Il Sud nel congresso di Macerata (1949)
Di Carmen Moscariello
Per quanti ancora chiedono alla poesia
una guida…
Michele Prisco nel novembre 1949, a
Macerata, in occasione di un convegno su ” La cultura nelle provincie”, portò
un importante contributo al dibattito, qui era presente anche Rocco Scotellaro
che in aperta polemica con Ugo Betti sosteneva l’urgenza del riscatto del Sud e
la fiducia che il Sud poteva farcela e andava rispettato il suo tessuto
economico legato all’agricoltura, più pessimistico Ugo Betti che vedeva un
futuro dolorosamente lungo. Qui Prisco e Scotellaro si incontrarono per la
prima volta. Divenne amico del giovane socialista e l’aiutò nella ricerca di un
lavoro dopo l’uscita dal carcere.
Nell’enorme carriera di Prisco l’anno
1949 potrebbe avere un significato particolare, lo ebbe quest’anno non solo per
lo scrittore che vide affermarsi la sua scrittura a livello nazionale, con la
sua opera d’esordio “La provincia addormentata” emerge anche la sua attività di
giornalista della terza pagina di molti giornali; sul piano storico, a
conclusione della seconda guerra mondiale e la nuova formazione della
Repubblica italiana e quindi della nuova Carta costituzionale, si poneva per
l’Italia e soprattutto per il Sud l’urgenza di ricostruzione del paese, vissuto
dall’’enorme mole di persone alle quali mancavano i principali mezzi di
sussistenza. E’ a questo periodo che bisogna far risalire lo spopolamento del
Sud, i contadini laceri emigravano per il Belgio, ma anche la Corsica, La Francia,
ma soprattutto in America, in Argentina alla ricerca di un luogo d’approdo e
della possibilità di una vita lontana dalla fame. Il Paese, come emerge dal
convegno, non ha ancora trovato la strada per risollevarsi dalla guerra e
l’economia non accenna a ripartire. Unico punto “positivo“ è l’emigrazione
(meno bocche da sfamare e più soldi che arrivano per le famiglie rimaste in
Italia) .Naturalmente il congresso di Macerata fu un congresso ad argomento
politico, ma divenne anche di grande confronto culturale e sociale, si chiedeva,
soprattutto, quale ruolo doveva avere la Provincia nella ricostruzione del
paese. Può sembrare strano a noi interlocutori di oggi che scrittori e poeti
potessero partecipare a un convegno inerente la ricostruzione del paese e che a
volerlo fosse stata soprattutto la CGL. Fatto sta che a questo convegno erano
presenti Michele Prisco, il poeta Rocco Scotellaro e il
poeta-romanziere-drammaturgo Ugo Betti. Dei tre sicuramente Michele Prisco era
già un signore della cultura, ma anche Ugo Betti e il giovanissimo Rocco
Scotellaro il Sindaco Poeta era già un grande protagonista (se solo penso
quanto pietro Nenni lo ha amato, quasi venerato) che si era distinto nella
lotta contro i latifondisti e nella distribuzione delle terre ai braccianti
agricoli e sarà protagonista di buona parte della riforma del Mezzogiorno,
della riforma delle scuole e della lotta all’analfabetismo in questi progetti
imprime le sue energie di Poeta di Socialista di liberale, di appassionato
amore per i deboli. E’ proprio Miche Prisco in un documento prezioso che io ho
trovato nella Banca di Puglia a ricordare questo incontro: Il momento epico
dell’occupazione delle terre lo vide protagonista appassionato e tuttavia
pensoso; fu membro, fra l’altro, del Comitato regionale dell’Assise per la
rinascita del Mezzogiorno. L’8 febbraio 1950 fu arrestato per un preteso
delitto di concussione riguardo a fatti che risalivano all’agosto 1947 e al
febbraio 1948; il 24 marzo 1950 la Sezione Istruttoria della Corte di Appello
di Potenza non solo prosciolse e lo liberò dal carcere.
Da Destini sincronici Amelia Rosselli e Rocco
Scotellaro di Carmen Moscariello Napoli Alfredo Guida Editore 2015
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