Visualizzazione post con etichetta eventi libri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta eventi libri. Mostra tutti i post

martedì 12 giugno 2012

Presentati i nuovi libri di Giuditta Di Cristinzi - Comunicato stampa

Sono stati presentati a Venafro, in una sala affollata e partecipe, i nuovi libri di Giuditta Di Cristinzi “Filastrocche per un anno” e “Gente del Sud” da poco usciti nella casa editrice venafrana Edizioni Eva.
La preside Vincenzina Scarabeo ha aperto la serata con un’ampia introduzione, non limitandosi a presentare la poetessa e i relatori ma entrando anche nel merito cirtico della poesia di Giuditta Di Cristinzi.
Si sono poi avvicendati i relatori. Amerigo Iannacone ha brevemente esaminato di tutti e quattro i libri pubblicati finora dalla poetessa e ha parlato tra l’altro di «una poesia fondamentalmente positiva e ottimista» sostenendo che un po’ da tutta l’opera «traspare l’oraziano carpe diem, che in qualche modo diventa della vita se non una soluzione almeno un balsamo lenitivo».
Delicato e toccante l’intervento di Antonio Vanni che ha parlato delle “Filastrocche” e ne ha letto diverse e vi ha trovato un’affinità ideale ai testi ritrovati dei bambini che durante la seconda guerra mondiale furono tenuti nel ghetto di Terezin destinati al campo di sterminio di Auschitz.
Profondo e al tempo stesso accattivante, come sempre, l’intervento di Aldo Cervo.
«Tutto si può dire di Giuditta Di Cristinzi – ha detto tra l’altro, parlando delle Filastrocche – meno che difetti di fantasia. È sorprendente come riesca a inventarne una per ogni materia di apprendimento, dalla storia alla geografia, dall’aritmetica alla grammatica, dalla botanica alla meteorologia, dall’astronomia alla musica, dai momenti di vita domestica alle ricorrenze civili e religiose, trovando persino il modo di volgere in poesia il linguaggio contratto e cifrato dei messaggini, come delle ultimissime diavolerie dell’Informatica».






martedì 6 dicembre 2011

Presentazione dell'opera teatrale "Giordano Bruno sorgente di fuoco" di Carmen Moscariello

Comunicato stampa.

L’opera teatrale Giordano Bruno Sorgente di fuoco di Carmen Moscariello sarà presentata martedì 20 dicembre, ore 16:30, presso la libreria Guida Port’Alba di Napoli. Relatori il Filosofo, Onorevole Aldo Masullo e il Poeta Ugo Piscopo.

L’editore Guida presenta nella storica Saletta Rossa della libreria Port’ Alba, ( luogo sacro della cultura,  riconosciuto Patrimonio dell’Umanità) l’ultima opera teatrale della Poetessa Carmen Moscariello. Relatori due insigni rappresentanti della cultura italiana l’Onorevole-Filosofo Aldo Masullo e il grande Poeta Ugo Piscopo.

Il libro che porta la pregevole copertina disegnata dal Maestro Salvatore Bartolomeo è un’opera in tre atti e analizza il percorso di sofferenze e torture inflitte dalla chiesa al Monaco eretico, divenuto simbolo della libertà di pensiero e fondatore della Nuova era. Giovanni Paolo secondo, tra gli altri grandi meriti, ebbe quello di chiedere scusa per gli errori commessi dalla Chiesa nel periodo della Controriforma cattolica, riferendosi in primis a Galileo e a Bruno. L’opera sarà recitata dagli attori Lia Della Rosa, Franco De Luca, Christian Repigi, Domenico Versaggi  Panno, alla chitarra Giovanni Della Rosa, fotografia di Franco De Luca.
L’opera della Moscariello è senz’altro un esempio di grande coraggio per le precise denunzie contro la chiesa e contro una società corrotta e omologata, simile per molti versi al nostro quotidiano nichilismo. I fili si confondono e si intrecciano in uno spasimo arguto di passato e presente rasentando forme di identificazione della scrittrice con il grande Nolano,fino ad arrivare a un dialogo- scontro tra il Filosofo e la Donna –Poeta. L’opera in ottave concentra nel verso una musicalità aspra e rivoluzionaria, tutto si muove e si trasforma in uno scenario rapido e tempestoso di grande suggestione. L’opera non rispecchia i canoni filosofici, si muove visionaria alla ricerca del Bene Assoluto per il quale vale la pena vivere e anche morire. Creativo, intuitivo il verso ha ritmi incalzanti, capovolge anche la figura della donna –strega che durante l’Inquisizione venne bruciata e nell’opera si erge a giudice supremo delle bassezze e morbosità umane. Passionale il dramma esprime il dolore per una società che si sbriciola, malata di ipocrisia e volgarità. L’assenza della “verità” porta la stessa chiesa ad offendere Dio e l’uomo come essere amato da Dio al di sopra di tutti. Si stagliano quindi figure come quelle del Bellarmino, di Campanella, dei giudici della Santa inquisizione, del rogo, del fuoco non come elemento di pena, ma come simbolo di divina purificazione.