domenica 12 settembre 2021

Poesia come incommensurabile destino di Carmen Moscariello. Sulla poesia di Giuseppe Iuliano

 


Poesia come incommensurabile destino.

“E’ mio il dolore del mondo”[1]

 

Nascere poeti in terra irpina!

Mettere dei paletti al sentire umano e stabilire che i poeti sono “Irpini” o poeti e basta?

Potrebbe sembrare un interrogativo di poco conto. Eppure la Poesia irpina ha delle fattezze sue che non sono  solo il  mito o la storia, né la  famiglia e basta.

Sono il ricordo della terra e dell’acqua che scorre nelle vene da stratificazioni antiche  di sorgenti levigate e rese basaltiche dalla neve e dal freddo.

Partirei col chiarire  come mai questa terra che balla, che non dona alcuna certezza, che è fatta di pietre e di odori  ha poi  impastato con i suoi castagni, con i suoi valloni, con le sue fragole menti di grande valore, uomini e donne  di incredibile coraggio e onestà, personalità creative, generose e amorevoli? [2]

Ritornando ai poeti, poiché di questi che oggi vogliamo parlare,  e raccontare  delle sorprese e dei doni che l’Irpinia  riserba ai suoi figli. Questa terra ha dato il natale, tra gli altri,  al poeta Giuseppe Iuliano, nativo di Nusco, capostipite per quei luoghi,  punto di riferimento per la generazione della nuova epoca  di poeti,  là dove al massimo ci si aspettava una mediocre levatura, un chiaroscuro di parole di fatti,  di pause in sospensione all’eco, troviamo invece la grande poesia che ci fa godere delle piccole cose “Tantilla”[3], dice il poeta, piccole cose, nascoste,  tra esse, si scorgono ”Un ramo d’ulivo palmo di foglie/frutto e vanto della terra irpina/generosa come madre di latte/stringe intesa e pegno di pace./Necessità a volte ci respinge./ E’ voce contro che restituisce/ fraternità e amore ad antica discordia./ Ha cuore che cela tenebre e rabbia/vergogna, palpiti menzogna. / E’ anima nera che migra dai monti. E disertrice di mare/invoca soccorso ed accoglienza./Ma qui s’affoca senz’acqua /altra morte del Mediterraneo/ di un Sud carovana di nomadi/ che attraversa deserti di coscienza/pozzi secchi a sorsi e brocche di sete.[4]Come quando tra le foglie secche e il fango si trovano maroni, l’oro irpino che nutre quei popoli, tra questi spazi segreti  si rinvengono le essenze delicate che rendono la vita possibile anche lì tra i lupi  e i cinghiali. Questa poesia è corpo, è costruita con elementi naturali, fusi indissolubilmente all’anima. C’è  una  volontà che non conosce piegamenti che sa cogliere le sconfitte. Voglio dire che questi versi lavati e purificati nelle antiche sorgenti del Montagnone hanno da dire al mondo molte cose. Il mondo archetipo dei  padri “saraceni![5]” è qui filato in valorosa sostanza, niente è trascorso invano. Gli stessi terremoti che sono gli incubi di molti che abitano  quella terra, i padri li  sfidano, vi  camminano sopra alle macerie del corpo e dell’anima , sapendo che ci sarà sempre un post fata resurgo : ricostruire per rinascere, per ridare fiato alla creta, alle trombe che oscillano lievi al triste vento. I suoi versi sono, a volte, ispidi,[6] come il sibilo della vipera che ha perso la pelle, non danno conforto, ma ci spalancano  gli occhi sulla vita, non sono  preghiera, ma coraggio, amore per chi resta dietro. Il mondo incrocio di storie e strade/e dei loro intrecci sicuri o allo sbando/Impegna a confuse diverse direzioni./Affanno patisce dubbie sfida superbia/Spesso l’odio/amore esagerato/ spranga l’uscio o spalanca porti di tolleranza/Sospetti e pregiudizio sono germi di rifiuto/negazione di solidarietà e morte solitaria.[7] Non vi sembra che questi versi facciano da eco alle parole di Emilio Gadda :..che le inopinate catastrofi non sono mai la conseguenza e l’effetto di un unico motivo, d’una causa al singolare: ma sono come un vortice , un punto di depressione ciclonica nella coscienza del mondo, verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti….”


La sua poesia sa di riserbo, è stringata,  ripida come le “coste” del SS Salvatore. Il poeta è credente, ma il suo Dio è un maestro di silenzio e di pazienza.: Sfinito, il corpotrafitto che dissangua/asperge e concima le zolle riarse/terra di nessun raccolto/…. Spira di agonia.[8] Non c’è surrealismo nei suoi versi,  anche l’inconscio non occupa molti spazi, c’è, invece  quello che io chiamo un  “nichilismo cristiano” [9]: quel sentirsi piccoli piccoli e discutere, alla pari,  con la volontà di Dio. Egli è un seguace fedele di Cristo, di San Michele (il santo di tutti paesi di montagna, dei paesi poveri , abbarbicati che sono nati per la fatica)porta fiero la sua takuba. Sa essere leale, chiaro, onesto con i suoi amici. Ha i contatti e la stima di  molti scrittori italiani. Da Nusco fa sentire la sua voce, sa che  la poesia è il migliore dei mondi possibili. Crede fermamente nella forza di coesione e di pace che essa possiede. Di fronte a una crisi di civiltà che non ha lasciato scampo a nessuno, neanche per quei paesi scolpiti da duro lavoro, egli chiede che siano rispettati i diritti di tutti, non solo della sua Irpinia, ma di tutto il Sud, sempre più abbandonato e depredato. C ’è un filo che dà una “tramatura” singolare, forte  alla sua poesia, quasi eterna:  è lo spirito politico, del quale egli è convinto e che credo abbia segnato non poco la sua vita, fin dalla prima giovinezza. Ebbene, la poesia è civiltà e dunque perché non affidare ad essa compiti di svolta, di crescita dell’umanità,  credo che i suoi versi non siano solo amara polemica per ciò che è stato disfatto o non è stato fatto, ma tutt’altro, come i grandi padri dell’Irpinia  e i grandi poeti e scrittori della Letteratura Italiana come Verga,  Manzoni, Carducci,  Quasimodo,  si pone con occhi bene aperti di fronte alla realtà, una realtà mai mitizzata, ed elabora le sue strategie di salvezza. E questo non è poco cosa! La sua poesia dunque  è fortemente radicata nei luoghi dove  il poeta è vissuto e vive, gli stessi strumenti musicali vanno dagli animali, alla terra, agli odori, alla neve e all’acqua,  un concerto che non conosce dubbi: E’ ancora sibilo di serpente nascosto:/Urlo di terra-spasimostrazio-/ trascina nel vortice sotterranei presepi/e ferisce i Santi e le cento chiese… che striscia nelle viscere e le rivolta/[10]


Le  macerie costituiscono l’atto di dolore della poesia di Giuseppe Iuliano. Su quelle pietre hanno pianto e piangono donne e uomini in lutto Quel demonio che squarcia le viscere non muore, dà terrore[11].[12] I passi non sono facili, debellare il dolore è una lotta tenace, il poeta si attacca come sanguisuga e non molla: La morte parola sempre viva/scura nera come le vesti degli uomini/era rassegnata metafora/angoscia agonia maledizione:/ Nessun libro di scuola/era memoria di Aquilonia/conta di morte e sorte/all’affanno di terra ai suoi ansimi.[13]

 Iuliano sa descrivere e cantare tutto questo. La fitta sequenza del dolore della storia la troviamo anche nelle opere in prosa  nel tentativo di porre dei punti fermi, come a volerci ricordare ciò che è stato e che i morti non vanno dimenticati. Nelle opere in prosa si esplica più che mai un progetto per il futuro, un agognare la pace, un costruire la pace. Lo scrittore di  Bisaccia Franco Erminio, anch’egli  interessante poeta  irpino, impegnato civilmente, risponde, senza infingimenti, alla domanda che gli viene rivolta sul  come  si viva da quelle parti: “Penso che si viva male e che si tenta a pensare che si viva malissimo. Penso anche che a furia di rappresentarci come vittime non riusciamo nemmeno più a cogliere la lietezza quando arriva. Penso ad esempio alla notizia recente che il governo ha escluso l’ipotesi di collocare qui ( a Bisaccia)una grande discarica. Non ci sono state particolari manifestazioni di sollievo”.

 Io concordo con queste riflessioni: come in qualsiasi altro luogo della terra l’inedia, questa malattia più terribile del covid, attacca molte comunità, compito dello studioso è scuotere gli animi, agire come un vento di terra, togliere il respiro, ma vivere alfine. La  corona di  spine non   impedisce al poeta  di amare, di soccorrere, di progettare, di protestare ad altissima voce, di curare  le crivellazioni subite.

 Certo c’è da dire fino a che punto gli altri  comprendano !

Che sia anche questa  la condanna del poeta, vivere da solo con  il suo dolore e consegnarlo alle pagine dei libri?

Chi sono oggi gli interlocutori della Poesia?

 

Carmen Moscariello

 



[1] Sciami e formiche (dal sottotitolo)

[2]Giovanni  Palatucci, riconosciuto Beato dalla chiesa e Giusto dagli ebrei. Salvò con lo zio migliaia di ebrei ed  è morto nel campo di concentramento di Dakau

[3] “Tantilla” di G. Iuliano, prefazione di Aldo Masullo

[4]Tantilla,,  La mia arca, pg 12

[5] Il riferimento è al poeta Rocco Scotellaro.

[6] Via Crucis, prefazione di Bartolomeo Sorge

[7] Pg 13, Via Crucis.

[8] Come un vecchio salmo, pg 7

[9] Consentitemi l’assurdo!

[10] “Duemilasedici, pg.12Sciami e formiche

[11] Sciami e formiche

[13] Sciami e formichye , Mileenovecentotrenta, pg7

sabato 11 settembre 2021

Dante Maffia "la carne viva di un Sud che non vuole restare nel guado"

 Dante Maffia:Egli è "La carne viva di un Sud  che non vuole restare nel guado" 


Dante Maffia è  un grande della Cultura, il più grande. Ha un cuore generoso, le sue parole vibrano, sono battiti di un cuore che sa amare il mondo, ne conosce ogni spasimo, sa le sue ferite e i suoi dolori. Egli è uno in cui rivivono i più grandi classici.Figlio di quella Magna Grecia che rese immortali i paesi che si affacciavano sulle coste del Mediterraneo. E'  quel mare generoso da dove la cultura dei popoli si è sviluppata e diffusa in tutto il mondo. Un Dio greco che è esempio di umanità e di immensa incomparabile cultura. 

Che cosa è la poesia per Dante Maffia

si adagia nel consenso d’una foglia

snebulata da sé e dal cordoglio
e attestata su creste che non conoscono i rituali
e così si sbambaglia in ciurmose estasi
tra urli deviati e devianti

tra cupole! Sì, cupole sonanti
errabondi singulti basaglieschi”.


“solo la pazzia può avere pienezza di ragione,
il resto è disumano andare
per luoghi sconosciuti,
affrontare le diatribe inutili del piacere,
la sconfinata architettura della parola
che biascica e si dibatte nell’inerzia
del Paradiso Terrestre”.


“L’immobilità era la fase estrema,
ma lei ribadiva ch’era la prima, l’inizio, la certezza.
Non aveva torto.
L’importante è che adesso
non gema nella fossa,
non faccia prediche ai vermi,
non impartisca assoluzioni,
non sfogli il dizionario dei sofismi”.

Ho preso tre passi brevi, soltanto per dare l’idea dello stile, del linguaggio, della libertà assoluta dell’espressione, non catechizzata, non succube degli archetipi, non serva di abitudini ormai vuote e mansuete. La mia irriverenza punta soprattutto a cercare di dare la sveglia ai poeti che ancora cercano la metafora “carina e ben azzeccata”. La Poesia dev’essere interamente una metafora, non a tratti, non a bocconi. E ogni Parola deve centrare l’essenza di mondi in sommovimento, del farsi, del lievito necessario per mettere incinto l’Universo però fuori dai sofismi. Non sfogliare il dizionario dei sofismi!

 

DICONO DI LUI E DELLA SUA POESIA

Pier Paolo Pasolini. “La tua poesia sa di conoscenza, ha il sapore della Calabria antica e Dario fa bene a parlarne con entusiasmo, ammirato anche dalla tua cultura che gli sembra smisurata, anche se lui esagera sempre”.

Italo Calvino. “Ti ho letto con piacere scoprendo via via un poeta che sa essere elegante e forbito”.

Gesualdo Bufalino. “Ho parlato con Leonardo Sciascia per vedere di creare il caso Dante Maffia, anche con l’aiuto di Giampaolo Rugarli che ha proposto l’idea. Non so se riusciremo a farti amare e leggere, come sarebbe giusto, so però che vali davvero, se questo può consolarti”.

Leonardo Sciascia. “Mi fa piacere che tu abbia apprezzato i miei scritti sui poeti dialettali. Cose di gioventù… Per la tua poesia prima o poi verrà fuori qualcosa di buono, abbi fiducia… io sono convinto che tu sei uno dei grandi poeti di cui si parlerà molto; nelle tue parole c’è la carne viva di un Sud che non vuole restare nel guado e vuole liberarsi dalle ombre”.

Gregory Corso. “Mio nonno era calabrese come te, io dunque sono in parte calabrese, sono tuo parente, e ne sono orgoglioso. La generosità dei calabresi è famosa. Nella tua poesia leggo un pizzico d’anarchia che mi fa pensare che tu sei sulla strada giusta, anche se ti consiglio di uccidere i residui fantasmi del passato che di tanto in tanto ti preparano degli agguati, perché sono prepotenti e non ammettono le ragioni del rischio”.

Josif Brodskij. “Ho letto in viaggio, di ritorno dalla Sicilia (dove siamo stati molto bene, vero?) alcune tue poesie, aiutato anche da mia moglie. Mi ha colpito la tua solarità, la tua dovizia coloristica, la tua musica che sento tua e di nessun altro. Sono contento di averti conosciuto”.

 

MAFFIA E I POETI “INFLUENCERS”

Sono onnivoro, ma torno e ritorno all’”Odissea”, alle “Metamorfosi” di Ovidio, alla “Commedia”, alla “Gerusalemme Liberata” e alle “Rime” del Tasso, a Campanella, a Foscolo, a Saba, a Cardarelli, a Sinisgalli, a Gatto, a Baudelaire, a Frénaud, a Lorca, a Borges, a Marina Cvetaeva, senza trascurare i nuovissimi e le nuovissime: verifiche e confronti sono sempre necessari. Tuttavia devo confessare che leggo molti più narratori e saggisti anziché poeti: ovviamente i classici, ma con passione leggo Giambattista Basile, Musil, Sologub, Celine, Manuel Scorza, Miguel De Unamuno, Tahar Bel Jelloun, Yasunari Kawabata, Solgenitsin, Rulfo, Sterne, Cervantes, Buzzati, la Ortese, Bevilacqua (che trovo soprattutto un grande poeta). Mi sono fatto un piccolo angolo nella biblioteca in cui ho messo i cento autori prediletti, l’elenco sarebbe lungo.

Voglio specificare che non amo i narratori cerebrali, i ragionieri della scrittura o i fumisti, ma quelli che si fanno capire senza difficoltà. La linearità e la semplicità per me sono essenziali, sia in poesia e sia in narrativa. Umberto Saba diceva di trovare l’infinito nell’umiltà.

 

Dante Maffìa (1946) fu segnalato da Aldo Palazzeschi e da Leonardo Sciascia che, con Dario Bellezza, lo ritengono “uno dei più felici poeti dell’Italia moderna”. Giudizio condiviso anche da Magris, Bodei, Ferroni, Pontiggia, Brodskji, Vargas Llosa, Dario Fo, Borges. È tradotto in diciotto lingue. Ha vinto i premi: Montale, Gatto, Stresa, Viareggio, Alvaro, Matteotti, Camaiore, Tarquinia Cardarelli, Circe Sabaudia, Rhegium Julii, Alda Merini ed Eminescu.

Il Presidente della Repubblica Ciampi, nel 2004, lo ha insignito della Medaglia d’oro per Meriti Culturali. Il Consiglio Regionale della Calabria, le Fondazioni Spinelli, Guarasci, Farina, Di Liegro e Crocetta, e l’Università di Craiova (Romania), lo hanno candidato al Premio Nobel. Recente il volume degli Atti del Convegno tenutosi sulla sua opera, Ti presento Maffia, a cura di Rocco Paternostro, edito da Aracne (Roma). Ha ricevuto la Laurea Honoris Causa dalla Pontificia Università.

Il sorriso del mare di Nazario Pardini. Rilettura di Carmen Moscariello

 

Il sorriso del mare  di Nazario Pardini

 

Edito da Blu di Prussia, prefazione di Anna Vincitorio, postfazione di Eugenio Rebecchi

Rilettura  Carmen Moscariello

 

Mi è giunto ieri sera, dono graditissimo, Il sorriso del mare.

Un canzoniere d’amore che  ha la delicatezza del vento quando accarezza fin l'ultima foglia e sfoglia il tepore delicato dell'amore, regalandoci una sfera di giovinezza anche a noi lettori , come se avessimo insieme al Poeta vent'anni. E' un non correre, un dolce cercare, ordinare, accarezzare, una scia musicale, costruita su immagini e fili di orizzonti: è l''anfora sacra dalla quale Delia mesce la giovinezza. L’ho letto d’un fiato, appena scartocciato , con una di quelle copertine che fanno sognare: un sole che tramonta nel mare di Torre del Lago Puccini, con i colori tra l’arancio e il grigio. Debbo confessare che nello spazio di pochi giorni mi sono occupata di quattro canzonieri d’amore e di passione e di erotismo, uno più bello dell’altro. Scritti da poeti non più giovanissimi, ma che hanno conservato intatto una delicatezza del sentire, un saper raccontare.

In una delle ultime mail che mi giunse dal Professore Emerito  Aldo Masullo, che insieme a me aveva ricevuto “Parole d’amore Il tuo cantico- il mio canzoniere di Giuseppe Iuliano, oltre a lodare con affetto (così faceva, quando qualcosa lo conquistava), aggiunse “L’amore in vecchiaia è più potente e pericoloso di quanto ci si innamora giovanissimi” Chissà se Nazario Pardini è d’accordo con questa riflessione. In questo libro però c’è l’arcano delicato e misterioso, non il racconto, sarebbe troppo riduttivo: vive come se fosse ora la passione per la propria donna fanciulla, ma la stessa passione forse più intensa dei suoi amori attuali. Di straordinaria bellezza è l’incipit della prima poesia, l’ho letta più volte, l’ho studiata: Mi è passato d’accanto il tuo sorriso/appoggiato alla spalla di un torrente/che lieve scorreva verso il mare./L’ho catturato con la rete da pésca/ e l’ho messo sotto l’abat Jour.

Risplendeva/ come un sole e illuminava la notte/della stanza. Vado spesso sul torrente/con la rete nelle mani, sperando/di catturare altre immagini di te/che in acqua te ne scorri indifferente/al mio bisogno di averti./ Ti prego avvisami quando passi da queste parti, /io sono qui pronto a pescarti. E magari /anche a tuffarmi nel fiume per affogare/con la tua bocca nel cuore.

Che dire, questi versi non mi fanno rimpiangere Petrarca, Né tutti i poeti del Dolce Stil  Novo, né i poeti latini e greci (neanche Saffo) di cui Pardini sa tutto. Quanto candore, forse i Canzonieri che ho letto in questi giorni conservano un tesore che difficilmente le donne di domani potranno godere. Chissà se avranno mai la fortuna di ascoltare parole (sono importanti le parole dettate dal cuore) che diventino un abbraccio di luce di speranza, di sogni.

La bella recensione di Anna Vincitorio (spesso Pardini affida le sue opere a una donna) ci apre molte porte:”… Anche la musica è realtà che accompagna e la primavera diverrà fonte di vita. E ci sarà sempre una Delia nel tempo e fuori del tempo, anche se vagheggiata a illuminare i giorni o lo spazio di un poeta.”

Il poeta prova a dare risposte convincenti sul senso  dell’amore, sconvolgendo l’orologio del tempo, mettendo la storia come un’elegante e unica seta fiorentina  per coglierne ora, ancor più che ieri, tutta la bellezza, tutta la sensualità, la timidezza tenera come le rose di maggio delicate, morbide profumate. Tutto è avvincente, come sanno fare solo i Poeti, c’è un torrente di immagini che si afferrano, si aprono, ci parlano, ci raccontano una favola bella “che ieri ci illuse, che oggi ci illude, o Ermione. Così l’amore è il vento, è la malinconia  di Chopin  o la serenata di Schubert, o il coro a bocca chiusa di Puccini.  Ed ecco il suo amico Puccini al quale il poeta al tramonto, sotto la Torre,  racconta i suoi amori e aspetta che il sole sia inghiottito dal mare, nell’attesa di splendide albe e nuovi orizzonti.

Carmen Moscariello

 

lunedì 6 settembre 2021

Angelo Maria Ripellino "Vivere"


 Vivere è stare svegli

e concedersi agli altri,
dare di sé sempre il meglio,
e non essere scaltri.

Vivere è amare la vita
con i suoi funerali e i suoi balli,
trovare favole e miti
nelle vicende più squallide.

Vivere è attendere il sole
nei giorni di nera tempesta,
schivare le gonfie parole,
vestite con frange di festa.

Vivere è scegliere le umili
melodie senza strepiti e spari,
scendere verso l’autunno
e non stancarsi d’amare.

[Angelo Maria Ripellino, Poesie. 1952-1978, Torino, Einaudi 1990, p. 21]

Premio "Tulliola- Renato Filippelli"


Prego i vincitori e i segnalati di farmi avere conferme sulle loro presenze. Grazie, La presidente









Carmen Moscariello

venerdì 23 luglio 2021

Poeti contro la mafia "Come riconoscerli"

 Come riconoscerli?

stanno troppo vicini a chi respira profondo in pieno giorno
e simulando pienezza non si fanno riconoscere
ma quando l'aria viene meno
le froge non fremono e s'accasciano svuotati
animali a sangue freddo per troppo sole essiccati
come riconoscerli?
esangui e senza sale sbavano ai colpi
della bassa macelleria e non sono svezzati
e succhiano rovistano aprono porte fanno rumore
sono affamati
hanno la mano rapace
un braccio più lungo e uno più corto
per spillare meglio quello che più gli piace
senza mai sollevarsi di terra
lesti calano a spegnere lo zolfanello che barbaglia
e a quel soffio s'ammorba la vita
si riconoscono alla zaffata
animali di merda per non cedere nulla
fanno di sé la massima cloaca
vento e gelo a queste anime minchie
che a occhi chiusi slappano
sulle ricchissime natiche del campo ingermogliato
scracchiando lordura
rompono i recinti e fuoriesce l'impeto di bestie
calde e maleodoranti che il gelo non raffrena
e scozzando contro l'aria zoccolano verso dove non sanno
ma nell'inseguimento la bestia sono io e non m'affreno

Jolanda Insana, Poeti contro la mafia.

mercoledì 21 luglio 2021

 


Vincitori Premio “Tulliola-Renato Filippelli” 2020- 2021. XXVII Edizione

Premio insignito di medaglia dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per gli alti meriti culturali.

Possono partecipare solo libri di opere edite, no fotocopie.

Il Premio è dedicato alla memorio del Poeta Renato Filippelli. Una voce limpida e indimenticabile  della Poesia contemporanea.
Con il suo insegnamento ha tanto inciso sulla formazione di  migliaia di giovani.



Le giurie sono state presiedute da Dante Maffia Il Poeta- Scrittore-Saggista  più importante  del Panorama culturale del XX secolo, la sua arte dello scrivere e del pensare è apprezzata non solo in Italia e nei paesi europei, ma in Giappone, America, Spagna, Stati Uniti,  India.

Le Giurie, sia quella italiana che quella straniera sono state formate da nominativi di grande valore culturale e morale. Molti sono scrittori, poeti, artisti, professori di prestigiose università del mondo, giornalisti. Responsabile per la sezione stranieri è stata la Poetessa Claudia Piccinno. 

 Giulia Fera ha coordinato  il Premio per gli inediti (non soggetti a premiazione poiché non c'è una sezione prevista e  ha curato la veste grafica delle schede del Premio.








GIURIA STRANIERI:

 

 

1- Mesut Senol   insegna a Yedetepe University- Istanbul- Turchia

2- Raed Al Jishi   insegna chimica al college in Arabia Saudita

3- Claudia Piccinno docente scuola primaria Castelmaggiore(Bo)

4- Milica Lilic  Professore  in pensione, vive a Belgrado

5-- Hilal Karahan, medico ospedaliero- Turchia

6-Oscar Limache- docente Trilce college, Lima- Perù

7- Gino Leineweber- editore ad Amburgo- Germania

8- Santosh Alex- assistente capo Ufficio tecnico presso il central institute of fishery technology, Cochi –India

GIURIA ITALIANA:

 

Giuseppe Trebisacce;

Michele Urrasio;

Lorenzo Spurio;

 Gianfranco Iodice

 Domenico Pimpinella,

Claudia Piccinno,

Mimma Filippelli,

Giulia Fera;

Peter Michael Musone;

 Francesco Pungitore;

Paolo Saggese;

Giuseppe Iuliano;

Carmen Moscariello.

 

 


Vincitori Stranieri


C

Vincitori sezione poesia straniera Lingua tedesca- prosa Albrecht Classen book- Wildgewordenes Amerika Lingua tedesca- poesia Čabaravdić-Kamber Emina book:Das Buchstabenspiel- Poetisches Intermezzo Lingua inglese- poesia _Alicja Maria_Kuberska Not my poem- Inowrocław 2015 resident Poland Lingua turca Ali Günvar book : SONELER resident TURKEY Lingua Macedone- poesia Daniela Andonovska-Trajkovska book "Electronic Blood“ Republic of North Macedonia Lingua serba- poesia Borche Panov residente nella Repubblica del Nord Macedonia book "Brijanje balona" Arabic Language Country: Syria Book “ 30daqeqa fe hafela mufkhkha ثلاثون دقيقة في حافلة مفخخة “ “ Poet : Manahel Alsahoui Country: United Arabic Emirates Book “alrabia alarie - الربيع العاري “ “ Poet : Adel Abbas Mahdi Alkhazzam City :Dubai Country: Palastine Book “ aerny intbahk ayoha al-ghreeb - أعرني انتباهك أيها الغريب “ Poet : AMAL ISMAIL MAHMOUD ABDALLA City :in – Ras al- khaima - UAE Country:Yemen Book “ heyl - حيل “ Poet : Maysoon Abdul Rahman Yehya Al Eryani City : Sana’a Country:SaudiArabia Book “ Tfaseel Al-Faragh - تفاصيل الفراغ " Poet :AHMED MOHAMMED ALZAHRANI Lingua spagnola Spanish language Author: YURAY TOLENTINO HEVIA Residence: Cuba Book of poetry: Puertas, boleros y cenizas Editorial Primigenios, Miami, Florida, EUA.

 
 
 
 


 


 


 

Sezione Poesia

Il vincitore assoluto del Premio è stato

1)Marco Onofrio con l’opera “Anatomia del vuoto”, Editore La vita felice;

2)  Giampaolo Mastropasqua con “Ologramma in la minore. Accordatura orchestrale 432 HZ” Caosfera Edizioni;

3) Carla De Angelis, “Fra le dita una favilla sembra sole”, Fara Editore;

3) A pari merito Rosario Avene con “Accade” Genesi Editrice;

3) Giampaolo Anderlini con la silloge “Distopie”, Fara Editore;

4) Emanuela Dalla Libera con “Sedimentare il tempo”, Gilgamesh Edizioni

4)Maria Gabriella Cianciulli con “Echi di Maggio” Delta3 Edizioni;

Tra i poeti segnalati  (non saranno premiati):

Chiarelli Lidia ”Immagine e poesia”Cross Cultura;

Di Stefano Gianluca con “Bianco e rosso è  e lo stesso”, Fermenti Ed.;

Bottaro Giovanni “Verso l’epilogo” Ed. Prometheus;

Gardini Sonia “III classe al narrapoetando. Haiku” Fara Editore; Valeria Serofili “Taranta d’inchiostro “, Oèdipus.

La Giuria ha deciso di assegnare il  Premio della Critica  al poeta-scrittore  De Simone Palatucci Antonio per le opera “Poesie e altro” e per “Giovanni Palatucci Epifanie poetiche, documenti e testimonianze” La Scuola di Pitagora Ed..

La Giuria ha deciso di premiare fuori concorso la silloge di poesie “Improvvisi…”Editore Blue Moon, Autori gli alunni della III A  del Liceo Classico R.d’Aquino –Nusco. Gli alunni sono stati guidati dalla Professoressa Antonella Prudente, alla quale va l’encomio di tutta la Giuria.

La Giuria  premia fuori concorso per l’attualità e importanza dei temi trattati, per gli arguti e precisi studi  l’opera “Eugenetica e biodiritto : uomo immagine e somiglianza di chi? “ di Amato Michele Iuliano, Delta Editore.


Premio Per la Legalità e contro le mafie:



Vincitore in assoluto per questa sessione è “La Terra rossa” di 1)Santo Gioffré”, Rubettino Editore;

2)Angiulli Saverio ”Oltre la paura. La mafia teme chi non la

Teme” Santelli Ed.

2) A pari merito “L’altro casalese” di Paolo Miggiano;

2) Domenico Pujia con  “I giorni dell’odio”, Edizioni Montag;

Sezione Narrativa

1) Michela Marano “Dialoghi sotteranei”, Europa Edizioni;

1)A pari merito  “La spilla di Isabella” di Loretta Mozzoni e Paola Duca, Kimerik;

Secondi a pari merito

2) Carlo Bramanti “Fiori di mandorlo per la ragazza fantasma ”, Casa Editrice Kimerik;

2) Michele Manna.” I piani inferiori della luna”, Ensemble

A pari merito:

3)Casali Vittorio “Pensieri e racconti” , Gangemi editore;

3)Giovanni Sanperisi  con il romanzo “Luce”, Casa Editrice BooK Sprint;

3)Daniele Vriale “L’ultimo passo”, Porto Seguro Editore;

5) ex aequo Ciceri Mariadonata “Miao….L’investi Gatto… “ibiskos

 Ulivieri.

Segnalati (non saranno premiati 4) Brown –Liz Chester “”Io sono una famiglia”, Il gabbiano;

5) Maiorana Salvatore con “Anima”, Edizione  Tracce;



Sezione saggistica edita

1)Luigi Siviero “Grant Morrison”, Eretica;


1)ex aequo “Diario del nostro tempo sospeso” Edito da Associazione Mafalda Donne Trento ;

1) exaequo Iannuzzi Vincenzo “Il progresso dell’umanità storica: attualità” Elison Publishing;

2)Bardanzellu Federico, “Gli antenati che vennero dal mare”Faro Ed.

 Segnalati (non saranno premiati)

3)Amati Roberto, “Storia dell’integrazione europea in 2500 anni”, Autopubblicato;

Russo Giovanni,” Margherita Candia”Edito ONLUS San Bonaventura;

La giuria ha deciso di premiare fuori concorso  : il Poeta Giorgio Moio per “Segni sparsi e dispersi” Poesia visiva/Visual Poetry;


 



Inediti (il concorso è solo per opere edite, quindi non saranno premiati, poiché il Premio non prevede questa sezione. Comunque sono stati letti e La responsabile Giulia Fera ha creato questa graduatoria, approvata poi dalla Giuria

1) Aceto Aurelio “L’anima Galvanica” .

2) Il pianoforte di Blunda Antonio (racconto breve inedito);

 

3)Metamorphosis di Cimino Giuliano (poesie inedite);

 

4)  De Biase Daniela (poesie inedite).

 

La Giuria ha deciso di premiare fuori concorso il Poeta Nazario Pardini per la pubblicazione di tre antologie (3000 pagine) “Lettura di testi di autori contemporanei”, Universal Book, un’opera cosmica di assoluta bellezza, di incorruttibile valore   storico;

 Carla Celletti e Bruno D'Andrea per aver dedicato con passione la loro opera non solo all'Accoglienza , ma con la loro attività alberghiera hanno rispettato i luoghi, rendendoli più belli e accoglienti di quanto la Natura ha donato,  facendo di  Formia e Gaeta  un simbolo di eleganza e perfezione, ne è esempio il Ninfeo le cui acque limpidissime costituiscono un angolo di paradiso;

Marcello Carlino Lo scrittore, critico esperto d'arte e di letterature viene premiato per l'opera magna  "Cinque anni con Dante" Cinque volumi dedicati al grande poeta , pubblicazioni dal dal 2017 al 2021: Centro Studi Sorani "Vincenzo Patriarca": vol.1, La funzione della metamorfosi;vol. 2)La similitudine nell'architettura della commedia;vol3)Arti a convito;vol4)Mostri e diavolerie; vol.5)L'attualità della Divina Commedia;

 Lilly Brogi per la sua opera “ Miracoli”, Gangemi Editore.

 Un’opera in filigranata che racconta la speranza della vita, esorcizzando  il dolore. Scalza ogni dubbio sulla presenza di Dio accanto all’umanità sofferente.

 

 Ileana Tudor Specialista in Ematologia, Specialista in Laboratorio Clinico, Docente in Medicina Interna, lavora come medico specialista in Onco Ematologia, autrice di numerosi scritti scientifici e letterari.

Le scelte formulate dalla Giuria Italiana e straniera sono inappellabili, i libri non saranno restituiti. 

Non saranno spediti i premi agli assenti.

Si precisa che per la cerimonia di premiazione presso il Senato non si potrà entrare senza green pass e mascherina. E' obbligatorio un abbigliamento consone alla bellezza e sacralità dei luoghi. Per entrare bisogna essere inseriti nell'apposito elenco che sarà consegnato al Senato  prima della manifestazione, per questa ragione chi ci tiene ad essere presente dovrà farlo sapere prima alla sottoscritta che compilerà il suddetto elenco dei presenti. In merito a quanto sopra saremo controllati tutti ,uno per uno. Chi manca di questi requisiti non potrà entrare.

 I vincitori riceveranno una targa, i segnalati un diploma.

La  Presidente del Premio

Carmen Moscariello