venerdì 24 luglio 2026

Un attestato di umiltà: il nuovo capolavoro di Carmen Moscariello recensione di Antonella Prudente

 

Un attestato di umiltà: il nuovo capolavoro di Carmen Moscariello

Autore:Antonella Prudente

Data:

3 Giugno 2026

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Ci sono libri che si leggono e libri che si respirano e si abitano. Soli della Chiesa. Celestino V e Benedetto XVI. Eretici della coerenza e del coraggio di Carmen Moscariello appartiene senza dubbio a questi ultimi. È un’opera che richiede silenzio e ascolto, come una preghiera o una meditazione, capace di accompagnare il lettore in un viaggio interiore attraverso due delle figure più enigmatiche e coraggiose della storia della Chiesa.
L’intuizione narrativa di Carmen Moscariello è tanto semplice quanto profonda: accostare due pontefici lontanissimi nel tempo, Celestino V e Benedetto XVI, uniti da una scelta che ha segnato la loro esistenza e la storia della Chiesa stessa: la rinuncia al ministero petrino. Una decisione che, nella prospettiva dell’autrice, non rappresenta una fuga né una sconfitta, ma l’espressione più alta della libertà interiore e della fedeltà alla propria coscienza. L’autrice costruisce un ponte tra due figure lontane nel tempo eppure straordinariamente vicine nello spirito: due uomini che hanno preferito l’obbedienza alla propria coscienza alla permanenza sul trono di Pietro, due “eretici della coerenza”, come li definisce efficacemente il sottotitolo, perché capaci di andare contro le aspettative della storia per rimanere fedeli alla verità più profonda di sé stessi.
La forza dell’opera risiede nella capacità di penetrare l’anima dei protagonisti
Celestino V, l’eremita divenuto papa quasi contro la propria volontà, appare come l’uomo che comprende l’insostenibilità di un potere estraneo alla sua natura e sceglie di ritornare al silenzio delle montagne e della preghiera. Benedetto XVI, il teologo raffinato che ha dedicato la vita alla ricerca della verità nel dialogo tra fede e ragione, riconosce con umiltà il venir meno delle proprie forze e compie un gesto rivoluzionario per il mondo contemporaneo: lascia il potere per servire meglio la Chiesa.
Tra queste due figure si sviluppa un dialogo ideale che costituisce il cuore dell’opera. Moscariello non costruisce una semplice biografia parallela, ma un vero e proprio percorso spirituale e filosofico. Il testo assume la forma di un oratorio moderno, nel quale monologhi, dialoghi e interventi della voce narrante si intrecciano in una struttura che richiama il Secretum di Petrarca. La dimensione teatrale si fonde con quella poetica e saggistica, dando vita a una scrittura che procede per immagini, riflessioni e risonanze interiori.
Particolarmente efficace è il simbolo dei “soli” evocato dal titolo. Celestino e Benedetto sono due luci che attraversano la storia della Chiesa, ma spesso restano velate da una sorta di tenda sottile fatta di incomprensioni, giudizi sommari e interpretazioni ideologiche. L’autrice solleva quel velo e invita il lettore a guardare oltre la superficie degli eventi per cogliere il significato profondo delle loro scelte.
La scrittura di Carmen Moscariello possiede una musicalità naturale. Come ha osservato Marcello Carlino, la prosa sembra trasformarsi in musica. Le pagine scorrono con il ritmo della poesia, pur mantenendo la solidità della riflessione storica e filosofica. La cultura dell’autrice emerge costantemente, ma non si impone mai come sfoggio erudito: storia, letteratura, teologia e arte dialogano armoniosamente in una narrazione accessibile e coinvolgente.
Uno degli aspetti più significativi del libro è la sua attualità. Attraverso le vicende di due papi che hanno scelto di rinunciare, Moscariello parla in realtà di ogni uomo. Parla delle scelte difficili, del coraggio di andare controcorrente, della necessità di ascoltare la propria coscienza anche quando il mondo pretende altro da noi. In questo senso, Celestino V e Benedetto XVI diventano figure universali, esempi di una libertà conquistata attraverso il sacrificio e la fedeltà al vero.
L’opera si distingue inoltre per la sua dimensione etica e spirituale. Non vi è alcuna celebrazione agiografica, ma una riflessione autentica sul rapporto tra potere e servizio, tra istituzione e coscienza, tra storia e trascendenza. Le rinunce dei due pontefici vengono interpretate come atti di suprema responsabilità e non di debolezza: gesti che testimoniano come la grandezza possa manifestarsi anche nella capacità di fare un passo indietro.
Soli della Chiesa è dunque molto più di un romanzo storico, di un saggio religioso o di un testo teatrale. È un’opera di confine che unisce generi diversi e li supera, trasformandoli in una meditazione profonda sul mistero della libertà umana e sulla ricerca della verità. Carmen Moscariello conferma ancora una volta la sua capacità di coniugare sensibilità poetica, rigore culturale e profondità spirituale, offrendo ai lettori un libro destinato a lasciare una traccia duratura.
Alla fine della lettura resta la sensazione di aver attraversato non soltanto due biografie eccezionali, ma due percorsi dell’anima. E si comprende che il vero tema del libro non è la rinuncia, bensì la fedeltà: fedeltà alla propria vocazione, alla propria coscienza e, in ultima analisi, a quella verità che solo attraverso il divino può essere pienamente ra

 

 

Weekend in musica: 11 luglio protagonista la Junior Band; 12 luglio dal pop a rock.

 

Weekend in musica: 11 luglio Protagonista la Junior Band;

12 luglio dal pop a rock.




LENOLA PROTAGONISTA SEMPRE DI INIZIATIVE MUSICALI DI PRIMORDINE, Alle QUALI NON SI PUO’ MANCARE.

Il Maestro Claudia Panno è un toccasana per Lenola, non solo per la gioventù “locale” che  SI ESPANDE, SI CONFRONTA con musicisti di paesi limitrofi,  creando una vera , direi immensa esperienza che non può essere sottovalutata. E’ una brava importante artista e sa dedicarsi agli altri senza limiti. Io vado a Lenola per tanti motivi, ma soprattutto per ascoltare La Banda e godermi la sua direzione sempre impeccabile. Ho partecipato con attenzione alla serata dedicata ai giovani e giovanissimi ( quelli di Lenola e quelli di Valle Corsa con il Maestro Agresta, presente alla serata) ho notato che tutti gli allievi sono rigorosi, ognuno di loro non slitta di una nota, Il Maestro Claudia è un Maestro che gli insegna  la grande musica, ma anche ad essere studiosi non solo nella musica, ma di tutti i doveri che accompagnano l’esistenza. Due suoi allievi i Maestri Cristian Quinto e Lorenzo Corazza hanno diretto l’orchestra , alternandosi brillantemente (copioso gli applausi). La serata sotto una bellissima luna è stata introdotta dal Presidente dell’Associazione "Vincenzo Bellini", Enrico Mastrobattista.

Sempre presente  alle manifestazioni musicali con buona parte degli amministratori Il Sindaco Ferdinando Magnafico ha lodato molto l’orchestra e il suo Maestro:” E’ un punto fermo amato dalla collettività e dai suoi illustri colleghi”. La seconda serata ha visto la partecipazione di orchestrali numerosissimi, con un programma di tutto rispetto.   In questa seconda serata nell’anfiteatro, situato sul Colle all’aperto presso il Santuario  della Madonna  del Colle, c’erano più di mille spettatori ad applaudire la Banda. A volte in questi piccoli centri ci sono personalità che ci invidiano  il mondo intero , vedi la vicina cittadina di Pico che ha dato i nobili natali a Tommaso Landolfi (1908-1979)  grande scrittore che nella sua nobile ed elegante casa ha ospitato uomini immensi, come Montale, (qui ha scritto l'"Elegia di Pico Farnese"). Anche la vicina Fondi ha dato i natali a  Purificato, De Sanctis e Libero de Libero. E’ stata centro culturale di primordine, che forse anche qualcuno di noi ricorda e ricorderà per sempre, io stessa ho scritto e partecipato alle serate con Domenico Purificato, alle  bellissime mostre (Anche a Gaeta)e al Premio "La Pastora", molto più difficile è stato coinvolgere il grande Poeta Libero de Libero animatore a Roma del Novecento culturale.  

 La   graziosa Lenola elegante e delicata con il suo Castello può essere orgogliosa per le sue  meravigliose  personalità  (dedicherò presto uno studio agli artisti del luogo, passati e presenti, che meritano tutto il rispetto, naturalmente scriverò in particolare  per la Banda, simbolo della città credo coinvolta in  tanti aspetti sociali, artistici e religiosi. Ritengo determinante  per l’evoluzione di Lenola e dei paesi limitrofi l'operato entusiasta di tutti gli artisti coinvolti, anche dei più giovani che svolgono anche il ruolo di educatori  e di componenti della Banda come Gianrico Mastrobattista, Marco Raffioli e Davide Borruso . Più esattamente, riferendomi al Maestro Claudia Panno: “ E' instancabile nel lavorare,” Insegnante” lodevole,  conosce molti strumenti, sa coordinare, aggregare, non si risparmia certo nella cura dei musicisti più giovani o che necessitano di più aiuto, non lascia nessuno in dietro" sono le parole del Sindaco Ferdinando  Magnafico , personalità questa che io stimo personalmente per l’onestà di pensiero e per l’amore che nutre per la sua città, coadiuvato da un’amministrazione attenta e fedele all’impegno preso con i concittadini, quasi tutti sempre presenti alle serate musicali e pronti a sostenere, per quanto è consentito, le  attività musicali e non solo.

E’ questo  un Paese che ha goduto  della presenza amorevole di Don Adriano, guida e  sacerdote colto e attento e ora sostituito dal  giovane amorevole Lavoratore alla Vigna del Signore Don Riccardo. Certo, forse Lenola “Non è il paese della cuccagna”  (mi ha rimproverato qualche persona più attenta di me), ma la popolazione ha il dono del saluto e dell’accoglienza che non è poca cosa. In questa realtà  ci sono silenziosi lavoratori,  che sono anche  bravi artigiani e Artisti.

Ritornando alla musica, che Benedetto XVI tanto amava, e che ci ha illuminato donandoci   una vera e propria Catechesi della musica che irradia gioia , etica, soprattutto rallegra i cuori,  ci avvicina al colloquio con Cristo  e ci aiuta ad apprezzare una natura luminosa, figlia di Dio : non c’è casa a Lenola , che non abbia le scale e i balconi ornati con vasi di fiori incantevoli, quando  li accarezzo con gli occhi mi chiedo come possano sopravvivere le ortensie maestose anche ai freddissimi inverni. Poi c’è il silenzio che è preghiera che elimina il caos e dà tranquillità e gioia all’avventore di turno. (

(Pensieri sparsi e liberi che nutrono il cuore di Carmen Moscariello)