Visualizzazione post con etichetta libri recensioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta libri recensioni. Mostra tutti i post

sabato 14 luglio 2012

Recensione " Fu chiaro appena oltre lo zenith ", Paolo Fiore, Manni editore 2012




di Sabina Mitrano

Una storia davvero avvincente quella contenuta in questo romanzo, che si intreccia con altrettanto affascinanti e alte conoscenze di filosofia, scienza, storia, navigazione e astronomia, a costruire un mondo in cui immergersi è per il lettore facilissimo. Snocciolate, infatti, con grande disinvoltura all’interno del racconto, rivivono nelle avventure del protagonista alcune delle esperienze più importanti del percorso storico ed esistenziale del genere umano, come la Spagna del ‘600, l’Inquisizione, la filosofia di Giordano Bruno, la più antica cultura del popolo latino-americano, ma che non appesantiscono in alcun modo questo viaggio di un’anima alla ricerca del proprio orizzonte, anzi le offrono gli strumenti con cui chiarire e ritrovare la propria meta.
“Mi sentii osservato dall’Eterno, come se il Giorno del Giudizio fosse arrivato allora, e il tempo avesse rallentato per fermarsi e il prima e il dopo non contassero più nulla”: con queste parole l’autore descrive lo smarrimento del protagonista, che non riconosce quanto forzata fosse la propria scelta di servire Dio fino a quando la prorompente bellezza di una donna non appare come il più grande e dolce mare in cui volersi perdere. E alla stessa maniera incomprensibile comincia ad essere quel divieto di leggere alcune delle più alte pagine della nostra cultura, come il Simposio di Platone o, soprattutto, la filosofia del monaco Bruno, colui che ha provato ad insegnare all’umanità “a spaziare col pensiero, a cogliere il segno dei numeri e il numero dei segni, non solo nel futuro ma anche nel passato”, quella stessa umanità che gridava in un’estasi di follia mentre le fiamme ne cancellavano per sempre lo sguardo.
Intorno a questi pensieri l’autore costruisce una storia realissima, un difficile e avventuroso viaggio per mare, mare che è anche uno dei grandi protagonisti del romanzo, mare che unisce e divora, che bisogna saper domare con la più approfondita conoscenza dei suoi segreti, delle imbarcazioni, delle stelle che guidano il cammino dei naviganti, ma anche di coloro che cercano una soluzione, una risposta. Gli astri possono, infatti, condurre al di là dell’Oceano, in luoghi dalla lingua incomprensibile ma dalla saggezza millenaria, ma possono anche essere muti protagonisti di magiche rivelazioni, di misteri da decifrare. Chi ne accoglie la sfida può imbattersi in credenze irrazionali, in inutili sacrifici o uccisioni, mostrando quanto, in fondo, siano tutte uguali le superstizioni se non è l’amore per la conoscenza e il rispetto per ogni essere umano a guidare le azioni degli uomini
Proprio per questo non bisogna mai “credere di aver compreso una volta sola tutte le cose, lasciando alla vita sempre un altro spazio, un’altra possibilità”, per arrivare a vedere chiaro oltre lo zenith, e non per questo fermarsi, ma andare avanti e cercare ancora.



martedì 27 marzo 2012

“E' questo un figlio?” di Giuseppe Napolitano, Ed. Eva



Il poeta è un fadista

Di Carmen Moscariello

E la danza continua, nel cosmo poetico c’è la luce e la storia, c’è il tempo e l’uomo, il fiore e la musica, c’è una figlia che nasce.

 Gabriella è come un fiore.

Il miracolo di lei si fa  gioia per chi riceve; l’attesa ha tregua, respira, canta sotto il cielo. E’ per il poeta l’orizzonte più limpido ai raggi del canto mattutino.

Nel profondo della scrittura poetica c’è lei, una galassia luminosa che ha dato al verso del poeta una luce densa, una traiettoria che ha ricostruito in anelli di bellezza un primo se stesso.

Nel disegno dell’opera riveliamo tre aspetti fondamentali: il tempo, la musica, la  luce. Sono dominanti nella pregevole raccolta e si pongono come paradigmi di chiarezza per una storia di sentimenti che si fa poesia. Un granello nella storia del tempo, una voce chiara e musicale.

La vita scorreva, nel firmamento dei giorni dell’attesa, giorno dopo giorno, ora dopo ora. Veniva dai deserti di sabbia rossa, dai regni gelidi della solitudine, la figlia gli annunciò la vita, la febbre svanì e la raccolse in grembo più che madre. E’ pronto il poeta ad ogni abbraccio, leviga la parola rendendola finalmente coraggiosa d’amore, non più fuggitiva e vaga, con strofe volutamente frante, ora il sentimento è chiaro, non teme più, non può perdere ciò che è suo, ciò che gli appartiene.

Anche in questa raccolta di liriche per la figlia il tempo misura i passi, avanti e in dietro e la poesia diventa struggente, ninna nanna di parole, minuetto, fiducia in un progetto chiaro, che ai fragmenta  nudi del passato, sostituisce spazi determinati in parola determinante. (pg 29, pg32).

Il poeta per lei diventa fadista con chitarra portoghese, costruisce melodie per anime che sanno ascoltare, è questo un fado nobile non più vagabondo, non più sazio.

La grazia e la purezza che nutrono quest’opera non tolgono alla poesia di Napolitano quel nocciolo crepuscolare, amaro avvolto da vesti screpolate: il cuore del poeta  si dona interamente, ma non si libera da una tristezza andalusa, fandango la poesia rimane  introspettiva, (pg33) possiede improvvisi trasalimenti, bisognerebbe saper leggere andare ben oltre la parola poetica…..
Per quello che a noi è dato cogliere con certezza, questa raccolta non è solo opera di poesia e di amore, ma possiede in sé un itinerario chiaro di educazione, intesa quale passione per la figlia che deve crescere, alla quale il padre è pronto per dedicargli tutto se stesso in una simbiosi colorata: vederli insieme, anche al di là dei versi,  fa pensare a un quadro impressionista dove la luce, la grazia, la compostezza del dover essere li fa orbitare nella magia del  cosmo.