martedì 14 aprile 2026

 

Dio ha creato paesi ricchi d’acqua perchè gli uomini vi vivano, ha creato il deserto perché gli uomini vi ritrovino la propria anima.

 

 

Sinopsi dell’opera

La parabola del deserto

Di Carmen Moscariello

L’opera è tesa alla scoperta del senso nascosto delle cose.

E’ assoggettata al disordine della memoria, alimentata da  una scintilla di speranza che crea  fuochi di passioni. Si contrappongono alcuni passaggi e ricostruzioni, demoliti da scosse  distruttive, per dare voce alla preghiera dei ruscelli,  al nettare d’agave e a cogliere la luce di Dio dalla polvere dei venti del deserto. L’opera attraverso il racconto della vita di Charles de Foucauld esplora il senso della vita e aspira  a realizzare  la presa di coscienza del valore della  nostra esistenza. Si pone   in una costanza meditativa, come percorso e desiderio  di  abbandono del   mondo  desertificato.

La scrittrice apre le porte a un’analisi  spietata della profonda crisi di civiltà di tutto il mondo occidentale e non solo. C’è un’esigenza ariosa, asprigna, nell’ostinato desiderio di  dare  un obiettivo nobile alla vita. Si sceglie il deserto per disancorarsi, in un viaggio doloroso, ai limiti della morte. Gradualmente, i graffi della lotta contro i limiti della natura e dello spirito piegano e rivoluzionano l’intero modo di porsi davanti a Dio. L’autrice racconta un’esperienza effettivamente vissuta, quella dell’attraversamento del deserto del Sahara con lo scopo di raggiungere il Romitaggio di Charles Eugène De Foucauld, nei pressi di Assekrem. L’esperienza assume con gradualità i colori della fratellanza e sviluppa per il popolo Tuareg un grande amore. Cè nella scrittura un’oscillazione tra la poesia e  il pensiero meditativo-filosofico dando ampio spazio alla speranza.

Il tema della vita, quello religioso e dell’amore hanno  un ruolo determinante, testimone ne sono le dune  del deserto. Questi lembi formano una rete densa di significati i cui fili s’intrecciano senza sciogliersi e portano un’anima quasi dannata ad abbracciare la croce di Cristo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Perché bando alle chiacchiere, signori miei: l'infelicità non ha solo il volto della fame e del freddo. Ha anche quello della solitudine che gela quando appartieni a un mondo scomparso o incompreso, quando sei costretto a vivere in un ambiente nel quale non ti riconosci e vieni schernito ridicolizzato perseguitato dalla volgarità.

(Oriana Fallaci)

 

 

 

Foto di Carmen Moscariello

 

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