lunedì 27 novembre 2023

 


DIMMI CHE ESISTI di Carmen Moscariello
Annodare ortiche
al palmo estroso del fiore giallo
i calici aprirsi al canto dei Santi e nel grano di Pasqua
posi orme, affinché atomi di fuoco
germogliassero
al buio lontano dal tempo e dal dolore
Chi
navigando con la barca nel sole
stipula patti col futuro.
Chi
da fermo medita sui giorni,
né in quelli trascorsi miete
esultanze, la navicella approda all’ultimo porto
in lontananza scogli della Sublime Sapienza
qui
naufraga la logica stanca della ragione
eterno è il pensiero di Dio.

Da"Non è tempo per il Messia" di carmen Moscariello ,prefazione di Ugo Piscopo. Guida Editori.
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domenica 12 novembre 2023

Modigliani L'anima dipinta di Carmen Moscariello al Benincasa di Napoli

 


All’Aula Magna dell’Univ. degli Studi “Benincasa” di Napoli la presentazione di “Modigliani. L’anima dipinta” di Carmen Moscariello

Mercoledì 22 gennaio alle ore 11 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli in collaborazione con Gangemi Editore si terrà la presentazione dell’opera della poetessa, scrittrice e critico letterario Carmen Moscariello, Modigliani. L’anima dipinta.

Sul libro il noto poeta e critico letterario Nazario Pardini ha scritto: “Un grande libro, questo della Moscariello, che ti coinvolge ictu oculi per impostazione e bellezza editoriale: in copertina dipinto di donna nuda la cui immagine prosegue nell’aletta, nel risvolto di quarta note bio-bibliografiche della scrittrice, e in quarta lacerti di note di autorevoli critici: Marcello Carlino, Giuseppe Iuliano.

[…] In questo volume l’argomento volge sulla vita e l’attività pittorica di Modigliani (Modì). Il libro è sostanziato da documenti di grande rilevanza filologica, che convalidano con la loro epistemologia la vicenda tormentata di un artista tra i più importanti dell’altro secolo, in attività tra Italia e Francia.  […] [Ci sono] testimonianze, dediche, cataloghi, le opere di Modigliani, bibliografia. Un testo di grande pregio artistico, d’intuizione emotivo-scritturale, dove la Moscariello fa brillare tutto il suo ingegno di donna intelligente e sensibile nello interpretare e rielaborare un contenuto non sempre agevole ma che ella ha saputo far confluire nelle sue forti e gentili doti interpretative. […] Un libro che ogni cultore d’arte e non solo dovrebbe avere bene in vista negli scaffali della sua biblioteca”.Carmen Moscariello è presidente e fondatrice del Premio internazionale di poesia, saggistica, giornalismo “Tulliola Renato Filippelli” e del Premio della” Legalità contro le mafie”. Allieva di Raffaello Franchini, è stata Ordinaria di Italiano e Latino. Poetessa, drammaturga, regista (ha conseguito il titolo per La Regia con Roberto Tessari presso l’Ateneo dell’Università “La Sapienza di Roma”) è giornalista pubblicista. Corrispondente per Il Tempo, ha collaborato con TG3 Lazio e Avvenire ed è direttore e fondatore del mensile di politica e cultura Il levriero. Ha pubblicato opere di poesia, teatro, saggistica tra cui Friedric Holderlin, tra Lirica e Filosofia (1988), Il Presente della memoria (1994), Gli occhi frugano il vento (1999), Proserpina, tre atti preceduti da un preludi (2003), Eleonora dalle belle mani (2005), Giordano Bruno Sorgente di fuoco (2011), Oboe per flauto traverso, parole per Ugo Piscopo (2013), Ugo Piscopo, Terra nella sera Visioni (2014), L’orologio smarrito (2015), All’ombra di un’eresia (2016), Tunnel dei sogni (2016). Numerosi i suoi saggi apparsi su riviste.

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sabato 4 novembre 2023

A cento anni dalla morte di Eleonora Duse. L'opera in versidi Carmen Moscariello "Eleonora dalle belle mani" Bastogi editore




Questo libro ha avuto enorme successo di critica. E' stato rappresentato più volte in luoghi prestigiosi.
A Formia e ha avuto 12 repliche nella notte formiana dedicata all'arte. La regia e l'opera sono di Carmen Moscariello.
Proponiamo di seguito la prefazione di Renato Filippelli.



 

   Eleonora Duse, “La Divina” Eleonora, la grande tragica che D’Annunzio, suo celebratore e carnefice, identificò con l’emblema del “patimento creatore”, fornisce a Carmen Moscariello la materia di questa pièce che credo di poter collocare fra i più interessanti frutti della stagione letteraria in corso.

   Evocare la Duse senza metterle accanto o di fronte l’autore de Il fuoco (quel D’Annunzio che fu suo amante, sempre in bilico fra l’ammirazione per l’attrice ed un sostanziale rifiuto della donna, gracile e malata di etisia) sarebbe stato un azzardo.

   La Moscariello, non nuova a queste appassionate rivisitazioni di personaggi femminili, sacri alla storia antica e moderna dell’umanità, ha voluto che il messaggio esistenziale della celebre Lenor passasse attraverso l’esperienza del suo amore per l’Immaginifico. Di qui la decisione di aprire larghi spazi al Pescarese e d’illuminarne,  con tocchi rapidi ed incisivi, la personalità contraddittoria, con le sue cadute nell’animalità dell’istinto sessuale, ma anche con le sue impennate verso le plaghe della spiritualità e della poesia mitizzatrice.

   Difficile era il governo artistico di due personaggi così complessi e sfuggenti, così radicati nel magma dell’esistenza e così protesi alla fictio di una vita ideale, così pervasi di terrestrità e così disposti alla sublimazione onirica. Occorreva uno sguardo capace di cogliere al fondo di tante incarnazioni effimere un nucleo morale stabile, da assumere come chiave interpretativa unificante. In altre parole, si poneva la necessità, per quanto riguarda la Duse, di attingere il segreto della sua verità anche quando l’attrice continuava ad essere tale, pur essendo uscita dalla finzione scenica, e per quanto attiene al D’Annunzio, occorreva rimuovere le incrostazioni delle pose supero mistiche e dei cinismi d’epoca per portare allo scoperto le fonti della più autentica ispirazione poetica ed i tratti di un’umanità fragile, in fondo, e bisognosa di rifugi protettivi.

   La Moscariello ha dimostrato  di possedere questo metaforico sguardo che giunge alle radici dell’anima e le abbraccia con trepida pietas. Lirica per vocazione, ella ha colto in questo suo dono un rischio ai fini della strutturazione drammatica, e l’ha tenuto sotto controllo, fino a quando le situazioni non postulassero l’abbandono all’onda spiegata della poesia come ritmo e canto. Voglio dire che il testo in

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questione attua la propria articolazione teatrale anche attraverso inserti di situazioni e di dizioni realistiche aspre e crude. Si veda l’incipit dell’opera: quell’esplosione d’invettive di Maria Gravina, amante insaziata, contro D’Annunzio, scoperto infedele

e si considerino anche gli scatti della stessa Duse di fronte ai comportamenti del suo poeta, che in Lei tradisce la donna e l’artista, ed ancora le aggressive rampogne di Matilde Serao all’uomo che continua ad infliggere disastri morali e finanziari alla grande attrice. In questi passi dell’opera la Moscariello si serve di un radicale espressionismo in funzione felicemente caratterizzante, ma subito dopo, come a garantire l’equilibrio tonale dell’insieme, inventa un dialogo tra i due amanti, che ha la grazia di una indubbia conquista poetica su registri sommessi e come incantati.

   Questi momenti pervasi dalla pura liricità lasciano prevedere il tema del finale trionfo ed illusorio movimento di ombre. Ma di un altro elemento la Moscariello si è giovata per garantire alle sue “Drammatis personae” attendibilità storica. Questo elemento era il più carico d’insidie, identificandosi con le citazioni di epiteti o di frasi intere trasferite dalle opere del D’Annunzio o dalle arruffate lettere di Eleonora. Un’autrice sprovveduta non avrebbe evitato le trappole del collage e del plagio; la Moscariello, invece, è stata molto abile ad evitare quelle due insidie, incastonando con vigile senso dell’opportunità il materiale di riporto o, più spesso, utilizzando con personale fantasia.

   A ripercorrere il testo di questa autrice, il lettore difficilmente dimenticherà l’ultimo atto, che dà rilievo di statua sacra alla Duse, ma altresì umanizza la figura del D’Annunzio che alla grande tragica chiede il sostegno di una comprensione materna.

   All’ombra della donna da Lui umiliata ed offesa in più luoghi de Il Fuoco ora il Poeta potrebbe dire quel che disse alla madre in una celebre lirica del Poema Paradisiaco:

L’anima sarà semplice com’era

Ed a te verrà, quando vorrai, leggera,

 Nel suggestivo, raffinato  testo di Carmen Moscariello la Duse si fa mediatrice di questo junghiano ritorno del Poeta alla semplicità ed all’innocenza del suo tempo d’infanzia.

 

 



  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

giovedì 26 ottobre 2023

Premio Mondiale "Tulliola Renato Filippelli - Senato Sala Capitolare Chiostro S. Maria della Minerva- Piazza della Minerva . Con il Patrocinio del Presidente della Camera Lorenzo Fontana

 





















Immensa gioia e serenità. Questi i sentimenti vissuti ieri sera. Fuori dalla Divina sala  una tempesta di acqua e di vento.

 Roma città bloccata senza taxi alcuni come Lilly Brogi e la sua famiglia, così pure per Michael Peter Musone e molti altri, pur essendo arrivati a Roma a pochi passi da Piazza della Minerva sono rimasti bloccati dalla situazione di caos e di estremo affollamento e soprattutto dalla totale assenza di taxi. La Piazza della Minerva è chiusa al traffico e può essere raggiunta solo con i taxi..

Vi propongo  alcune foto della cerimonia inviatemi dallo Scrittore- Editore Paolo Miggiano. Chi ne ha a disposizione altre saremmo ben felici di pubblicarle.

Grazie a tutti i presenti ,personalità insigni venuti dall'America, dalla Svizzera, dal Marocco, dall'Africa, da  tutta l' Italia. Persone di Pace, intellettuali, scienziati, giornalisti, politici, Poeti  come Dante Maffia,l'  Insigne emerito professore, grande pedagogista  Giuseppe Trebisacce, I Dottori scienziati oncologi  Ileana Tudor e  Pier Paolo Claudio, questi  ci ha parlato di recenti sue scoperte e nuove modalità di studi per curare il cancro  agendo sulle cellule staminali che da oggi impediranno al cancro di ripresentarsi, è stato portatore anche di ricerche che rendono le spese per questa malattia più sostenibile per le persone povere, ha fatto preciso  riferimento all'America, dove chi è povero non può curarsi; il Poeta Giuseppe Iuliano, il giornalista- scrittore Giovanni Mancinone il Senatore Lumia grande esperto sulla storia della mafia italiana  e di quelle straniere, già membro della Commissione Giustizia. Sono stati premiati nell'ambito del Premio per la Legalità contro tutte le mafie  Personalità che contro l'individualismo sfrenato che dilaga, hanno saputo coniugare il "Noi" , facendosi portatori di pace e di aiuti importanti per tutta la società Tutti i premiati erano presenti, solo due assenti per motivi di salute, ma che si sono fatti rappresentare da persone di fiducia .

Pubblichiamo adesso i nominativi che sono stati premiati per Il Premio per la Legalità contro tutte le Mafie, abbiamo non pubblicato prima questi nomi per molte ragioni: il Magistrato Giuseppe Miliano,  Padre Andrea Mandonico, Don Luigi Ciotti, Andrea Purgatori, Pier Paolo Claudio, Maurizio Martena , Ileana Tudor, il   Magistrato Luigi Maffia di Catanzaro, L'artista LillY Brogi, lo scrittore Editore Paolo Miggiano.

Tutte queste immense personalità hanno dedicato la vita nell'impegno e nella difesa  della Giustizia, della Libertà, dell'Ambiente nella cura dei malati, in missione in Africa e nella lotta senza se e senza ma contra  tutte le mafie e contro tutte le droghe. Tutte queste identità non fanno vuota retorica, ma lottano insieme per un mondo migliore dove non ci sia spazio per la malavita, in nessun campo.


Il Presidente della Giuria Dante Maffia

La Presidente del Premio Carmen Moscariello


Con Padre Andrea Mandonico . Missionario in Africa Il Giornalista- scrittore della Rai Giovanni

 Mancinone.









Non appena arriveranno altre foto le pubblicheremo.