Firenze- Pianeta Poesia
Dopo la
presentazione alla Casa di Dante la poetessa e storica Franca Bellucci ci ha
inviato questa lunga e profonda riflessione sul libro, che volentieri
pubblichiamo, auspicando ulteriori interventi da parte dei lettori sugli
argomenti che nell’articolo vengono evidenziati.)
ROCCO SCOTELLARO E AMELIA ROSSELLI NELLA STORIA DEL NOSTRO PAESE
“Destini sincronici” un romanzo storico di spessore
A fine marzo 2017 il libro Destini incrociati di Amelia Rosselli e Rocco
Scotellaro fu occasione di un incontro, cui presi parte, che suscitò forte
emotività presso il Circolo degli Artisti Casa di Dante, organizzato da
“Pianeta Poesia”, bella e durevole realtà culturale intorno al poeta Franco
Manescalchi. L’effetto suscitato fu merito di come Maria Grazia Carraroli
impostò la presentazione del libro, preferendo, anziché una recensione
sistematica, coinvolgere il pubblico nella lettura di pagine scelte: «Un libro
come un romanzo», questa la sua suggestione. L’ascolto diventò per i
partecipanti discesa nella interiorità propria, oltre che dei personaggi
protagonisti, e nella percezione storica della loro cornice: contribuirono le
testimonianze, ad opera della stessa autrice Carmen Moscariello, dell’amica
Annella Prisco, figlia dello scrittore e meridionalista Michele, di Franco
Manescalchi, una presenza incisiva in Firenze, nel senso della sperimentata
coerenza poetica e umana. La sintesi della serata può dirsi una esperienza
condivisa di cultura come espressione. Poesia, lingua, comunità, rigore, lavoro
responsabile: devo dichiarare la traccia dei temi nella circostanza poiché,
risultata efficace in quella circostanza, io stessa ora la confermo in questa
nota di lettura. Il libro introduce ad un romanzo di spessore decisamente
storico: induce infatti a riflettere, nel segno della solidarietà scevra da
ogni pregiudizio e strumentalità, anche sui grandi temi storici, nazione,
nord-sud, lungo meridionalismo.
È un particolare versante di meridionalismo che l’autrice accoglie, e che
subito si mette a fuoco cogliendo i legami culturali dichiarati in appendici e
apparati: si vedano in particolare le lettere inviate da Rocco Scotellaro e
dalla fidanzata Isabella Santangelo a Michele Prisco, custodite dalla Banca
Popolare Pugliese. La postfazione (pp. 121-124) di Carmela Biscaglia,
Direttrice a Tricarico del Centro di documentazione “Rocco Scotellaro e la
Basilicata del secondo dopoguerra” – sorto nel 2003 a 50 anni dalla morte del
poeta – evidenzia l’apporto di Carmen Moscariello al «rinnovato interesse» che
porta a riscoprire il progetto di Scotellaro ed interlocutori per la
ricostruzione nel Sud dopo la guerra. Nelle tesi, nei provvedimenti, negli
eventi effettivi, già oggetto di contese politiche, non si previde comunque,
dice l’autrice, quanto oggi si constata: allora vinse di abbandonare gli
agricoltori puntando su poche industrie e migrazioni in massa. Oggi «i ricchi
industriali dopo aver ben spremuto il Paese migrano anch’essi» e «sono molti economisti
a invocare il ritorno alla terra» (p. 43).
Se teniamo da parte appendici ed apparati, il corpo del libro consta di quattro
capitoli, circa settanta pagine. Il titolo centra il tema in modo calzante:
rifocalizzata «l’attenzione sul legame tra la Rosselli e Scotellaro» (così
Biscaglia, p. 122), i due poeti sono proposti dall’autrice in un accostamento
fecondo e determinante, per lo sviluppo letterario e storico che riguarda le
lettere italiane in generale, oltre che le loro esistenze. Ma, nella profonda
diversità delle storie e delle poetiche che ciascuno di loro elabora – e che
l’autrice esamina soprattutto nel secondo capitolo – il contatto intenso e
fugace conservò a distanza l’impulso costruttivo, originale per ciascuno:
Destini sincronici continuarono a guidarli, poiché molte rispondenze,
elaborazioni, esplorazioni si assomigliano, quasi che un campo magnetico comune
continuasse ad inscriverli, nella lontananza di fatto di luogo e di tempo.
Il tempo, anzi, diventa baratro, con la morte precoce di Scotellaro nel 1953,
giovane di trent’anni. Amelia Rosselli, di sette anni più giovane, prosegue,
concludendo con il suicidio a Roma l’11 febbraio 1996, scegliendo il giorno
anniversario del suicidio della scrittrice Sylvia Plath (1932-1963): è un’altra
epoca la chiusura del XX secolo, rispetto al secondo Dopoguerra, per la storia
del nostro Paese e per quella del mondo, con l’evoluzione profonda dei criteri
concordati per i blocchi geopolitici dopo il secondo grande conflitto.
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