lunedì 2 marzo 2015

Il Giullare del tempo di Giuseppe Manitta Recensione di Carmen Moscariello

Il giullare del tempo di Giuseppe Manitta Ed. Il Convivio

Prefazione di Francesco D’Episcopo, copertina di Nunzio Trazzera.

Giuseppe Manitta è un giovane che già da tempo occupa per diritto il diorama della cultura italiana. Il suo spirito creativo, il rigore dei suoi studi, la pubblicazione dei suoi saggi sui maggiori autori della letteratura italiana gli hanno conquistato la stima e la lode di personalità di prim’ ordine nella cultura del nostro tempo.
Sia nella poesia che nella critica ha ricevuto ampi riconoscimenti e lodi. Tra questi, Il Premio Tulliola-Renato Filippelli ha avuto l’onore di vedere partecipare i suoi scritti prestigiosi al Premio e tra migliaia di autori , la Giuria presieduta da Ugo Piscopo ha scelto sue scritture di primordine. Ha vinto prima per la poesia "L’ultimo canto dell’upupa"(Tulliola 2011) e poi per la saggistica "Giacomo Leopardi. Percorsi critici e bibliografici" (2012-13 Tulliola –Renato Filippelli). Il presidente del Premio Ugo Piscopo, già la prima volta ebbe a dire: "questo ragazzo ha stoffa" e lo lodò pubblicamente nelle motivazioni della vittoria: Così per la Poesia: Giuseppe Manitta, L’ultimo canto dell’upupa. Poemetto crepuscolare, premessa di Giorgio Barberi Squarotti. Introduzione di Carmine Chiodo, Castiglione di Sicilia (CT), Il Convivio, 2011, collana "Calliope".


Studioso di letteratura italiana, Giuseppe Manitta entra nell’agone poetico con robusta attrezzatura ideale e con un modo di procedere disinvolto e sicuro. I suoi riferimenti al mondo classico non sono di riporto, ma di riproposizione in diverso contesto semantico e culturale di sequenze e figure, con cui si è intrattenuta, si intrattiene familiarità. Vivide sono le accensioni che scaturiscono da accostamenti improvvisi e lontani……(Ugo Piscopo)

Ancor di più per la saggistica:
"Giuseppe Manitta si aggiudica il primo premio per la saggistica per l’opera Giacomo Leopardi. Percorsi critici e bibliografici (1998-2003), Castiglione di Sicilia (CT), Il Convivio, 2009. All’unanimità, la Giuria dichiara questo solido e imponente lavoro pregevole sotto molteplici profili e innanzitutto sotto quello della serietà e della coerenza del metodo, che fa da griglia alla costruzione complessiva del discorso. Il metodo consiste nell’intrecciare l’accertamento bibliografico-critico con la responsabilità del doganiere che sul campo valuta la qualità della merce in ingresso, per informare l’utenza attuale e futura dei pregi o dei difetti del manufatto in questione. In ultimo, viene elaborato uno strumento utilissimo, che interfaccia la descrizione del documento con l’analisi delle sua provenienza e della sua proiezione in avanti. In questa maniera, l’opera soddisfa molteplici esigenze: quella della tracciabilità e rintracciabilità dei testi, quella di avere orientamento e suggerimento per ulteriori inquisizioni, quella di conoscere che cosa di nuovo sia intervenuto negli studi su Leopardi nella ricorrenza del bicentenario della nascita, quella di poter respirare l’aura dell’attualità della figura e dell’opera leopardiane in un momento come il nostro, attento alle interrelazioni fra scienza e vita e al pluralismo delle scelte, come nel campo della religione e in quelli di altre spiegazioni del mondo". (Ugo Piscopo) Ora, si sa che Ugo Piscopo è un grande e già appartiene al mondo delle Storie delle Letterature, è anche un uomo molto severo e preciso nel verificare la texture delle opere da esaminare; in Manitta ha subito riconosciuto non solo la serietà dello studioso, ma anche la grandezza e la bellezza di una scrittura raffinata e adulta, alimentata dall’ansia della ragione e costruita sulle radici del mito, sull’eleganza classica della parola, dando ad esse illuminazioni nuove ed intense.



Il giullare del tempo.
L ’opera che andiamo a trattare, è strutturata secondo tre spazi temporali e per certi aspetti oggettivi; sottende a tutto l’inquieto drammatico gocciolare della vita in una città (La città di Ella) frigolante languori e oscurità, in una Sicilia (il riferimento non è limitato ad essa), dove il male di vivere si estenua in ingombranti odori e sfinimenti. E’ la Sicilia di Pirandello, di Quasimodo, ma anche quella del Verga: un tempo immobile, stirato, rappreso. "L’inquietudine , allora, nasce indomita e incerta, nella ricerca di un ritmo, che restituisca alla realtà il suo ardore denso, perché non scivoli via come in molta poesia contemporanea, come lava, destinata a indurirsi e raffreddare. Solo così il testo può tornare a celebrare i suoi alti trionfi semantici e sonori. Una sfida da cogliere e incoraggiare, in un poeta antico, che ha tutti i numeri per far sentire la sua limpida voce a vecchi e a giovani" Così Francesco D’Episcopo, dalla prefazione.

L’instabilità frenetica è della città di Ella, malata di melanconie, sporcata dall’arroganza delle mafie: i luoghi, le strade, i tetti ,gli uccelli sono spettatori di un dolore alla deriva, di un tempo strozzato; il respiro affannoso si insinua nella gonna di Ella, pende su protagonisti assenti. La città non è dell’uomo, è già appartenenza di un mondo desertificato, distrutto. Il Poeta e destinato a un osservatorio vacillante, quello dell’anima, ma, i cristalli in cui Ella è frantumata, divengono aculei per i personaggi senza vita che attraversano il tempo "Le parole sono luminosi suicidi,/sguardi scritti e pallori esanime/di gelsomino".(Il Giullare del tempo pgg. 14-15).

La tensione emotiva di Ella si lascia attraversare dai fumi untuosi della sua città, il suo vagare o, meglio, vagabondare, ci sommerge in un enigma da sciogliere, un busillis tortuoso e amaro.

Il desiderio di esistere, nonostante tutto intorno è decadenza, porta la poesia di Manitta ad arroventarsi ,man mano, che i gironi infernali si stringono, per un desiderio di vita che non si spenga. Il crepuscolo dell’io narrante perde il suo verbo razionale e la parola scivola lenta, ingoia aria, spinge un aratro di dolore e chiude in vento cadenzato nella furia del silenzio. "Oggi rimangono le transenne di un sospiro/Ella china il capo,/il selciato è un fiume/che scioglierà la città di carta/Le viole all’angolo della salita perdono colore,/i profumi parlano di attese,/ una chiazza di piombo colora il seno. S’affretta Proserpina,/i capelli di Ella sono bagnati/il mito si infrange sulla sciara.(idem, pg 19)

La parola intanto si riveste della pelle luminosa della calle, raffinata, esperta, modulata dagli archetipi e vestita della luce del tempo, lo stupore è nel piegare tanta eleganza e perfezione del verso allo sgretolamento dell’uomo. Due opposti si muovono nell’opera poetica avvincente: la raffinatezza della scrittura e la lucidità scarna e spietata di un mondo sentito estraneo.

La seconda parte dell’opera è titolata "Sul breviario di Ott" anche qui protagonista è un nome femminile: Lidwina soffoca tra i mandorli, /assopita, e veste stracci di nebbia.(idem, pg. 23) Inizia lo spartito in un acuto e attento panegirico del peregrinare e in apparenza sgrana luoghi, vie e piazze; il disegno si compone di certi canoni aggressivi della pittura di Van Gogh, l’oggetto si anima della sua malattia, della follia che nulla risparmia.

"La tenda rossa, alla finestra, guarda i passanti", (idem ,pag.23) nessun particolare viene trascurato nel vagabondare tra strade e ombre della città, questa volta di Lidwina, eppure, nonostante l’accanirsi di Manitta in canoni fintamente descrittivi, il personaggio appare appartenere al vuoto, sospesa lontana dal fango, furiosa interprete di lontananze. Il breviario piange i nuovi santi sull’altare: sono i derelitti, i martiri della miseria umana.

Ed ecco di nuovo cambia strada, ci ha guidato finora in una visita convulsa, affannosa , fuori da qualsiasi mediazione, il verso pur rivestito d’organza è intriso di sofferenze.

Ritorna l’attesa e il tempo è lavato dal dolore nella Rogatio Cotidiana ; in questa limpida preghiera il Poeta dà al verso un suono di violino, lo sguardo in parte si piega sulle cose e le accoglie in un manto di preghiera: Beviamo l’alito del tempo/mentre il treno scorre/sulle ginestre, sulle sciare,/ e risveglia i venti sopiti,/ nascosti tra i papaveri e le calendole. /Il cuore tra le rotaie,/e gli sguardi annegano tra gli steli,/mentre le case ascoltano/la sabbia che cade.(idempg27)

Credo che lo spazio visionario e nel contempo meditativo dei contenuti donino al verso una grande armonia ed esso si apre come il velo di una sposa, steso per proteggere la vita dal fango seppure ….e i sogni si annebbiano,/s’impastano con la terra per fare pane./Tra le frasche e la spazzatura/La strada s’infittisce di strali,/la pelle si lacera, alla tramontana./ Sono foglie le case/e candele sul viale i rami . (idem,pg28)

Impalca il poeta cenere e pathos nel lento estenuante crepuscolo del giorno e della vita.

In questa bellissima raccolta il poeta ha voluto riproporci anche il poemetto "L’ultimo canto dell’upupa", qui Giorgio Barberi Squarotti ne cura la prefazione e lo loda con entusiasmo e amore: "Il poemetto dell’upupa e di tanti altri animali emblematici e avventurosi è molto bello per ricchezza di immagini, visioni, ironia, fantasticherie, ansie e speranze del cuore. E’, a mio parere, un testo davvero mirabile, originalissimo, fra mito e realtà attuale e drammatica, un risultato di straordinaria invettiva. E’ una narrazione ansiosa e solenne, fra quotidianità e visione, meditazione e passione, dolore e bellezza delle cose e dell’anima"

Parole senza ombre, chiare, nette.

Il poemetto crepuscolare "L’ultimo canto dell’upupa", già dai primi versi, è accattivante, ha il colore delle albe virgiliane, delicate metamorfosi della vita; il pianista raffinato dalle finestre aperte sulla notte ascolta il canto dell’upupa, con lei canta colori da regalare alla luna cilestra: Piove la bufera sul prunalbo,/ dita rosate,/ e la luna cinestra/ al torpore della notte./Piove oltre la siepe/e la berza al tramonto,/al canto dell’upupa.(idem, pg.35)

Carmen Moscariello

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giovedì 26 febbraio 2015

Giornate Cardiovascolari alla “San Michele”: appuntamenti scientifici fino a ottobre

Si è svolto ieri, 20 febbraio 2015, presso la Casa di Cura “San Michele” di Maddaloni (CE) il primo degli appuntamenti scientifici cardiologici organizzati dal Dipartimento di Alta Specialità di Cardiologia e Cardiochirurgia, che si distingue per l’impiego della tecnica Video Assistita e Mini Invasiva nel trattamento della patologia delle valvole cardiache e delle arterie coronarie (una piccola incisione toracica evita la più aggressiva sternotomia), che è diventata ormai di routine anche in presenza di tumori come il Mixoma cardiaco. La cardiochirurgia riparativa e sostitutiva della valvola mitralica viene eseguita prevalentemente con tecnica videoassistita in minitoracotomia. La patologia valvolare aortica, soprattutto quella dell’anziano, viene studiata e trattata con interventi mininvasivi sia percutanei che chirurgici. Le patologie coronariche mono e multivasali trovano nella Casa di Cura strategie terapeutiche percutanee o chirurgiche anche con metodica mininvasiva. Le indicazioni alla rivascolarizzazione vengono poste dopo accurata diagnosi, che si avvale delle tecniche più sofisticate e all'avanguardia.

Il primo evento scientifico, infatti, intitolato “Imaging integrato e terapia nei pazienti con malattia coronarica stabile”, ha riguardato la Diagnostica per immagini del mondo cardiovascolare, RM e TC in particolare. Il contributo delle due metodiche, con particolare riferimento alla definizione strutturale e funzionale dell’apparato cardiovascolare, è sicuramente fondamentale per l’integrazione interprofessionale nello studio delle cardiopatie. Lo studio dalla malattia coronarica stabile attraverso le varie tecniche diagnostiche e la discussione di quali siano i principi terapeutici sono stati oggetto della giornata scientifica, presieduta dal dr. Antonio Molisso, primario del Servizio di Radiodiagnostica della Casa di Cura “San Michele”.

Gli incontri proseguiranno il 20 marzo, con la Giornata sulle Cardiomiopatie Ipertrofiche: presidente dell’evento il prof. Sandro Betocchi, noto esperto mondiale della rara malattia. Ospite della giornata il prof. Albert Schoendube, cardiochirurgo di Goettingen, che terrà una lezione magistrale relativa alla tecnica chirurgica effettuata presso il suo centro per i rari casi con indicazione alla cardiochirurgia nella CI.

Il 27 marzo si terrà invece la decima Giornata Aritmologica “Terapia dello Scompenso Cardiaco, dalla chirurgia alla terapia elettrica” organizzata dal laboratorio di Elettrofisiologia della Casa di Cura - di cui è responsabile il dr. Antonio De Simone - in collaborazione con il Servizio di Ecocardiografia e lo staff di Cardiochirurgia.

Per il secondo anno di seguito, con la direzione del dr. Aurelio Caruso, stimato cardiologio napoletano, esperto di Ecocardografia e consulente scientifico della “San Michele”, avrà luogo il 28 maggio la Giornata sull’Embolia Polmonare, volta allo studio della diagnosi e soprattutto della prevenzione della patologia stessa.

Il ciclo delle Giornate Cardiovascolari si chiuderà a ottobre con la VI Edizione di Ecocardiochirurgia Satellite. Tale evento - che ha la sede naturale a Milano - si svolgerà anche a Caserta, in collaborazione con cardiologi e cardiochirurghi noti a livello nazionale. L’intesa scientifica con i più grossi Centri italiani è volta a divulgare e uniformare l’approccio diagnostico e terapeutico alle patologie cardiovascolari. Da sei anni infatti, la dr. Mariagabriella Grimaldi, cardiologa ecocardiografista della “San Michele”, ha voluto rafforzare i legami scientifici con i colleghi Antonio Mantero e Giuseppe Tarelli, direttori di “Ecocardiochirurgia”: “Le patologie cardiovascolari di interesse cardiochirurgico – spiega la Grimaldi - trovano ampi spazi di discussione pratica e teorica nell’ambito di queste Giornate, che si svolgono da svariate edizioni al Real Sito di San Leucio di Caserta”.

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Per ulteriori informazioni, interviste, invio di materiale
è possibile usare i recapiti sottostanti

INFO: Casa di Cura “San Michele” - via Montella 16 - MADDALONI (CE) 81024
tel 0823.208111 0823.208520 0823.208700 - fax 0823.402474 - email info@clinicasanmichele.com | clinicasanmichele@virgilio.it – siti http://www.clinicasanmichele.com | http://www.clinicasanmichelesrl.com

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sabato 7 febbraio 2015

Prefazione di Mary Attento a L'Orologio smarrito di Carmen Moscariello

“Mi consola l'abbraccio dei miei nipoti, belli più del sole”: il motivo che ispira i versi che seguono si 


evince alla fine, nel breve racconto “mio fiume” posto a conclusione di questa ricercata e raffinata 


silloge. Anche la dedica è riservata "a Leonardo e a Giuseppedanielegabriele", che assurgono a 


simboli di uno sconfinato amore verso l'Umanità tutta e, soprattutto, di qualcosa di estremamente 


sacro ed elevato.


“L'orologio smarrito” di Carmen Moscariello, infatti, comprende liriche davvero sorprendenti, dove è


possibile trovare storie vive, narrate in sottili trasparenze, e testimonianze rivelatrici della forte 


incidenza dei valori religiosi. Parole e pensieri si fondono per raccontare momenti della propria vita, 


che si svela ai lettori tra sensazioni e atmosfere di grande intensità emotiva e grazie a immagini 


metaforiche singolari ed evocative.


Versi sonori e ritmici, che trasmettono quel che l'autrice prova sotto forma di sensazioni anche là 


dove le parole a volte non possono arrivare: a ciò giova quella sorta di musicalità che caratterizza i 


suoi componimenti e che scaturisce – va detto – anche dalla predilezione di Carmen Moscariello per 


la musica, capace di arrivare alla mente e al cuore senza intermediazioni (ballo con te fino all’alba/


tumbalalaika/ .../ le note migrano, corrono/ galoppano vallate e fiumi).



“L'orologio smarrito” si snoda dunque come un mosaico, ricco di suggestioni tematiche, incalzante di


riflessioni, indicativo delle differenze oggettive tra l'apparenza e la reale essenza delle cose, 


rivelatore della faticosa ricerca di un luogo in cui coltivare le proprie aspirazioni e i propri sogni: 


perché, come scriveva Platone, la poesia «restaura l’antico nostro essere e risana così la natura 


umana».

56a Edizione PREMIO LETTERARIO di POESIA e NARRATIVA SAN DOMENICHINO CITTÀ DI MASSA 2015

Alla Sezione "A" si partecipa inviando una o due poesie in lingua italiana. Ciascuna lirica non deve superare i 60 versi e va inviata in QUATTRO COPIE dattiloscritte, delle quali solo una copia deve riportare in calce: nome, cognome, indirizzo con CAP, numero di telefono dell'autore e se disponibile l'indirizzo email. In alternativa è possibile inviare via email all'indirizzo sandomenichino@virgilio.it una copia in formato Word (.doc) di entrambe le poesie senza dati dell'autore, più una copia con i dati dell'autore e la DICHIARAZIONE prevista dal Bando con unito il giustificativo dell'avvenuto versamento della quota d'iscrizione.

Alla Sezione "B" si partecipa con una sola opera in lingua italiana composta da 20 a 40 poesie da presentare in QUATTRO COPIE dattiloscritte, delle quali solo una copia deve riportare sul frontespizio, assieme al titolo, nome e cognome, indirizzo con CAP, numero di telefono, se disponibile l'indirizzo email e la DICHIARAZIONE prevista dal Bando.

Alla Sezione "C" si partecipa con una sola opera, da presentare in QUATTRO COPIE con allegato un foglio contenente i dati personali dell'autore, indirizzo con CAP, numero di telefono e, se disponibile, l’indirizzo email.

Alla Sezione “D” si partecipa con una sola opera, da presentare in QUATTRO COPIE dattiloscritte, con allegato un foglio contenente i dati personali dell’autore: indirizzo con CAP, numero di telefono, se disponibile l'indirizzo email e la DICHIARAZIONE prevista dal Bando.

Alla Sezione “E” si partecipa con una sola opera, da presentare in QUATTRO COPIE, delle quali una sola copia deve riportare sul frontespizio, assieme al titolo, i dati dell’autore: indirizzo con CAP, numero di telefono, se disponibile l’indirizzo email e la DICHIARAZIONE prevista dal Bando.

Alla Sezione “F” si partecipa con una sola opera, da presentare in QUATTRO COPIE con allegato un foglio contenente i dati personali dell’autore: indirizzo con CAP, numero di telefono e se disponibile l'indirizzo email. Anche per gli eBook è obbligatorio l’invio cartaceo in quattro copie.

Il 1° premio di ogni Sezione potrà essere assegnato anche ai primi classificati nella stessa Sezione di passate edizioni.

Per le opere inedite occorre allegare la DICHIARAZIONE in cui si attesta che le stesse sono di PROPRIA CREATIVITÀ, pena l'esclusione dal Concorso, con la/le quota/e d'iscrizione trattenuta/e a favore del Premio. La quota di partecipazione è di Euro 20,00 per ogni Sezione e potrà essere allegata, se contante, nel PLICO RACCOMANDATO A/R, oppure sul C.C. Bancario intestato “Cassa di Risparmio di Carrara”, codice IBAN: IT27 X061 1013 6380 0008 0749 780 ; SWFT: RICAIT3C038, oppure a mezzo Vaglia o Assegno Postale o Assegno Bancario intestati alla: ASSOCIAZIONE CULTURALE SAN DOMENICHINO, salvo buon fine. Le opere non accompagnate dal pagamento NON saranno ammesse al concorso.

Il termine per la spedizione degli elaborati è GIOVEDI’ 30 APRILE 2015 da inviare a mezzo plico o pacco postale a:
"ASSOCIAZIONE CULTURALE SAN DOMENICHINO”, Casella Postale 103 c/o Poste Massa 1 – Via Carducci, 40 - 54100 MASSA (MS) – ITALIA. Per eventuali ritardi farà fede il timbro postale.
Gli Autori partecipanti al Concorso acconsentono al trattamento dei dati personali, limitatamente alla gestione del Premio ed all'invio agli stessi dei Bandi per le Edizioni successive; inoltre alla possibilità di poter scambiare i nominativi con altre Associazioni culturali e/o soggetti che perseguono lo stesso scopo e finalità, fermo restante che le stesse Associazioni e/o soggetti si assumeranno le proprie responsabilità per l’eventuale uso improprio dei dati. Per chiarimenti scrivere preferibilmente una email all’indirizzo sandomenichino@virgilio.it o telefonare al numero 340 6676287.

PREMI

SEZIONE “A":

1° PREMIO: assegno di Euro 500,00 e Targa
2° PREMIO: assegno di Euro 300,00 e Targa
3° PREMIO: assegno di Euro 200,00 e Targa
4° PREMIO: Targa
5° PREMIO: Targa
dal 6 al 10 Premio “Diploma d'Onore”

SEZIONE "B":

1° PREMIO: pubblicazione della “Silloge” offerta dalla “Casa Editrice IBISKOS” di A. Ulivieri-Empoli e Targa
2° PREMIO: assegno di Euro 300,00 e Targa
3° PREMIO: assegno di Euro 200,00 e Targa
4° PREMIO: Targa
5° PREMIO: Targa

SEZIONE "C":

1° PREMIO: assegno di Euro 500,00 e Targa
2° PREMIO: assegno di Euro 300,00 e Targa
3° PREMIO: assegno di Euro 200,00 e Targa
4° PREMIO: Targa
5° PREMIO: Targa
dal 6 al 10 Premio “Diploma d'Onore”

SEZIONE "D":

1° PREMIO: assegno di Euro 300,00 e Targa
2° PREMIO: Targa
3° PREMIO: Targa

SEZIONE "E":

1° PREMIO: pubblicazione dell’opera offerta dalla “Casa Editrice IBISKOS” di A. Ulivieri-Empoli e Targa
2° PREMIO: assegno di Euro 300,00 e Targa
3° PREMIO: assegno di Euro 200,00 e Targa
4° PREMIO: Targa
5° PREMIO: Targa

SEZIONE "F":

1° PREMIO: assegno di Euro 500,00 e Targa
2° PREMIO: assegno di Euro 300,00 e Targa
3° PREMIO: assegno di Euro 200,00 e Targa
4° PREMIO: Targa
5° PREMIO: Targa
dal 6 al 10 Premio “Diploma d'Onore”

La Giuria si riserva la facoltà di assegnare un diploma di segnalazione per ogni sezione al miglior autore residente nella provincia di Massa Carrara.
I premi in denaro verranno consegnati esclusivamente agli autori presenti alla cerimonia di premiazione, mentre gli altri premi potranno essere ritirati da persona delegata o spediti al proprio domicilio. IN CASO DI EX AEQUO, I PREMI IN DENARO VERRANNO DIVISI.
Per le sezioni inedite “B” ed “E” gli Autori potranno essere contattati dalla Casa Editrice “Ibiskos” di A. Ulivieri per una interessante proposta editoriale.

CERIMONIA DI PREMIAZIONE

La Premiazione dei vincitori é fissata per DOMENICA 30 AGOSTO 2015 ALLE ORE 16.30 nel sagrato antistante la chiesa francescana di San Domenichino in località "POVEROMO" di MARINA DI MASSA (MASSA) - ITALIA, alla presenza di Autorità ed esponenti del mondo della cultura e dell'arte. Saranno informati dell’esito del Concorso solo gli Autori vincitori e chi ne farà richiesta scritta. Non è prevista una graduatoria se non quella dei poeti o scrittori premiati. Il giudizio espresso dalla Giuria, che verrà reso noto mediante “Verbale Ufficiale” pubblicato sul sito Internet www.sandomenichino.it, è insindacabile ed inappellabile.

L'Associazione è espressamente autorizzata dagli Autori partecipanti ad utilizzare tutto il materiale pervenuto alla Segreteria del Premio, senza che gli stessi possano comunque pretenderne la restituzione, inoltre le liriche delle Sezioni A - B - C potranno essere utilizzate per la pubblicazione di un volume antologico. La partecipazione alla 56a Edizione del "PREMIO LETTERARIO SAN DOMENICHINO - CITTA’ DI MASSA - 2015", comporta l'accettazione completa ed automatica di tutte le clausole contenute nel presente Bando.


Il Consiglio Direttivo

PREFAZIONE A L’OROLOGIO SMARRITO di CARMEN MOSCARIELLO


Verso orizzonti che affrancano l’uomo dalle ristrettezze del vivere

Una polifonica romanza d’amore, di vita, di sogni, di affetti per i figli, i nipoti, per una storia che ha ed ha avuto vicissitudini ricche di humanitas, e zeppe di empatia; una voce corale che parla d’incontri rievocati, di presenze, di urgente forza suggestiva, sapida di vitalità ispirativa, di immagini di occhi innocenti, di volti profumati, di attese spasmodiche, e di ali aperte al volo:

Sei il mio piccolo Budda
ti volgo dal sonno alla luce
disegno nel firmamento
il sogno di te

girasole di splendidi amori
Leonardo, piccolo Budda
ed io nonna felice
ballo con te fino all’alba
tumbalalaika… (La porta d’avorio);

un diario plurale, espanso, totale, che parla di giorni, di notti, di speranze, gioie, illusioni, sottrazioni, di affreschi ricamati di luci e di ombre; una plaquette di graffiante intensità emotiva, i cui versi, generosi per attitudine alla cultura, per sincronie propositive, e per intrecci allusivi, timbrano, con sonora euritmia innovativa, le folgorazioni dell’anima. Quelle di una narrazione che va oltre le regole di una sintassi canonica per l’urgenza di liberare un animo straboccante di passione; dove persino la punteggiatura sembra di ostacolo all’esigenza di un cuore vòlto a confessare, con immediatezza, le sue emozioni. Scrivere di Carmen Moscariello significa avvicinarsi al suo amore per la poesia. Alla sua dedizione fattiva a questa nobile arte. Dacché Lei, oltre a comporla con forte coinvolgimento, la valorizza, e la diffonde tramite un importante premio letterario (Tulliola Renato Filippelli di Formia) di cui è presidente e fondatrice. E in questa sua nuova silloge, fin dai versi incipitari, evidenzia vis creativa, frequentazione letteraria, e compattezza che fanno della fusione fra dire e sentire il focus, il valore aggiunto dell’opera. Dacché ci convince, da subito, l’uso del verbo; un verbo impiegato con forza etimo-fonica d’inaspettate pointes; un verbo contagiante sia da un punto di vista metrico-stilistico che da quello plenitudinis vitae; plenitudo che riporta a un pensatore del primo Medioevo cristiano, Severino Boezio che ne “La consolazione della filosofia” attribuiva tale stato d’animo solo a Dio “Vita senza fine” (cui neque futuri quicquam absit nec preteriti fluxerit, nulla del futuro può essere assente, nulla del passato potrà essere svanito). Una pienezza che la Moscariello fa sua attraverso un travaglio metabolizzato, e che il verso sa affiancare, ampliandosi, rattenendosi, lasciando in sospeso una soluzione esistenziale, tratteggiando una vera esplosione di gioia, o rimarcando il passo d’addio nel dolore d’ogni tempo, d’ogni luogo:

dietro l’ azzurro nelle vene irrita il vento
occulta non si quieta la fame, il futuro è in traiettoria
congiunto è con l’ ieri nei castelli longobardi
di ogni storia rivedo la mia infanzia

non mi appare tanto lontana ancora prosegue
quel sogno delle querce, il passo d’addio
è nel dolore d ‘ogni tempo, d’ogni luogo (de divinazione).
Natale 2012

E lo fa con una tale metaforicità da offrire al lettore un duplice codice di lettura: significato e significante, che, insieme, collaborano con energia alla resa di un “poema” in cui, da un punto di vista contenutistico, mai il sentimentalismo becero e deteriore prende il sopravvento; considerando che La Nostra sa creare argini ben robusti a contenere la piena di un fiume che corre con irruenza verso i profumi del mare. Verso quegli orizzonti che tanto significano l’affrancamento dell’uomo dalle ristrettezze del vivere:
Andare nell’infinito prodigio della vita
attraversare gli orizzonti del mare del cielo e della terra
avvolgermi in tenera nube e rotolarmi
in prati fragolosi, da uno scoglio all’altro fino
alla punta del molo sfidare la gelida la luna
che cede il passo al sole
Flutti cocci ruvidi sussurri
il mare mugghia mareggiate di sogni (visio).

Insomma si toccano tutti i tasti dell’essere e dell’esistere; tutte quelle motivazioni spirituali che fanno della vicenda umana una storia polisemica e inquietante; gioiosa e melanconica; dolce e amara; una fusione di contrapposizioni che sono il sale e il pepe della poesia; quel polemos dei contrari di memoria eraclitea che la rendono reale e vera. A dominare sul tutto gli affetti familiari:

Sei nato finalmente
dalla culla dell’amore
succhi un nettare
di cieli biondo di farfalle
di lucciole incantate
sei bello, mi ricordi la tua mamma
occhi di cerbiatto
fusi nelle fossette
i bei sorrisi
a pugni chiusi
ti incammini (teogonia).

Ma detti con un tale trascinamento esistenziale che si rendono vicini al sentire di ognuno di noi; oggettivamente universali nell’intento di sottrarre la bellezza agli annichilenti artigli del tempo. Dacché sotto il dettato lirico scorre un autoptico pensiero filosofico sul quando e sul dove, su thanatos ed eros, sul fugit interea tempus:

di Siloe e dall’ultimo scalino i bracieri illuminarono.
è l’acqua e il fuoco in penombra fu la visione

le mille strade che ti portarono al Tempio
lì , nel caldo lume della tua poesia confluirono

la morte e la vita … (somnium Scipionis (a Renato Filippelli, post mortem)),

… alle spalle di fronte
nemmeno tanto velata
la morte impaziente (Il sogno: figlio della notte);

sul patrimonio delle ricordanze:

Apprenderanno i ricordi la strada del silenzio
nelle sinfonie d’autunno gli usci
riaprono al fascino antico del mite giallo
arancio dei torrioni stropicciati anelli
collane d’ambra dalle antiche botteghe
qui sul monte Orlando ripeto a memoria
i versi del Poeta… (enupnion),

sull’amor vitae:

il vento tace in braccio alle fluide
comete passiamo sospesi viviamo
l’attesa nel grembo canta la vita
limpida sorgente il cuore
batte l’attesa
vaporano odori antichi
ed io accarezzo la tenera gemma
verrà , verrà anch’egli a nutrire

quest’anno di gioie… (instrumentum legendi)
(Formia 25 ottobre 2012, attendendo Giuseppedanielegabriele);

su natura e naturismo, solitudini di meditazione, su luoghi cari, radici di sempre:

madre dei boschi e delle mille sorgenti della mia
anima- madre- terra- irpina
nostalgie in questo 21 marzo tanto
lontano da quando nel giardino
di mia madre si apriva tra la neve
e il sole l’odoroso gelsomino
ricordo ancora il muro
dove mio padre lo pose
al riparo dai venti, mi disse.
Quei venti che per lui
non furono mansuete carezze, né la purezza
dei fiori seppe preservare noi altri raminghi (Vitorchiano (VT), 2 1 marzo),
e sul valore maieutico del poièin:
… è l’acqua e il fuoco in penombra fu la visione

le mille strade che ti portarono al Tempio
lì , nel caldo lume della tua poesia confluirono

la morte e la vita (somnium Scipionis (a Renato Filippelli, post mortem)).

Sì, la nostalgia di giorni passati e di antiche primavere dà un contributo vivace a questa silloge. La Poetessa ama la vita, e dà anima e corpo a questa avventura, alla sua divina venuta; grida col canto l’attaccamento ai giorni e alle stagioni; ed è per questo che intende fare del passato un presente da ri-vivere, magari, rinfoltito di nuova passione. Personaggi e ambienti trascorsi sono riportati alla luce con un pathos di forte emotività. Tanto che l’ieri, l’oggi e il domani si embricano indissolubilmente per dare forma al logos della poesia:

ci attrasse la quercia che or sé spande morta
e ripetemmo insieme i versi amati al singhiozzo
verde dello strapiombo di cielo e mare
tra i funghi colorati e allegri dell’autunno luminoso (Surge et accipe…et fuge),

dove la natura si fa collaboratrice assidua nella concretizzazione degli stati d’animo; compagna fedele nelle espansioni sentimentali; e la quercia, una volta viva ed ora morta, assume un significato analogico con lo scorrere del tempo; con la fragranza di un giorno che ritorna a vita nella memoria della Nostra. E, alla fine, quello che vince è il grande amore per una realtà fatta di carne e di sogni, di sguardi e di voli; per una realtà spiritualmente traslata in mondi di fede; per una stagione di affetti che la Moscariello vorrebbe tenere con sé, un domani, oltre il guado che demarca il giorno dalla notte; in un afflato di contaminante spiritualità in cui:

… nelle ginestre intrecciate d’ amore
ho scorto Madonna il tuo fiato
ho teso la mano, ho atteso il mio giorno di Pace.

Nazario Pardini

mercoledì 14 gennaio 2015

Cerimonia di Premiazione della Seconda Edizione del Concorso Nazionale di Fotografia-Poesia “Costruiamo il Presepio” 2014

04 Gennaio 2015 - È il secondo anno che Antonio Nicolò organizza e presenta insieme alla Comunità di Preghiera “Eustachio Montemurro” delle Suore Missionarie Catechiste del Sacro Cuore di Marcianise l’Edizione del Concorso Nazionale di Fotografia-Poesia “Costruiamo il Presepio. Che cos’è la Fotografia-Poesia per Antonio Nicolò? (Accademico Leopardiano e Socio Onorario dell’Accademia Universale di Lettere e Scienze “Parthenope”). La Fotografia-Poesia non è solo scrivere con la luce ma è molto di più: è arte, passione e pensiero. È un mondo dove la realtà e l’emozione si mescolano e si fondono. È la fusione di due attimi. Da una parte il soggetto ritratto, dall’altra lo stato d'animo del Poeta. Il loro incontro fa nascere la visione della realtà. Fotografare un piccolo laghetto con piante e fiori che fanno da cornice e si specchiano nell’acqua, crea un’emozione indimenticabile ed è dolce abbandonarsi nello scrivere pensieri che luccicano come fili di seta partoriti dall’anima, insieme all’eco del cuore che tesse frasi, periodi e rime di concentrazione, e la penna poi, sempre attenta all’emozioni del cuore, cerca di trovare il bello in ogni cosa, di sognare, di immaginare una nuova vita e raccontare le storie ed i momenti migliori, quelli vissuti con amore, per restituire al corpo, alla mente e allo spirito, quella calma per essere lucidi, vigilanti, accoglienti ed orientarci verso l’infinito. Con questa ispirazione è nato il Concorso Nazionale di Fotografia-Poesia “Costruiamo il Presepio” per far rivivere di nuovo il mistero della luce della cometa di Betlemme come il primo presepio al mondo realizzato a Greccio, un paesino della provincia di Rieti, da S. Francesco d’Assisi, nel 1223. Il santo organizzò un presepio vivente con gli abitanti del luogo, che impersonavano le figure della natività e la gente in adorazione. Da allora, il presepio è diventato una tradizione e ancora oggi, nelle nostre case, si realizza la scena della nascita di Gesù con le statuette, la mangiatoia, la stella cometa sulla grotta. Con il loro invito, numerosi Artisti hanno realizzato un bellissimo presepio, scattato una fotografia, l’hanno stampata in formato massimo di cm 20x25 e hanno scritto una poesia ispirata al paesaggio presentato in lingua italiana o in vernacolo con relativa traduzione (edita o inedita), hanno incollato il tutto su un cartoncino colorato o con fantasia natalizia formato A3, l’hanno piegato a metà (la foto sulla seconda pagina con breve descrizione del presepio e la poesia sulla terza pagina, realizzato come poster) e hanno comunicato sentimenti ed emozioni del Natale.
Numerosi Artisti hanno partecipato, ma solo 25 sono arrivati in finale. La giuria composta dal Poeta-Scrittore Ciro Cicchella (Giuria Letteraria), dalla Prof. essa Angelina Covino (Giuria Religiosa) e dalla Dott. essa Marianna Tartaglione (Giuria Popolare) insieme all’Organizzatore, alle Suore della Comunità e a Padre Berardo Buonanno o.f.m. hanno premiato i seguenti Artisti della Sezione A - Adulti) Fotografia-Poesia in lingua italiana:
“1° Premio Costruiamo il Presepio 2014”: Anna Bonnanzio di Aprilia (LT) con l’opera: “Rondò di Natale”;
“2° Premio Costruiamo il Presepio 2014”: Ennio Orgiti di Alatri (FR) con l’opera: “Qui tra noi”;
“3° Premio Costruiamo il Presepio 2014”: Maurizio Maraldi di Forlimpopoli (FC) con l’opera: “Natale (Ai nostri figli)”.
Sezione A - Adulti) Fotografia-Poesia in vernacolo:
“1° Premio Costruiamo il Presepio 2014”: Antonio Giordano di Palermo con l’opera: “Natività Siciliana”;
“2° Premio Costruiamo il Presepio 2014”: Carla Barlese di Roma con l’opera: “Er” punto de vista” der bue e de l’asinello”;
“3° Premio Costruiamo il Presepio 2014”: Vincenzo Cerasuolo di Marigliano (NA) con l’opera: “ ‘O Primmo Natale”.
Premi Speciali Costruiamo il Presepio 2014” Sezione A - Adulti) Fotografia-Poesia in lingua italiana conferiti agli Artisti:
Guido Migliaccio di Salerno con l’opera: “Natale: una velata tristezza vorrebbe prevalere”;
Marco Pezzini di San Giuliano Milanese (MI) con l’opera: “Notte di Luce e d’Amore”;
Raimondo Sorice e Daria Barca di Curti (CE) con l’opera: “L’Arrivo”;
Sabrina Lucilla Barone di Salerno con l’opera: “È di nuovo Natale”.
Menzioni d’Onore Costruiamo il Presepio 2014” Sezione A - Adulti) Fotografia-Poesia in lingua italiana o in vernacolo conferite agli Artisti:
Andreina Moretti di Roseto degli Abruzzi (TE) con l’opera: “Vorrei che Gesù nascesse ancora”;
Armando Maiolica di Trentola Ducenta (CE) con l’opera in vernacolo: “ O Presebio”;
Franca Pellegrino di Quiliano-Valleggia (SV) con l’opera: “Buon Natale”;
Fulvia Marconi di Ancona con l’opera: “Buon Natale”;
Laura La Sala di Marineo (PA) con l’opera: “Notte di Natale 1957-2014”.
Segnalazioni di Merito Costruiamo il Presepio 2014” Sezione A - Adulti) Fotografia-Poesia in lingua
italiana conferite agli Artisti:
Annalisa Pasqualetto di Mestre (VE) con l’opera: “Tutto Tace”;
Bruno Guidotti di Nettuno (RM) con l’opera: “Venne una Luce”;
Desolina Neboli di Vignole Borbera (AL) con l’opera: “Vieni Bimbo”;
Francesco Brugin di Mestre (VE) con l’opera: “Echi di Zampogne”;
Marina Garbo di Caserta con l’opera: “Benvenuti a Betlemme”;
Paola Argentieri di San Michele Salentino (BR) con l’opera: “Tu sei il tutto che ha preso forma”;
Pasquale Bufano di S. Lucia di Piave (TV) con l’opera: “Paesaggio distratto”;
Silvano Salvi di Ponzano Veneto (TV) con l’opera: “Nella mia attesa”;
Stefania Raschillà di Genova con l’opera: “Attesa”;
Vitantonio Boccia di Terzigno (NA) con l’opera: “È Natale”.

Durante la cerimonia di premiazione sono stati letti gli auguri del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, di Padre Michele Goegan, della Madre Generale delle Suore Missionarie Catechiste del Sacro Cuore e di Tele Radio Padre Pio. Ai Vincitori dell’albo d’oro Anna Bonnanzio è stata conferita la statuetta di Gesù Bambino di Praga del Santuario di Arenzano (GE e ad Antonio Giordano è stata conferita la statuetta di San Francesco d’Assisi e un cd con una canzone abbinata alle loro opere “In una notte come tante” RNS. Tutti i premiati presenti hanno ricevuto un libro con segnalibro, un oggetto d’arte sacra natalizia, la medaglia della sacra famiglia, un cartoncino colorato di vari autori, la motivazione, una stellina di Natale e il diploma di S. Francesco con Gesù Bambino. Poi a fine serata insieme ai vincitori è stata aperta la busta sigillata contenente altri riconoscimenti. Il premio creatività con la collanina di S. Antonio di Padova e un cd audio con la canzoncina “La cometa dei pastori delle mele canterine” abbinata all’opera è stato conferito all’Artista Marina Garbo di Caserta. Il premio della critica con la medaglia della vittoria e un cd audio con la canzone di Marco Masini “Buon Natale” abbinata all’opera è stato conferito all’Artista Armando Maiolica di Trentola Ducenta (CE). La Targhetta di S. Antonio di Padova e un cd audio con la canzone di Irene Fargo “Quanno nascette o ninno” abbinata all’opera è stata conferita agli Artisti Raimondo Sorice e Daria Barca di Curti (CE). Il premio alla cultura con medaglia della vittoria e un cd audio con la canzone “Ninna nanna dell'asino e del bue - Canzoni per bambini di Mela Music” abbinata all’opera è stato conferito all’Artista Carla Barlese di Roma. La medaglia di S. Francesco d’Assisi e un cd audio con la canzoncina “E' Natale - OST Musical Forza Venite Gente” abbinata all’opera è stata conferita all’Artista Ennio Orgiti di Alatri (FR). Alla fine della cerimonia ci sono stati i doverosi ringraziamenti alla Comunità di Preghiera “Eustachio Montemurro” delle Suore Missionarie Catechiste del Sacro Cuore, alla Giuria, all’Organizzatore, ai Poeti, alle Poetesse, alle Associazioni Culturali, alle Accademie Letterarie, alle segreterie dei Premi Letterari, al giornalista Dott. Mattia Branco della Voce del Volturno”, al prof. Francesco Mulè giornalista di Sanremo News, alla Radio Eraclea Online - Cattolica Eraclea, alla Dott. essa Anna Bruno di Napoli Cultural Classic e al Levriero della Dott. essa Carmen Moscariello per la divulgazione del Concorso e a tutti che hanno creduto e presenziato alla cerimonia di premiazione. Hanno ringraziato ancora padre Michele Goegan per la statuetta di Gesù Bambino di Praga del Santuario di Arenzano (GE), la famiglia Martucci Angelo e Pasqualina Russo per aver onorato e premiato il concorso con la medaglia di San Francesco d’Assisi, i padri rogazionisti di Padova, le suore di San Filippo Neri del Santuario di Gesù Bambino di Praga di Benevento, il Dott. Gennaro Vassallo del negozio di Arte Sacra “Cristo Re” di Casagiove, La Genesi Arte Sacra di Marcianise, Arte Sacra di Raffaele Farina e Laura Ievoli, HI-TECH Computer di Modesto Bartolomeo, i Missionari dei Sacri Cuori Associazione S. Gaetano Errico di Secondigliano (NA),il Cav. Nicola Paone e il Dott. Salvatore Bova. A fine cerimonia tutti gli Artisti si sono salutati con un piccolo momento di fraternità con l’augurio di un Buon 2015, con un arrivederci alla prossima e rinomata edizione. Il 7 Gennaio alle ore 11:30 arriva direttamente dal Quirinale tramite Poste Italiane il pacchetto contenente la Medaglia del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con la lettera di augurio sentito per il successo dell’iniziativa.

15° Concorso Nazionale di Poesia "La Gorgone d'Oro"


Art. 1. Il Centro di Cultura e Spiritualità Cristiana “Salvatore Zuppardo” di Gela, indice ed organizzala15esimaEdizionedelPremioNazionalediPoesiaLaGorgoned'Oro.Ilconcorso è articolato in due sezioni :
A. Poesia religiosa e Poesia a tema libero in tutte le lingue parlate in Italia ;
B. Libro Edito di Poesia, in tutte le lingue parlate in Italia.
Art. 2. Per la sezione A possono partecipare tutti gli autori residenti in Italia e all'estero che dovranno inviare da una a tre composizioni (max 40 versi), in sette copie dattiloscritte, mai premiate o pubblicate.
I testi dovranno essere spediti anonimi, con allegata una busta chiusa non recante alcun segno esterno e contenente le generalità l'indirizzo, il recapito telefonico, breve curriculum, indirizzo di posta elettronica, attestazione di versamento di cui all'art. 12, nonchè la sezione per la quale si intende partecipare. Per le poesie dialettali allegare traduzione in lingua italiana.

Art.3. Per la sezione B si può partecipare con una o più opere (in sette copie) edite a partire dal 2009.
Art. 4. Il poeta può concorrere per entrambe le sezioni.
Art.5.Premi SezioneA
1°Classificato: Premio Gorgoned'OroeassegnodiEuro500,00; 2°Classificato: Gorgoned'OroeassegnodiEuro350,00;
(altri premi messi a disposizione del Centro di Cultura per poeti segnalati).

Art.6.Premi SezioneB
1° Classificato - Premio Gorgone d'Oro e assegno di Euro 1.000,00;
2° Classificato - Gorgone d'Oro e assegno di Euro 500,00;
(altri premi messi a disposizione del Centro di Cultura per poeti segnalati).

Art. 7. Tutte le opere concorrenti dovranno pervenire alla sede del Centro di Cultura e Spiritualità Cristiana “Salvatore Zuppardo” Via Cammarata, 4 - 93012 Gela, Tel. 0933.937474 oppure 339.2626015, entro e non oltre il 31 gennaio 2015.
Art. 8. Due giurie di esperti (una per la Sez. A e una per la Sez. B), il cui giudizio insindacabile è inappellabile, esamineranno i lavori e formuleranno i relativi giudizi. I nominativi dei componenti dellegiurieverrannoresinotiall'attodellapremiazione.
Le giurie hanno la facoltà di non assegnare premi qualora gli elaborati pervenuti non fossero ritenuti meritevoli. Le opere concorrenti non saranno restituite.

Art. 9. La cerimonia di premiazione avrà luogo sabato 13 Giugno 2015, presso il Teatro Eschilo di Gela. Un eventuale cambiamento di data sarà comunicato ai partecipanti in tempo utile.
Art. 10. Il Centro di Cultura e Spiritualità Cristiana “Salvatore Zuppardo” curerà la pubblicazione di un'antologia contenente le poesie concorrenti alle sezioni A e B segnalate dalle giurie.
Art. 11. I poeti classificati al primo posto nelle rispettive sezioni della 15esima edizione del premio non potranno partecipare al 16° concorso ma faranno parte di diritto della giuria del concorso medesimo.
Art. 12. Quale contributo, per spese di segreteria è dovuta la quota di Euro 20,00 per la Sezione A e di Euro 20,00 per la Sezione B, da versare per mezzo di assegno bancario o postale o con conto corrente postale n. 19894930 intestato a: Ass. Centro di Cultura e Spiritualità Cristiana “Salvatore Zuppardo” via Cammarata, 4 - 93012 Gela (CL).
Il Presidente
Dott. Andrea Cassisi