sabato 27 settembre 2014

PescePirata cerca nuovi talenti!


L’Associazione Culturale PescePirata ha appena varato “Fattore Pesce” e cerca 12 concorrenti per un nuovo evento letterario che si svolgerà interamente su forum. 
Il casting, aperto dal 23 settembre fino al 4 ottobre, è aperto a chiunque ami la scrittura, senza limiti di età, ed è interamente gratuito. 

Si tratterà di un gioco, ma anche di un piccolo corso di scrittura grazie ai Writing Coach che aiuteranno le squadre a prepararsi per la diretta settimanale sul forum; e un concorso a tutti gli effetti, con i giudici e il pubblico da casa votante (sul forum e sulla pagina Facebook dell’evento).
“Fattore Pesce è un nuovo modo di concepire il forum”, ha dichiarato il presidente dell’Associazione Massimiliano Tosarelli, “I concorrenti  e il pubblico parteciperanno in diretta davanti al pc anziché davanti alla televisione, ci saranno argomenti settimanali e ci saranno scritture in diretta di testi da parte dei concorrenti. L’idea è nata guardando Masterpiece e realizzando che il mezzo televisivo si adattasse male a un talent letterario. Avrà un ruolo rilevante il Writing Coach che formerà i concorrenti sulle tecniche di scrittura che poi saranno affrontate nella puntata e siccome un forum non ha i tempi televisivi ci aiuteremo con Facebook, in cui il pubblico potrà interagire in real time”.
La direzione artistica dell’evento è affidata alla brava Erika Favaro, due romanzi all’attivo e tanta voglia di giocare e far giocare, “La sinergia che si crea nel forum quando siamo tutti insieme è travolgente. Sono molto emozionata per questo progetto, sarà un’esperienza divertente, sarà anche formativo (che non guasta) e nuove voci avranno la possibilità di essere lette da moltissimi occhi, sono emozionata anche per loro”.

Nato come ritrovo di appassionati, PescePirata sta catalizzando l’attenzione con le sue iniziative, prima fra tutti il concorso letterario “Diverso sarò io” che ha ottenuto i patrocini di: UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), MIUR (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca), di Amnesty International Italia, Arcigay nazionale, Fish onlus e molte altre associazioni che operano nel campo del sociale e dei diritti.
Dal servizio di valutazione testi (gratuito per i soci) Pescepirata è riuscita a far approdare alcuni talenti della sua scuderia nel mondo dell’editoria.

Tutte le informazioni su come partecipare le potete trovare

A Franco Buffoni il “Città di Sant’Elia Fiumerapido”

Secondo e terzo premio rispettivamente a Pasquale Balestriere e Umberto La Marra

Il 7 dicembre scorso è ritornata a Sant’Elia Fiumerapido l’annuale magia del Premio di Poesia “Città di Sant’Elia Fiumerapido”, quest’anno alla 16ª edizione. Premiato quest’anno il noto poeta Franco Buffoni. Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente Pasquale Balestriere, Barano d’Ischia (Napoli), e Umberto La Marra di Candia Canavese (Torino).
Dopo la relazione del Presidente della Giuria Amerigo Iannacone, si sono susseguiti gli interventi di Paolo De Paolis e Carmine Brancaccio, oltre ai saluti dell’Assessore alla Cultura Antonio Trelle, del vicesindaco Fernando Cuozzo, e di Angela Di Cicco, Presidente della Commissione Cultura.
Ida Di Ianni, conduttrice della serata, ha poi letto il verbale della Giuria e le motivazioni e prima sono state lette le poesie dei poeti finalisti, poi sono stati consegnati i premi ai vincitori, i quali hanno letto ognuno le proprie poesie.
Intanto i presenti in sala avevano ricevuto copia del mensile letterario Il Foglio volante,  numero speciale dedicato al Premio.
Soddisfatta la Giuria – composta da Amerigo Iannacone (Presidente), Carmine Brancaccio, Paolo De Paolis, Ida Di Ianni e Graziuccio Di Traglia – , soddisfatti soprattutto gli amministratori comunali, che nella prossima primavera passeranno la mano alla nuova amministrazione.
Franco Buffoni (Gallarate 1948), vive a Roma. Esordisce come poeta nel 1978 su Paragone presentato da Giovanni Raboni.
Ha pubblicato le raccolte di poesia Nell’acqua degli occhi (Guanda 1979), I tre desideri (San Marco dei Giustiniani 1984), Quaranta a quindici (Crocetti 1987), Scuola di Atene (Arzanà 1991), Adidas. Poesie scelte 1975-1990 (Pieraldo editore 1993), Suora carmelitana (Guanda 1997), Songs of Spring (Marcos y Marcos 1999), Il profilo del Rosa (Mondadori 2000), Theios (Interlinea 2001), Del Maestro in bottega (Empiria 2002), Guerra (Mondadori 2005), Croci rosse e mezze lune (Quaderni di Orfeo, Como 2007), Noi e loro (Donzelli 2008), Roma (Guanda 2009).
L’Oscar Mondadori Poesie 1975-2012 raccoglie tutta la sua opera poetica.
Nel 1989 ha fondato e tuttora dirige il semestrale di teoria e pratica della traduzione letteraria Testo a fronte. Per Marcos y Marcos ha curato i volumi Ritmologia (2002) e La traduzione del testo poetico (2004). Per Mondadori ha tradotto Poeti romantici inglesi (2005) e curato opere di Byron, Coleridge, Wilde, Kipling. Per Marcos y Marcos ha tradotto Una piccola tabaccheria. Quaderno di traduzioni (2012, Premio Torre dell’orologio).
È autore dei romanzi Reperto 74 (Zona 2008), Zamel (Marcos y Marcos 2009), Il servo di Byron (Fazi 2012), dei pamphlet Piú luce, padre (Sossella, 2006) e Laico alfabeto in salsa gay piccante (Transeuropa 2010) e dei saggi Con il testo a fronte. Indagine sul tradurre e l’essere tradotti (Interlinea 2007), L’ipotesi di Malin. Studio su Auden critico-poeta (Marcos y Marcos 2007) e Mid Atlantic. Teatro e poesia nel Novecento angloamericano (Effigie 2007).
Riportiamo, qui di seguito, le poesie per le quali è stato premiato.



Dulcissima

Quando non ci saranno più le mie chiamate
Tra le sette e le otto
E se ritardo un labbro che leggermente trema.

Quando non sarai più una vecchia sola
E io al ritorno non dovrò più correre
Per te giù in farmacia
Prazene e Lexotan
Con la ricetta ripetibile
Il Karvezide con la ricetta nuova
E già che ci sei un Benagol
E la Borocillina.

Quando non dovrò più tenerti
Bassa la pressione
Quanto tempo che avrò
Per scrivere di te.


Invito a Napoli

     E in questo golfo attraversato stamattina
Da quattro jet sopra Posillipo e due cargo
Verso molo Beverello,
Io rivedo insieme a tre gabbiani
Da un balcone del Royal
La mia relazione
Per il convegno sulla traduzione.
In Cappella Pappacoda oggi all’Orientale
Saremo in tanti figli di navigatori
Santi e poeti, tutti un tempo anche traduttori.
Come i piloti quattro dei jet militari
E dei cargo i dieci marinai.
Lasciami Napoli
Nelle loro scie
E dolcemente strangolami in cielo
O in mare
Da questo ottavo piano.
Non mi tradurre altrove.


            Franco Buffoni

ANTONIO PISCITELLI "Zacinto mia", Guida

È la storia di una vita raccontata come fosse un romanzo - o è un romanzo che si nutre della Storia (quella con la maiuscola) facendone emergere le mille storie private che ne sono il filo conduttore... Già il titolo mette in allarme: il famoso vocativo foscoliano è ambiguo, ma riferito esattamente ad una patria dolorosamente ricordata e amata. Qui è Napoli - ma diventa microcosmo rappresentativo dell'Italia intera (e comunque sempre sullo sfondo, ma a volte anche in primo piano, c'è la Storia italiana del secondo Novecento - della quale il protagonista di Zacinto mia è partecipe, più o meno volontariamente, e della quale l'autore, fingendo rispetto al protagonista stesso un certo distacco, si fa anche critico, sconsolatamente rassegnato agli eventi, come un napoletano da romanzo, appunto). Bisogna seguire la complessa trama che Antonio Piscitelli tesse attorno alla figura centrale e alle altre necessarissime che lo accompagnano sempre più lontano da "Zacinto". Bisogna farsi una ragione - come appunto se la fa il personaggio (probabilmente, visto che si parla pure di psicoanalisi, rappresenta lo scrittore): da una vita costruita si esce decostruendola, senza patemi o rancori, ma per superarne ostacoli e limiti che affievoliscono e smorzano l'identità. Bisogna allontanarsi per sentire quanto è vicina Zacinto mia.

sabato 20 settembre 2014

“Tulliola- Renato Filippelli”. XXII edizione, 2014 Alcuni dei Giudizi finali

Vergati dal presidente del premio Ugo Piscopo
Sez. A, Poesia


1. Michele Urrasio, Sillabe di silenzio
Raccolta sobria, vigilata e lavorata al bulino, dall’andamento complessivamente poematico, che potrebbe intitolarsi De reditu suo. E’, infatti, per appunti e per frammenti, un diario, senza concessioni al patetico e al descrittivo, di ritorno alle ragioni e alle figure decisive dell’esistenza, su cui dominante è quella paterna, ora intravista, ora appena sfiorata, ora inquisita con un altro sguardo rispetto al passato. E’ un ritorno che è un itinerario verso le verità, che parlano in maniera misurata e ferma della necessità di esserci in umiltà e serietà.


2. Nazario Pardini, Si aggirava nei boschi una fanciulla
Un inquieto vagare tra i boschi intrigati della vita e, innanzitutto, della memoria è la raccolta di Pardini, molto elaborata e, per così dire, argomentata, alla presenza intravista in filigrana della poesia di tutti i tempi, a cominciare fondamentalmente dalla Grecia antica e dai tempi di Icaro, che lasciò il suo nome a un pelago periglioso e avido di inghiottire ancora oggi altri trasvolatori folli. Questa esperienza della complessità (culturale) tempo-spaziale è affidata felicemente al supporto di intrecci di narratologia e levità poetica, di simbologia e balzi in avanti dell’immaginario.

3. Andrea Venzi, Cielo di cristallo
Non inganni il titolo, Cielo di cristallo, che si riferisce a un sogno di deliziosa intatta felicità fatto dalla donna amata e rapita troppo presto da un destino crudele. Esso semplicemente accende uno squarcio di purissima luce in un mondo, che invece si costituisce essenzialmente su cifre opposte: il dolore, l’assurdo, le voci d’ombra e di mistero. Nella mimesi delle acute contraddizioni, la scrittura traccia i diagrammi delle angosce quotidiane, mentre viene acquistando spessore uno sfondo oscuro, gotico, conturbante.

4. Michela Marano, Frammenti in-versi
E’ una voce, questa di Michela Marano, che si viene facendo, mentre passa e ripassa su ponti di silenzio e di indicibile, su flussi di parole che si strappano ed estraniano ai loro nidi semantici, per germinare su altri orizzonti. E’ una voce, che intanto ascolta la presenza di altre voci, che appartengono al tempo, alla natura, alla storia, nelle quali il provvisorio e l’istantaneo rinviano spontaneamente a concrete situazioni, come quelle dei drammi del Sud, che si ripetono e sono sempre implacabilmente nuovi.

5. Laura Croce, La scienza e la voce
Procedimento di impianto costruttivistico e astrattizzante, quindi squisitamente moderno, quello di Laura Croce, la cui scrittura è tutta una tessitura che rivendica a sé, al suo porsi in essere in quanto tessitura, il primato assoluto. E’ significativo l’esplicito richiamarsi a griglie e a cifre iconograficamente identitarie. Col felice risultato di intrigare nelle sue maglie un’immaginazione che intreccia eleganza e levità di tocco.







Sez. B, Narrativa



2. Nicoletta e Luigino Vador, Il maestro di violino
Delizioso romanzo, Il maestro di violino, indirizzato ai giovanissimi, ma anche a tutti i giovani spiritualmente, anche se provetti in età. Il tema, il vuoto incolmabile lasciato nel cuore di un adolescente dall’abbandono del padre, può riecheggiare e riecheggia situazioni già note nel romanzo e nel cinema, ma viene riproposto in termini nuovi, nello scandaglio dei flussi inquietanti che a ondate si susseguono nell’animo del protagonista. Il quale si scopre uno colpito dall’assenza, ma anche abitante di un universo parallelo inquietante, ma non disperante, soprattutto se dispone della musica di un violino.


3. Antonio Crisafi, Gocce d’amore
Narrazione decisamente interessante, Gocce d’amore, innanzitutto per l’essenzialità e sobrietà, senza concessioni a commenti e a meditazioni marginali, poi per i rispecchiamenti oggettivi, certe volte neppure nominati, di situazioni in movimento sul piano nazionale e internazionale nel corso del trentennio che va dagli anni Sessanta a tutti gli anni Ottanta. Per l’Italia è il periodo del decollo industriale, quando il mito degli Stati Uniti si fa irresistibile. Tra le forze di maggiore coinvolgimento dell’immaginario è il jazz, con la sua capitale, New Orleans. Gli Usa diventano asse di attrazione anche per Marinella, una ragazza proveniente dalle campagne del Vicentino, che negli Stati Uniti incontra un altro destino di successo e di fama, scoprendo, però, in ultimo che forse tutto questo non basta, perché c’è qualcosa di più importante, che lei può riconquistare col ritorno alla sua terra natale.


3. Giancarlo Piciarelli, Come quando fuori piove
Come quando fuori piove fa parte del genere di romanzo, il poliziesco, che è oggi particolarmente fiorente e atteso dal pubblico dei lettori. Il protagonista è un disinvolto, acuto e arguto Commissario di polizia, Leonardo Blasi, detto Leo per gli amici e innanzitutto per l’autore. E’ cioè quello che ci vuole per le indagini mirate a identificare e a incastrare un serial killer di quattro delitti in cui le vittime sono quattro donne, sul cui corpo viene lasciata una carta di gioco di seme diverso, ma secondo l’ordine classico rispecchiato nel titolo. Il Commissario, che ha più di qualche affinità col suo collega Montalbano di Camilleri, ma ha un’agilità e una celerità di mosse feline che sono sue proprie, riesce a scoperchiare il vaso di Pandora dei mali che affliggono una certa società nella Roma dei nostri giorni e a ricostruire il tessuto di tanta indicibile realtà, placando in ultimo sé stesso nella conferma di appartenere a un tempo di mordi e fuggi.










Sec. C, Saggistica


Paolo Miggiano, A testa alta
Un libro che mancava, questo di Miggiano, prefato da un’ottima e opportuna nota di Raffaele Cantone e accompagnato, in appendice, dalla sinossi di una documentazione, che forse non sarebbe male raccogliere e studiare a vari livelli. E’ la ricostruzione di una vicenda suggestiva sotto molteplici aspetti, quella di un lavoratore, Federico Del Prete, che da operatore pressoché marginale, in quanto venditore ambulante, rivendica per sé e per gli altri suoi umili colleghi un riconoscimento e il diritto di difendersi contro soprusi e controlli spietati della comunità da parte della malavita organizzata. Cade, in ultimo, assassinato il 18 febbraio 2002, alla vigilia del processo, che lo vedeva testimone di accusa contro un potente clan locale. Il caso viene scandagliato e ricostruito da Miggiano, con risultati nettamente stimolanti, anche sotto il profilo di dare potenziamento alla storiografia degli umili.


Albino Bernardini, Un secolo di memorie
Anche il libro di Bernardini, come quello di Miggiano, ci voleva davvero. E’ l’attraversamento veloce, fatto con garbo e sorridente comprensione delle imperfezioni dell’esistenza e della società, di una vita intensa e agonica, che ha attraversato un secolo di vicende travolgenti per tutti dentro e fuori dei confini nazionali. Il personaggio è notissimo: è l’autore stesso, la cui figura è entrata nelle nostre case portataci dall’eco dei dibattiti e dai nuovi media, innanzitutto il cinema. Distintosi nei campi della scuola, della creatività letteraria e dell’impegno a innalzare i livelli della vita democratica, Bernardini ci consegna adesso un filo rosso per capire la sua avventura, che lo porta da un paesino del Nuorese, dove nasce, fino a Roma e oltre, come esponente di punta di una cultura che si proietta a rinnovarsi e ad allargarsi anche sul versante del popolare, nel senso indicato da Gramsci.


Gennaro Cesaro, Napoli dei suicidi, delle vite bruciate e della monnezza
Con la sua nota passione di intellettuale indisponibile alle compromissioni, Gennaro Cesaro ci dà ancora uno spaccato su Napoli, dopo quelli affidati a libri pubblicati con Ferraro, con Tullio Pironti e per i tipi di altri editori. Qui, più intensamente che altrove, egli disegna, con indignazione savonaroliana, scenari a tinte fosche, di una Napoli irredimibile “lugubre laboratorio sperimentale per malsani commerci e corruzione ai più diversi livelli”. Le pezze d’appoggio, le ricava dalle testimonianze e dalle vicende di intellettuali e scrittori, a cominciare da Leopardi in poi. Utilissimo, a ogni modo, è il libro come pungolo etico-civile e anche per gli spazi concessi ad autori molto significativi, che rischiano di essere dimenticati, da Adriano Tilgher e Guglielmo Peirce a Lanfranco Orsini ed Enzo Striano.


Federico Bardanzellu, L’isola di Circe

Bardanzellu, con questo libro, dà un ulteriore contributo agli studi archeologici, in cui egli è un addetto ai lavori, e insieme coinvolge anche i non addetti ai lavori in un avvincente viaggio mentale attraverso leggende e realtà di un luogo fortemente suggestivo come il Circeo. In questa scrittura, si lascia apprezzare e godere l’intreccio tra conoscenza diretta e dinamicamente in movimento delle questioni trattate e l’elegante e intrigante abilità di porgere il racconto ai lettori. Catturante è anche la seria passione etico-civile di denunzia di uno stato di abbandono di un patrimonio prezioso sotto molteplici punti di vista e della connivenza oggettivamente espressa da amministratori e società cosiddetta “civile” nei confronti di patenti e orrendi abusi.

Arte e Teologia per i Beni Culturali” e “Laboratorio di progettazione di chiese”: nuovi corsi di formazione alla Pontificia Facoltà di Napoli

PONTIFICIA FACOLTÀ TEOLOGICA DELL’ITALIA MERIDIONALE
Sezione SAN LUIGI
Via Petrarca, 115 - Napoli
Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia

Patrocini
Ufficio CEI Edilizia di Culto
Ufficio CEI Beni Culturali Ecclesiastici
Ufficio Liturgico Nazionale
Ufficio Nazionale per la Pastorale del Tempo libero, Turismo e Sport
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Arte e Teologia per i Beni Culturali” e “Laboratorio di progettazione
di chiese”: nuovi corsi di formazione alla Pontificia Facoltà di Napoli
comunicato stampa


Arte, architettura, teologia, turismo devono essere sinergici per formare figure specialistiche e per valorizzare il patrimonio culturale nazionale. Ecco che i percorsi Arte e Teologia per i Beni Culturali” e “Laboratorio di progettazione di chiese” - attivati presso la Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia della Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, sezione San Luigi, di Napoli - diventano un’ottima opportunità per sviluppare questi settori e al contempo valorizzare le bellezze del nostro territorio.

Uno dei pochi corsi di formazione ai beni culturali in ambito ecclesiale, “Arte e Teologia per i Beni Culturali” è un percorso di studi del tutto innovativo e concreto per dare risposte corrette ed efficaci a figure specialistiche che intendono acquisire conoscenze, competenze e professionalità sotto la guida di docenti altamente qualificati.

Il “Laboratorio di progettazione di chiese” si configura come percorso specialistico destinato ai tecnici e agli studiosi in genere che vogliano introdursi nelle problematiche tecniche e teologico-liturgico-artistiche inerenti alla progettazione, al recupero e all'adeguamento liturgico di un edificio di culto. Riguarderà, accanto alle lezioni fondamentali della Scuola relative ai temi teologici, liturgici, iconografici, storico-artistici ed ecclesiali, un'attività laboratoriale volta alla redazione di un progetto guidato di chiesa e al connesso approfondimento di tutti quei contenuti normativi e specialistici inerenti alla progettazione di uno spazio sacro.

Il dettaglio, l'articolazione dei moduli e l'indicazione dei docenti saranno resi noti prima dell'inizio dei corsi, che comprendono tra l'altro moduli e lezioni specialistiche, visite guidate.

Le iscrizioni sono aperte sino ad ottobre, mentre le lezioni avranno inizio con la cerimonia inaugurale, che si terrà nel mese di novembre 2014 e proseguiranno fino a giugno 2015. Si svolgeranno presso la PFTIM, sezione San Luigi (via F. Petrarca 115, Napoli), di norma in due fine settimana al mese, il venerdì pomeriggio, con prosecuzione il sabato mattina, soprattutto per quanto attiene alle visite guidate (http://www.scuolaarteteologia.it/index.htm).



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PONTIFICIA FACOLTÀ TEOLOGICA DELL’ITALIA MERIDIONALE
sezione SAN LUIGI - via Petrarca 115, NAPOLI 80122
Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia
http://www.scuolaarteteologia.it/ - http://www.p/ftim.it/sluigi - tel. 338.1527842
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comunicazione e media relations:
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Associazione culturale Tulliola Premio letterario internazionale Tulliola - Renato Filippelli XXII Edizione – 2013/2014

COMUNICATO STAMPA

Martedì 7 ottobre ore 16,30
Castello Miramare di Formia (LT)
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La medaglia del Presidente della Repubblica alla XXII edizione della manifestazione
Formia, 7 ottobre: Premio 'Tulliola' a poeti, narratori, saggisti
Per la legalità a Liana Esposito, per la cultura e l'impegno sociale a Piscopo,
Masullo, Montano


Al Premio internazionale Tulliola” è stata conferita la Medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica in merito alla ventiduesima edizione della manifestazione. La cerimonia di consegna dei riconoscimenti si terrà martedì 7 ottobre 2014 alle ore 16:30 al Castello Miramare di Formia (LT).
Carmen Moscariello, fondatrice e presidente dell’Associazione culturale Tulliola, organizzatrice del Premio, ha anche ottenuto – per il Premio per la Legalità contro le mafie – una Medaglia dal Presidente della Camera per Liana Esposito, Pubblico Ministero della Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Napoli, e una Medaglia dal Presidente del Senato per Aniello Montano, che sarà tra i premiati di spicco insieme ad Aldo Masullo e a Ugo Piscopo per aver contribuito alla nascita di uno Stato sempre più democratico a garanzia dei diritti umani.
Di seguito l'elenco dei finalisti, proclamati dalla Giuria presieduta da Ugo Piscopo (presidente onorario è Erasmo Magliozzi) e formata da: Marina Argenziano, Mary Attento, Lorenzo Ciufo, Serena Dal Borgo, Manfredo Di Biasio, Gelsomina Filippelli, Michele Graziosetto, Giuseppe Limone, Erasmo Magliozzi, Giuseppe Manitta, Carmen Moscariello, Giuseppe Napolitano, Domenico Pimpinella, Annella Prisco, Mario Rizzi, Antonio Spagnuolo.
Vincitori della sezione Poesia edita “Renato Filippelli” sono: primo posto a Michele Urrasio per “Sillabe di silenzio”, secondo a Nazario Pardini per “Si aggirava nei boschi una fanciulla”, terzo ad Andrea Venzi per “Cielo di cristallo”, quarto a Michela Marano per “Frammenti in versi”, quinto a Laura Croce per “La scienza e la voce”.
Sezione Narrativa edita: primo premio ad Antonio Piscitelli per “Zacinto mia”, secondo premio a Nicoletta e Luigino Vador per “Il maestro di violino”; terzo premio ex aequo: Antonino Crisafi “Gocce d’amore”, Giancarlo Piciarelli “Come quando fuori piove”; quarto ex aequo: Giuseppa Mistretta “Lettera a Corleone”, Lorenzo Tenerani “Geminix”; quinto ex aequo: Vincenzo Pisanò “Le ali del gabbiano”, Vittorio Casali “Ancora insieme”.
Per la Saggistica, primo premio a Paolo Miggiano per “A testa alta”, secondo premio ad Albino Bernardini per “Un secolo di memorie”, terzo premio a Gennaro Cesaro per “Napoli dei suicidi, delle vite bruciate e della monnezza”, quarto premio a Federico Bardanzelli per “L’isola di Circe”.
Per la sezione Opere edite e inedite dedicate a Renato Filippelli saranno premiati: Dante Ingrossi “Verso l’infinito”, Antonio Villa “A volo radente. Nella spiritualità di Renato Filippelli”.
Ai vincitori del Premio (di cui sono segretari Barbara Vellucci e Mario Rizzi) saranno donate opere degli artisti: Celestino Casaburi, Antonio Conte, Ernesto D’Argenio, Franco De Luca, Gerardo De Meo, Raffaella Fusciello, Antonio Scotto, Chiara Scrobogna, Gianni Simione.
L'Associazione culturale “Tulliola”, che è la più antica di Formia (figura al N. 8 nell'elenco delle associazioni), lo scorso anno è stata premiata con una medaglia del Presidente della Repubblica per le meritorie finalità perseguite. Per l'organizzazione del Premio Tulliola e per altre iniziative non chiede contributi ad enti pubblici o privati, né è stata richiesta tassa di lettura..



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INFO:
Carmen Moscariello, presidente Associazione culturale “Tulliola”
via Paone S. Remigio, 04023 Formia (LT)
tel: 320/8597966 - email: carmen.moscariello@yahoo.it
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I poeti e la magia delle Tremiti

La “Nave dei Poeti… sulle onde di Diomede”: anche quest’anno, per l’ottava volta, si è ripetuta la magia. Il 14 settembre alle otto di mattina i “Poeti Extravaganti” – cosí, da dieci anni, usano chiamarsi – si sono ritrovati a Termoli, in attesa dell’imbarco per le Isole Tremiti. Si parte alle 9 e un quarto, arrivo all’isola di San Domino alle 10,10, poi traghetto per il trasferimento all’isola di San Nicola. Si sale fino all’Abbazia, nel cui chiostro si terrà la prima lettura. Una dozzina i poeti lettori, provenienti, oltre che dal Molise, dalla Campania, dalla Puglia, dal Lazio e dall’Emilia Romagna, e una ventina gli accompagnatori-fruitori. E poi il preside Antonio Mucciaccio, organizzatore-guida-cicerone-intrattenitore, che, con la straripante carica umana che lo caratterizza, funge anche da presentatore-moderatore.
Si sono alternati nella lettura di propri testi Umberto Cerio, Rossella de Magistris, Ida Di Ianni, Albino Fattore, Amerigo Iannacone, Virginia Macchiaroli, Giuseppe Napolitano, Luigi Peternolli, Rosalia Laura Ruggiero, Antonella Sozio e Gilda Stramenga. Poesie diverse per contenuto e per forma, ci sono perfino sonetti, e non sono mancati momenti di intensa commozione.
Tutte le poesie lette confluiranno, poi, come ogni anno, in un volumetto della collana “La Stanza del Poeta”, creata ed egregiamente diretta da Giuseppe Napolitano.
Dopo la lettura, di nuovo traghetto per San Domino, dove ci sarà un pranzo conviviale. Amichevoli conversazioni, scambi di indirizzo, telefono e recapito e-mail, e scambi di libri e di versi. Il preside-capitano Mucciaccio approfitta per leggere alcuni divertenti stralci dal volume “Omaggio ad Antonio Mucciaccio”, che insegnanti ed ex alunni hanno pubblicato a sua insaputa, in occasione del suo pensionamento.
E tra una chiacchiera e l’altra, tra un bicchiere di vino e un caffè, si fa l’ora del reimbarco per Termoli, alle 18 e un quarto. Ma un gruppetto di poeti e loro accompagnatori, rimane in albergo e stasera ci sarà una nuova lettura: “Poesie sotto le stelle”.
Porto di Termoli: saluti, baci e abbracci e arrivederci al 13 settembre 2015, per la nona edizione della “Nave dei Poeti”.

Amerigo Iannacone