sabato 9 agosto 2014

"UN GRAN TOUR IN IRPINIA LUNGO SEI SECOLI TRA STORIA, TRADIZIONI ED ENOGASTRONOMIA"


Progetto Integrato di Promozione del Territorio

"UN GRAN TOUR IN IRPINIA LUNGO SEI SECOLI TRA STORIA, TRADIZIONI ED ENOGASTRONOMIA"

Seconda Tappa - Calabritto (Av), 
12 agosto 2014, ore 19,30,
Borgo di Quaglietta








“Seduzioni al Peponcino Quagliettano del Conte Giacomo Arcucci di Capri” è l'evento che prosegue l'iniziativa itinerante all'insegna della storia del Trecento irpino.
La seconda tappa dell'evento itinerante "Un Gran Tour in Irpinia lungo sei secoli tra storia, tradizioni ed enogastronomia", progetto integrato di promozione del territorio che associa sei comuni dell'area del Terminio-Cervialto, sarà ospitata martedì 12 agosto, a partire dalle ore 19,30 presso l’antico Borgo di Quaglietta, nel comune di Calabritto. In una terra incontaminata, nel cuore del vasto territorio della Valle del Sele, al riparo della frescura di boschi secolari, il Gran Tour in Irpinia proseguirà il cammino a cavallo tra storia e sapori con un nuovo appuntamento dal titolo “Seduzioni al Peponcino Quagliettano del Conte Giacomo Arcucci di Capri”. La trama dell’evento, articolato in una cena-spettacolo cui il pubblico presente potrà assistere, si dipanerà tra canzoni, musiche e giullarate del 1300, al tempo di Giacomo Arcucci, conte di Minervino e di Altamura, il quale fu segretario, tesoriere e Gran Camerario, nonché amante, di Giovanna I d'Angiò, regina di Napoli tra il 1343 e il 1381. Tra i molti doni che il conte ebbe dalla regina, vanno annoverati anche i proventi feudali di Calabritto, Malinventre, Teora, Oppido e Quaglietta. La regina Giovanna, per aver appoggiato la causa dell'antipapa Clemente VII, fu però spogliata del suo regno dal papa Urbano V, e così la fortuna di Giacomo Arcucci, nuovo signore di queste terre, declinò rapidamente. Alla sua figura sarà legato il gusto del peperoncino quagliettano, che prende il nome proprio dal borgo che farà da suggestiva location all’evento. I cosiddetti peperoncini quagliettani si presentano in due differenti tipologie: la prima è la cosiddetta "papaiola" o "papazzo" di colore rosso, una varietà i cui esemplari più grandi sono per lo più conservati sotto aceto e utilizzati per preparare i peperoni imbottiti; la seconda varietà è quella del peperoncino lungo, detto anche "spungulicchio", della grandezza di un dito pollice, arrotondato all'apice, piccantissimo, utilizzato fresco come condimento oppure essiccato per la produzione di polvere da aggiungere agli insaccati. Ad arricchire la kermesse contribuirà anche l'allestimento della mostra fotografica "Irpinia Terra di: castelli, fede, gusto e sorgenti", realizzata dal fotoreporter Giuseppe Ottaiano. Per l’occasione saranno previste, inoltre, delle speciali visite guidate gratuite a cura dell’Associazione Lo Scrigno. A completare la proposta anche la presenza di un info point a completa disposizione per l’intera durata della manifestazione per fornire informazioni sull’iniziativa e distribuire materiale dedicato all’intero progetto. Dopo Calabritto l'evento itinerante, finanziato nell'ambito del PSR Campania 2007/2013 - Interventi cofinanziati dal FEASR, Piano di Sviluppo Locale del GAL IRPINIA - MISURA 313 "Incentivazione di attività turistiche", toccherà i comuni di Cassano Irpino (Comune Capofila), Montemarano e Salza Irpina, per concludersi, infine a Bagnoli Irpino. Un lungo viaggio da non perdere tra le storie e le bontà della Terra d’Irpinia.














Segreteria Organizzativa e Ufficio Stampa: Sema, nati per comunicare / http://www.studiosema.it/







Dott. Simone Ottaiano
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"Sagra delle Orecchiette" Savignano Irpino - 9 agosto 2014


Arriva a Savignano Irpino la XXXVIII Sagra delle Orecchiette
Si rinnova l’appuntamento con una delle sagre più antiche d’Irpinia.
Il comune di Savignano Irpino, antico borgo della Valle del Cervaro, ospiterà anche quest’anno la tradizionale “Sagra delle Orecchiette”, organizzata dal Comitato Sant’Anna, che si occupa del delle celebrazioni civile e religiose dedicata alla Santa Patrona del paese, e giunta quest’anno alla trentottesima edizione. La kermesse gastronomica savignanese, la cui prima edizione è targata 1977, è tra le più antiche d’Irpinia e già allora si inseriva in un contesto nuovo, incentrato sul recupero delle tradizioni locali. Oggi, dopo quasi quarant’anni, la sagra, oltre a rappresentare un momento di aggregazione sociale e di celebrazione della vita della comunità, vuole essere anche un momento di scoperta del ricco patrimonio agroalimentare che impreziosisce il territorio. In particolare delle tipiche orecchiette, formato di pasta risalente al Medioevo, che si presentano con l’aspetto di una piccola cupola di colore bianco, con il centro più sottile del bordo e con la superficie ruvida. Una delle peculiarità delle orecchiette savignanesi è la loro delicata fattura all’uovo, esaltata da salse e sughi locali le cui segrete ricette si perdono nelle memorie e nelle dispense delle tante massaie. Queste massaie, durante la sagra, cucinano senza sosta per garantire il piacere di un gusto unico ai tanti visitatori che ogni anno partecipano alla rinomata manifestazione. Oltre ad una festa danzante sulle note della Millenium Band, ensemble di ballo liscio, a partire dalle ore 20,30, verranno preparati, come di consueto, circa mille piatti di orecchiette, seguiti da un assaggio di penne all’arrabbiata e da una sfiziosa spaghettata finale. In questa zona della Valle del Cervaro, infatti, è la pasta fresca lavorata a mano ad avere una storia interessante almeno quanto il suo presente: qui, dove il grano ha costituito per secoli un'importante risorsa di vita, generando una tradizione alimentare contadina che si è tramandata per generazioni fino a diventare cultura, la pasta è un prodotto che vanta origini molto antiche, distribuite tra leggenda e realtà. In tutto il territorio, nella valle e nelle piccole borgate, nascono pastifici e ristoranti che offrono, gnocchi, lasagne, ravioli ripieni conditi con verdure di stagioni, tagliatelle con burro e tartufo, paccheri, fusilli e cavatelli, formati realizzati tutti con farina di grano duro, ottimi se conditi con sugo di carne di maiale o agnello, con salsa di pomodoro, con funghi, con tritato di noci e nocciole fritto in un olio extravergine di oliva. Quest’anno, in contemporanea alla “Sagra delle Orecchiette” si svilupperà anche la seconda tappa del “Trionfo di sapori mediterranei delle terre del Cervaro e del Miscano”, progetto integrato di promozione del territorio, finanziato nell’ambito del PSR Campania 2007/2013 - Interventi cofinanziati dal FEASR, Piano di Sviluppo Locale del GAL IRPINIA - MISURA 313 “Incentivazione di attività turistiche”, che associa sei comuni appartenenti alle valli del Cervaro e del Miscano in una viaggio dedicato ai saperi e ai sapori della Dieta Mediterranea in Irpinia. L’appuntamento prevederà un laboratorio del gusto per adulti e bambini, dedicato proprio ala pasta tradizionale, stand espositivi dei prodotti tipici di aziende locali con rievocazioni degli antichi mestieri e l’esibizione musicale di un gruppo folk che arricchirà la serata.









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sabato 2 agosto 2014

Le grotte e il culto micaelico nel Meridione d'Italia: esce il saggio di Giovanni D'Andrea edito da Guida

È in libreria il saggio di Giovanni D'Andrea "La lunga guerra all’ultimo guerriero divino nel Meridione d’Italia: l’Arcangelo Michael", edito da Guida.

Il libro si può acquistare presso le librerie Guida e i punti vendita Feltrinelli; online su books.google.it, casalini.it, licosa.com, ibs.it, amazon.com, inmondadori.it e altri siti.

Si tratta di un’indagine sull’ultimo guerriero alato, l’Arcangelo Michael, e la sua guerra nel Meridione d’Italia, andando tra grotte e ruderi, tra monti e monasteri, tra greci e latini. In questo corposo e qualitativamente rilevante volume, infatti, si ritrovano: l’interpretazione corografica del culto rupestre micaelico e delle sue stratificazioni mitologiche, cultuali, storiche e antropologiche nelle regioni meridionali d’Italia colonizzate dai monaci italo-greci; il legame tra il culto micaelico nelle grotte e il monachesimo italo-greco nel Meridione d’Italia; la sopraffazione operata dai Papi, dalla Chiesa latina e dal monachesimo benedettino sui monaci italo-greci; l’estinzione del culto micaelico come segno della secolare conflittualità tra la Chiesa latina occidentale e la Chiesa greca orientale; gli emblematici e significativi casi nelle regioni meridionali.

Un lungo lavoro di ricerca storiografica, frutto di studi su testi multidisciplinari e collaudato con scoperte e ricerche speleologiche personali scaturite dall'esperienza sul campo. Le campagne esplorative e speleo-topografiche in molti siti rupestri e ipogei, come le numerose e solo in parte note cavità cilentane dedicate all’arcangelo Michele, hanno portato l'autore ad analisi e interpretazioni davvero originali, avvertendo la necessità e l’utilità di una sistemazione organica degli stessi, attraverso la redazione di un saggio speleo-storiografico e geografico, condotto con metodo scientifico ma con criteri e intendimenti divulgativi.


Il testo rivisita, nei suoi risvolti antropologici, culturali e storici, “un Meridione sempre più sradicato o al massimo artificialmente rinvasato”.



L'autore
Giovanni D’Andrea è nato a Napoli nel 1963 da padre napoletano e da madre danese. Ha conseguito la maturità classica. Seguendo una forte inclinazione al mare e alle sue attività, ha operato in campo ambientalistico a favore della sua difesa come responsabile del settore mare e coste per la delegazione regionale del WWF; ha conseguito varie abilitazioni subacquee fino al grado di guida subacquea; iscritto nella gente di mare, ha conseguito i titoli professionali fino al grado di Direttore di macchina per la pesca mediterranea ed oceanica, suo attuale status lavorativo. Parimenti ha sempre coltivato curiosità scientifica e culturale per il territorio regionale, iscrivendosi a varie associazioni nazionali che ne curano studi e attività di ricerca. Socio della prestigiosa sezione napoletana del Club Alpino Italiano, ha fatto parte del suo Gruppo speleologico. Conseguite varie specializzazioni tecniche e prodotte varie pubblicazioni su studi condotti volontariamente, è dal 1996 socio della Società speleologica italiana e dal 1998 socio della Società Geografica italiana. I suoi interessi, le competenze conseguite e le ricerche condotte sul territorio regionale lo hanno interfacciato con le soprintendenze ai beni archeologici della Campania che, riconoscendone il valore e le capacità tecniche, lo hanno incaricato per alcune importanti esplorazioni speleotopografiche (Grotta Azzurra di Capri, bunkers di Cuma, crypta romana di Cuma). In seguito, le attività di ricerca e il cambio di residenza lo hanno portato, rispettivamente, ad operare e abitare nel Cilento. Quivi, pur navigando nel Mediterraneo con flotte siciliane, è iniziata una decennale attività di studio e ricerca speleologica sul patrimonio culturale, carsico e rupestre del Cilento, che in collaborazione con le autorità competenti sui beni culturali, archeologici e naturalistici è confluita nella presente pubblicazione.

dal testo
L’inevitabile multidisciplinarietà della materia speleologica, che è poi un mondo, un campo di osservazione (oggi e per molto tempo ancora) sconosciuto, ignoto e non da tutti verificabile, costringerebbe lo speleologo, oltre ai cimenti fisici già di per sé notevoli, a impegni culturali e scientifici, inauditi per un singolo che, se pur motivato, non dispone certo di mecenatismi o quanto meno delle risorse pure destinate alla ricerca scientifica. Ma qualcuno entra in grotta proprio con il coraggio, oltre che fisico, anche culturale; quello stesso coraggio, quella stessa audacia indagativa e scientifica che ha spinto alcuni uomini, nel corso dei secoli, ad avventurarsi, ad esplorare, a studiare e a provare la fondatezza delle interpretazioni proprie o altrui. Interpretazioni via via fallaci o geniali ma interessanti o fascinose, proprio per quella consapevole e seducente suggestione che provano i Pionieri, gli Antesignani e i Precursori di ogni avventura della conoscenza. Di per sé, anche solo tutto quest’ardimento indagativo nei confronti del mondo ipogeo e di quello che racchiude, impone apprezzamento e rispetto. (...)
Nello speleologo, in conclusione, si uniscono varie dimensioni dell’animo e dell’intelligenza d’ogni uomo di “superficie”: spirito d’avventura, curiosità, ricerca di emozioni, esplorazione, vocazione scientifica, sensibilità culturale, spirito di sacrificio, spirito di osservazione, consapevolezza dei propri limiti e del rischio… Occorre però una metodologia di approccio al mondo ipogeo in cui tutte queste dimensioni, unite ad una solida base scientifica e culturale, consentano allo speleologo di non smettere mai di essere quello che in realtà deve e dovrà essere: il migliore specialista del sotterraneo.

l'incipit
Esplorando le grotte dedicate all’Arcangelo, molti sono stati gli interrogativi che mi sono posto, similmente a tutti quelli che, nel corso dei secoli, mi hanno sicuramente e per vari motivi, preceduto. Le risposte, raccolte in questa Ricerca, che è meglio definire Indagine, sono il frutto di uno studio che è durato alcuni anni e che si è piegato, a volte curioso, a volte perplesso, su molti testi.

Primo Concorso Nazionale di Poesia “San Pio da Pietrelcina e San Francesco D’Assisi”

Scadenza: 01 Settembre 2014
Il concorso è gratuito ed aperto a TUTTI incluse le Scuole.
Regolamento:
Sezione A) Poesia Adulti: inviare una poesia dedicata a San Pio da Pietrelcina o a San Francesco D’Assisi edita o inedita mai premiata ai primi posti in lingua italiana o in vernacolo con relativa traduzione;
Sezione B) Poesia Giovani (riservata alle scuole elementari, medie e superiori): inviare una poesia dedicata a San Pio da Pietrelcina o a San Francesco D’Assisi edita o inedita mai premiata ai primi posti in lingua italiana o in vernacolo con relativa traduzione.
Gli elaborati dovranno essere inviati in due documenti in formato .doc, carattere Times New Roman, di cui uno con indicazione dei dati anagrafici, città, provincia, indirizzo e-mail e dichiarazione di autenticità e consenso all’uso dei dati personali per questioni inerenti al concorso entro la data indicata all’indirizzo: costruiamopresepio@libero.it (farà fede la data e l'ora di ricezione della e-mail). Tutte le mail riceveranno una conferma di ricezione. In assenza di conferma entro tre giorni dall’invio, occorrerà inoltrare nuovamente la mail originaria. Le opere presentate non saranno restituite. I dati personali acquisiti vengono trattati con la riservatezza prevista dalla legge 196/2003 e saranno utilizzati esclusivamente per l’invio di informazioni culturali e per gli adempimenti inerenti al concorso. Il concorso non prevede la cerimonia di premiazione ma l’invio tramite e-mail dell'attestato elettronico e di una lettera con una dettagliata motivazione circa l’autentico valore d’arte o di critica delle opere presentate.
Esito della Giuria: 23 Settembre 2014 per le poesie dedicate a San Pio da Pietrelcina.
Esito della Giuria: 04 Ottobre 2014 per le poesie dedicate a San Francesco D’Assisi.
Saranno premiati: i primi tre autori della sezione A e B. Sono previste anche menzioni e segnalazioni. Ogni comunicazione sarà fatta esclusivamente tramite posta elettronica.

L’Organizzatore del Concorso

Antonio Nicolò

Venafro, Presentato con successo “Sabbia”, il nuovo libro di Iannacone

Una bella serata di cultura in un’atmosfera amicale e di simpatia. È stato presentato sabato 26 a Venafro nella sede dell’Auser il libro “Sabbia” (Edizioni Eva, Venafro, 2014, pp. 80, € 10,00), ultimo uscito dello scrittore venafrano Amerigo Iannacone.
Ne hanno parlato Nicandro Silvestri, Presidente Auser - Venafro, Giuseppe Napolitano, Poeta, operatore culturale; Aldo Cervo, Scrittore, critico letterario; Irene Vallone, Poetessa e la poetessa venafrana Maria Giusti, che fungeva anche da moderatrice. I relatori hanno sviscerato i temi e hanno analizzato lo stile della poesia di Iannacone con interventi approfonditi, taluno a tratti anche toccante.
In sala, un pubblico costituito anche di poeti e scrittori (Maria Cristina Carbonelli di Letino, Antonio Di Filippo, Carmine Brancaccio, Laura Concetta Mauceri) ha seguito attento, partecipe e non sono mancati interventi dal pubblico (Mario Giannini, Carmine Brancaccio).

«Se potessi dare una definizione della poetica di Amerigo, – ha detta tra l’altro Irene Vallone – direi che la sua è la poetica dell’amore, poiché profondo, innato in lui è il desiderio del bene per il prossimo, la semplicità nel porsi, ma di una grandezza tale da disarmare ogni atteggiamento riluttante a comprenderla. Un poeta grande, Amerigo, con l’onestà del cuore e l’affetto di tutti gli amici e i lettori che lo seguono, poiché in lui è la casa della nostra amicizia.»

E Giuseppe Napolitano: «Si può partire da “Fiume di sabbia”, la poesia che rimanda nel titolo al titolo stesso del libro, da questa sommessa e malinconica dichiarazione di poetica dell’esistenza, per esaminare uno dei temi centrali di Sabbia (che è una raccolta equilibratamente bipartita, come a voler segnare un “prima” e un “dopo” – uno sviluppo inderogabile di chi siamo in chi saremo, e finanche non saremo). D’altra parte, quello del tempo è uno dei temi principali della produzione poetica di Amerigo Iannacone: lo scorrere ineluttabile del tempo che tutto consuma, e ci costringe, tutti, a correre inseguendo un futuro che si allontana sempre (“Scavalchi un muro / e davanti un altro e un altro ancora... / ... Ma dove è finito il futuro?”, in “Muri”). Ma il poeta lo sa che queste sono “domande che rubano il presente”, quelle rivolte all’età perduta: “Tanti momenti dove sono andati?” (in “Trent’anni”). Com’era bello avere 30 anni, 40 anni, e come sono lontani quegli anni, 30, 40 anni dopo! Iannacone non è tipo da fare troppe domande, preferisce proporre le sue risposte. Com’è giusto, e opportuno, che un poeta faccia.»

sabato 26 luglio 2014

Trattamento dell'Arteriopatia ostruttiva periferica alla Casa di Cura “San Michele” di Maddaloni

COMUNICATO STAMPA 

L'arteriopatia ostruttiva cronica - provocata dalla riduzione del flusso del sangue lungo le arterie malate - evolve frequentemente nell'ischemia critica degli arti inferiori e può portare all'amputazione. “Sebbene la terapia chirurgica e/o endo-vascolare abbia ridotto l'incidenza di amputazioni, nell'ischemia critica dell'arto inferiore permane elevata (25%) e in aumento, dato l'invecchiamento della popolazione e l'incremento dell'incidenza del diabete”, fa notare il cardiochirurgo Salvatore Senese della Casa di Cura “San Michele” di Maddaloni (CE), dove il trattamento dell'arteriopatia ostruttiva periferica viene effettuato con tecniche all'avanguardia e con esiti entusiasmanti. L'ultima paziente che ha affrontato serenamente l'impianto delle cellule mononucleate, giovandosi subito del trattamento, ha espresso anche il desiderio di raccontare il suo percorso clinico: "Sono giunta all'osservazione dei sanitari della San Michele dopo un iter molto lungo. Ero da tempo sofferente per i danni che il diabete mi aveva causato, soprattutto agli arti inferiori”, spiega la signora L.P., di 71 anni che, dopo diversi interventi chirurgici per una lesione al tendine di Achille della gamba destra, che le avevano residuato una brutta e soprattutto dolente ulcera calcaneare, si accompagnava nella deambulazione necessariamente con un bastone. “Fiduciosa del team medico ed infermieristico della Casa di Cura di Maddaloni, ho deciso di sottopormi all'impianto delle cellule mononucleate. Al controllo ambulatoriale, effettuato dopo circa una settimana dal primo trattamento, stavo talmente bene da dimenticare in un angolo dell'ambulatorio il mio fidato bastone”.

“Da molto tempo è noto che pazienti affetti da malattie vascolari ischemiche tendono spontaneamente a sviluppare vasi collaterali bypassando l'occlusione. L'impianto di cellule autologhe ad alta capacità angiogenica e vasculogenica - sostiene il dr. Senese - rappresenta un nuovo approccio terapeutico nel trattamento dell'arteriopatia periferica (PAD), in particolare nel caso di ischemia critica d'arto (CLI)”.

Il primo momento dell'efficacia terapeutica è rappresentato dal netto miglioramento della sintomatologia ischemica con riduzione e/o scomparsa del dolore nel 60/70% dei pazienti; anche la percentuale di amputazione dell'arto è notevolmente ridotta.



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Per ulteriori informazioni, interviste, invio di materiale è possibile usare i recapiti sottostanti

INFO: Casa di Cura “San Michele” - via Montella 16 - MADDALONI (CE) 81024
tel 0823.208111 0823.208520 0823.208700 - fax 0823.402474 - email info@clinicasanmichele.com | clinicasanmichele@virgilio.it – siti http://www.clinicasanmichele.com/ | http://www.clinicasanmichelesrl.com/

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“VISIONI MEDITERRANEE - Carlo Montarsolo”

Visioni mediterranee 
CARLO MONTARSOLO


3 luglio-3 agosto 2014

Galleria d’arte contemporanea
Museo Nazionale di Cettigne (Montenegro)
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A dicembre un'opera del grande artista italiano proveniente dalla Collezione Farnesina
sarà presente in Svizzera alla restrospettiva sul Realismo

“VISIONI MEDITERRANEE - Carlo Montarsolo” fino al 3 agosto a Cettigne

Numerose le città estere disponibili a ospitare la mostra

INVITO/comunicato stampa 22 luglio 2014



Fino a domenica 3 agosto 2014 è possibile visitare la mostra VISIONI MEDITERRANEE del Maestro Carlo Montarsolo, allestita presso la Galleria nazionale d’arte contemporanea di Cetinje (Cettigne), antica capitale reale del Montenegro, dove in estate - complice l'altitudine - affluisce un cospicuo numero di visitatori.
Curata da Giorgio Agnisola, l'esposizione ha segnato simbolicamente l'avvio del semestre italiano di Presidenza dell'Unione Europea. L'adesione del Presidente della Repubblica all'iniziativa ha suscitato vivissimo apprezzamento da parte dell'insieme delle autorità presenti al vernissage del 3 luglio scorso. Sia la Viceministro della Cultura, Milic, sia il Segretario di Stato agli Esteri, Radulovic, sia ancora i più stretti collaboratori del Presidente Vujanovic e il Direttore del Museo Nazionale del Montenegro, Pejovic, hanno espresso grande interesse e gratitudine per l'onore concesso dal Capo dello Stato attraverso la sua adesione.
La retrospettiva antologica è voluta dall'Ambasciatore d'Italia in Montenegro Vincenzo Del Monaco ed è impreziosita anche dal Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dal logo del Semestre di Presidenza, conferitole per il respiro europeo che la caratterizza.
A Cettigne sono esposti soprattutto oli e disegni, alcuni dei quali di grandi dimensioni, che coprono un arco temporale che va dagli anni Cinquanta al 2005 ed è presente un catalogo trilingue che accompagna la mostra con prefazione dell'on.le Ilaria Borletti, Sottosegretario di Stato al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
Dato il successo dell'evento culturale, Claudia e Federico Romanelli Montarsolo stanno considerando l'opportunità di rendere la mostra itinerante e replicarla in altre importanti città che hanno già manifestato forte interesse ad ospitarla: Sarajevo, Belgrado, Atene, Praga, Oslo, Stoccolma e Il Cairo, per citarne solo alcune.
La partecipazione di Carlo Montarsolo ad un'altra importante mostra all'estero è comunque già in programma. Si tratta della prestigiosa retrospettiva sul Realismo che si svolgerà in Svizzera, presso la Fondation Arnaud di Lens/Crans-Montana, dal prossimo dicembre all'aprile 2015. Tale retrospettiva segnerà l'avvio di un ambizioso progetto di collaborazione culturale tra Italia e Svizzera finalizzato a valorizzare la Collezione Farnesina del Ministero degli Affari Esteri partendo da due importanti opere: il "Lavoratore" di Mario Sironi e l'"Operaio ferito" di Carlo Montarsolo.



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