precede ogni decisione irrevocabile.

 

La rinuncia, in questo testo, non è mai presentata come fuga: non è debolezza, non è cedimento.  

È, al contrario, un atto di coraggio spirituale, un gesto che nasce dalla consapevolezza del limite e dalla responsabilità verso la Chiesa.  

Benedetto XVI diventa così, insieme a Celestino V, un “eretico della coerenza”: eretico non perché tradisce la dottrina, ma perché osa essere fedele alla verità interiore più che alla forma esterna del potere.

 

La Moscariello ci mostra un Benedetto XVI che non abdica:  si ritira per non tradire.  

Non tradire la Chiesa, non tradire la propria coscienza, non tradire la verità che sente di non poter più sostenere con la forza necessaria.

 

Il tono del libro è profondamente lirico.  

La parte dedicata a Benedetto XVI è costruita come un monologo interiore, un attraversamento della solitudine del pastore.  

La solitudine è un tema centrale: la solitudine del potere spirituale,  del discernimento, di chi deve prendere una decisione che nessuno può prendere al suo posto.  

E in questa solitudine, la Moscariello inserisce due simboli ricorrenti: la luce e il silenzio.  

La luce come verità che illumina ma anche acceca.  

Il silenzio come luogo in cui la coscienza parla più forte di qualsiasi voce esterna.

 

Benedetto XVI, in questo testo, è un uomo che guarda la propria fragilità senza paura, che riconosce che il corpo non regge più il peso del ruolo.  Comprende che la guida spirituale non può essere esercitata senza la forza necessaria.  

E che, proprio per questo, compie un gesto che nella storia della Chiesa è rarissimo, quasi scandaloso,  per questo profondamente profetico.

 

Se Celestino V rinuncia per fedeltà alla propria innocenza, Benedetto XVI rinuncia per fedeltà alla propria lucidità.  

Due gesti diversi, due epoche lontane, ma un’unica radice: la coerenza.  

La coerenza come forma più alta di coraggio, come atto che rompe la tradizione per salvare l’essenziale.

 

Carmen Moscariello ci consegna un’immagine di Benedetto XVI che non è quella dei manuali di storia, ma quella di un uomo che ha avuto il coraggio di dire “non posso più” e di trasformare questa frase in un atto di amore verso la Chiesa.  

Un uomo che ha scelto la verità interiore invece della forza apparente, che ha compreso che talvolta la forza non sta nel trattenere, ma nel lasciare andare.

 

E forse è proprio questo il messaggio più potente del libro:  

che anche un papa, quando ascolta profondamente la propria coscienza, può diventare un eretico  del coraggio.  

Un eretico della coerenza.

 

domenica 13 settembre 2026

Biografj CARMEN MOSCARIELLO IS AN ITALIAN POET

 


Carmen Moscariello

Birth Date:

16 May 1950

Birth Place:

Avellino, Italy

Occupation:

Poet, theater writer, journalist

Carmen Moscariello is an Italian poet.

Biography

Moscariello spent 42 years as a teacher. She was a pupil of Raffaello Franchini. She is a poet,[1] playwright, and director. She obtained the title for La Regia with Roberto Tessari at the Università degli studi di Roma "La Sapienza", publicist journalist. She was a correspondent with the newspaper Il Tempo from 1987 to 1996, publishing about 1,500 articles. She reported on investigations on Tangentopoli, the phenomenon of usury, the Garigliano nuclear power station, and the Camorra. She was also a correspondent for TG3 Lazio.

Moscariello is the president and founder of the "Tulliola Renato Filippelli" international poetry prize.[2] [3] She received non-fiction and journalism prize in XXVI edition, a prize rewarded with a medal by the President of the Republic Giorgio Napolitano for high cultural merits. She is president of the "Legality against the Mafia" Award (VII edition).[4]

She wrote articles for "Oggi e Domani", Avvenire, poetic frequencies; Il Convivio; Culture there perspective and countless other literary newspapers.

In 1999, she was the director and founder of the monthly political and culture magazine "Il Levriero". As a syndicalist of UNAMS (National Union of Musicians and Artists), she organized in Rome and throughout Lazio important painting exhibitions, concerts and cultural conferences. She has published works of poetry, theater, non-fiction, and art.[5] [6] In 2020, Aula Magna of the high school Coreutico Suor Orsola Benincasa of Naples presentation of the book "Modigliani l'anima dipinta".[7]

Bibliography

  • Friedric Holderlin, tra Lirica e Filosofia , Lucarini Editore; Roma 1988.
  • "Testimonianze su Franco Ferrara, Imiziad e lettere a Natascia" Risposte, Salerno, 1989.
  • "Gli occhi frugano il vento" Bastogi Editrice Italiana, Foggia, 1999.
  • "Poesie, «Oggi e Domani", EDIARS, Pescara, 1994.
  • Il presente della memoria”, Publiscoop Editore, Sessa Aurunca, 1994.
  • ”Proserpina. Tre atti preceduti da un preludio” Bastogi Editrice Italiana, 2003.
  • ”Elelonora dalle belle mani. Dialogo segreto tra Eleonora Duse e Gabriele D'Annunzio. Opera drammatica in tre atti” Bastogi Editrice Italiana, Foggia, 2005,
  • ”Giordano Bruno. Sorgente di fuoco” Guida Editori, Napoli, 2011 [8] [9]
  • ”Non è tempo per il Messia” Guida Editori, Napoli, 2012
  • ”Oboe per flauto traverso. Parole per Ugo Piscopo” Guida Editori, Napoli, 2012 [10]
  • ”Ugo Piscopo terra della sera. Visioni” Editore Guida, 2014
  • ”L'orologio smarrito” Guida Editori, Napoli, 2014
  • ”Tunnel dei sogni” Il Convivio edizioni, 2016
  • ” Destini sincronici Amelia Rosselli e Rocco Scotellaro . Con lettere di Rocco Scotellaro e Michele Prisco” Guida Editori, Napoli, 2015 [11]
  • ”Modigliani. L’anima Dipinta. ” Gangemi Editore, Roma, 2019 [12]

Notes and References

  1. Web site: Carmen Moscariello, Destini incrociati di Amelia Rosselli e Rocco Scotellaro | Pianeta Poesia. Giuseppe. Baldassarre.
  2. Web site: Formia, i vincitori del Premio internazionale "Tulliola - Renato Filippelli". www.ilmessaggero.it. 17 May 2016 .
  3. Web site: Minturno / Intitolata una strada al poeta Renato Filippelli (video). June 3, 2018.
  4. Web site: A Giulia Fera con Veleni&Verità il Premio per la Legalità contro le mafie VII Edizione. OggiSud.
  5. Web site: Letteratura, i "Figli difficili" di Michele Prisco tornano in libreria. www.ilmattino.it. 16 November 2017 .
  6. Web site: Tutti i trionfatori del "Convivio 2015". October 22, 2015.
  7. <>https://www.schoolandcollegelistings.com/IT/Naples/307749966262494/Liceo-Artistico-Suor-Orsola-Benincasa
  8. Web site: Due artisti a confronto: Carmen Moscariello e Giuseppe Supino. | Volodeisensi. April 24, 2012.
  9. Book: Moscariello, Carmen. Giordano Bruno. Sorgente di fuoco. April 20, 2011. Guida. 9788860427816. Google Books.
  10. Book: D'Alto, Barbara. La stanza delle mele. April 20, 2013. Guida Editori. 9788866661719. Google Books.
  11. Web site: Tutti gli eventi di gennaio 2016 nella Saletta dello spazio Guida a Napoli. January 5, 2016. la Repubblica.
  12. Web site: Alla volta di Leucade: CARMEN MOSCARIELLO: "MODIGLIANI L'ANIMA DIPINTA". January 2, 2020.

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domenica 30 agosto 2026

Alda Merini " La presenza di Orfeo" Analisi di Carmen Moscariello

 Una xilografia polacca a cura di Alina Kalczjnscka sul lillà della copertina: l’incisione rupestre di Oughtasar, dell’Armenia del V-II millennio inaugura la preziosa collana “Poesia” di Vanni Scheiwiller. Non a caso il libro si apre con un’antilla a firma dell’Editore che presenta personalmente la nuova grafica della collana che “vuole un invito al lettore, seducendo l’occhio per catturare poi l’intelletto”.

Speciale, dunque anche nella copertina questa raccolta di poesie di Alda Merini, che porta il titolo di un suo libro in versi, “La presenza di Orfeo”, uscito nei tipi della Schwarz nel 1953.

D’altronde la poetessa ci ha abituato alle sue raccolte a tiratura limitata, fin dal suo esordio, a soli sedici anni, e già con l’ammirazione di Angelo Romanò, Silvana Rovelli e Giacinto Spagnoletti (Poesia italiana contemporanea, 1909-1959, Guanda). Ripropone in questa recentissima pubblicazione il meglio della sua poesia: i suoi versi “fanciulli”, appunto, e insieme ad alcune poesie della raccolta “La presenza di Orfeo”, troviamo versi appartenenti alle successive pubblicazioni come: Paura di Dio (Scheiwiller, 1955), Nozze Romane (Schwarz, 1955) e Tu sei Pietro (Scheiwiller, 1962).

Queste opere giovanili testimoniano che poeti si nasce. Il miracolo già appartenuto a Leopardi e Saffo è anche di Ada. Sarebbe, infatti, inspiegabile l’immensità dei cieli e della parola del suo canto. Esso viene già dall’Olimpo e dalla rupe di Leucade e nello stesso tempo è spregiudicato ed amaro, afrodisiaco, con tutti i risvolti moderni e nichilistici del nostro secolo. I suoi sono fogli di speranza, che si annidano lungo i fiumi, spesso tormentati dall’ago della disperazione che recide i colori, i sentimenti, gli odori, la vita stessa.

Questa poesia è tutta al femminile, immediatamente decifrabile, qualunque pagina si apra. Smuovono e vibrano i sentimenti dell’alternarsi delle vicende, non muoiono mai nemmeno quando l’invocazione alla Morte si estende al palmo della mano.

Il tiaso ha un cuore di donna, dove è cantato l’uomo con la sua delicatezza, la luna buia del suo egoismo, il potere delle sue mani, il dolce soffocante della sua parola.

Con la donna e l’uomo vivono i Santi che sono “ronzio di spine ad ogni polpastrello/ delle morbide dita/ e, dopo, rose, rose di stupore/ placide nevicate di innocenza…” Vivono anch’essi la favola della vita ornata di spine e di rose, di odori e di pianti, di fughe e di ritrovamenti insperati. La fiaba antica della donna che vive di sogni e in essi si muove come farfalla, inerpica invece il reale, storpia le cose o dalle cose è storpiata. I versi mistici hanno il sapore di quelli del Petrarca, inesauribili nel desiderio di Dio, ma anche della vita. Le illusioni non si trasformano in inganno, vivono di armonie sconosciute, vibrano di delicatezza, coprono il sasso con viole profumate, confondono il canto degli uccelli con l’odore dei fiori. La poesia della Merini è un sogno. Tutto ancora da ricercare, ma vivo e forte, crudele e dolce, ferito ma sempre pronto a un nuovo cammino.

E, così nei suoi versi c’è il sole con i “suoi giubili pieni”, ci sono i fiori “fedeli sorrisi dei fanciulli”, c’è la musica e la danza, ma anche le tenebre feroci.

Si muove questa poesia quasi in sussulti che pure formano un canto privilegiato, mosso dall’odore della ginestra, arrogante a volte come la lava del Vesuvio.

La luce è sempre intensa, nonostante gli occhi siano cerchiati dal dolore “che ancora non ti vedono/ Signore, riflesso dentro il mondo/ Salvami tu/”. Emerge chiaro dai versi la straordinaria fortuna di nascere donna, ma anche la tragedia di essere donna: la capacità di camminare con la stessa disinvoltura tra le stelle e sull’orlo di un precipizio.

Si dilatano gli stati d’animo nei versi, si confondono con le forze della natura, con la sacralità di Dio e dei Santi e avanzano imperturbati coinvolgendo miti e vergini. Rivive l’Ellade, la dolce Mytilinii, la mistica di Saffo, l’amore romantico e antico di Hölderlin per Diotima, che tuttavia non fanno dimenticare il dolore della vita.

A questa donna, alla quale Quasimodo diede la palma di grande poetessa e la introdusse anch’egli, come Spagnoletti, nella sua antologia (Poeti italiani del dopoguerra, Schwarz 1958) e a cui recentemente (1993) è stato attribuito il premio Librex-Guggenheim “E. Montale”, la poesia italiana del 900 deve molto: ha saputo ricreare il tormento per l’Infinito, senza discostarsi dai canoni classici e dando vita al massimo della modernita.

tratto da “Oggi e Domani” – rivista mensile di cultura e attualità, anno XXII, n.6, giugno 1994, pag.111-112

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