martedì 8 ottobre 2024
giovedì 3 ottobre 2024
Gherardo Gambelli Alfiere di Dio. Opera dell'Artista Lilly Brogi
Gherardo Gambelli Alfiere di Dio
Di
Lylli Brogi
Prefazione di Peter Michael Musone
Volume solidale
Considerazioni
di Carmen Moscariello
Alleluia ,
Alleluia!
Un grande
evento a Firenze, un parroco missionario fiorentino, una persona innamorata
degli umili è stato eletto da Papa Francesco Arcivescovo di Firenze. Anch’egli
come Papa Francesco e San Charles de Foucauld considera il mondo popolato da
“Fratelli”.
“Fratelli tutti” un insegnamento che è già
stato di San Charles De Foucauld ed ora di un missionario che è stato per 11
anni in Ciad, qui occupandosi di bambini e di malati, ha assistito i carcerati di
Sollicciano a Firenze. La sua vita l’ha spesa a costruire Ponti tra le nazioni
e le chiese diverse, dialogando, parlando , cercando insieme la via della pace
Uomo seguace della Croce di Cristo, che ama il
prossimo in particolare i più bisognosi di accoglienza, è stato nominata da Papa Francesco all’altissima
carica. Un popolo in gioia che rende grazia a Dio per il
divino dono. Bellissime le pagine del libro che raccontano la
“Vestizione” di Gherardo Gambelli nel meraviglio Duomo di Santa Maria Del Fiore
il 24 giugno , giorno di San Giovanni.
L’Artista
Lilly Brogi con un breve scritto ha voluto comunicare al mondo intero la gioia
della comunità fiorentina. Un parroco che Lei ha conosciuto che ha tenuto tra
le braccia la sua adorata nipote Teresa.
Il libro è un ringraziamento a Dio e al Papa Francesco per la grazia
ricevuta. E’ un’opera intensa di affetto e di gioia un voler partecipare alla
Chiesa di Dio ed esaltarla per la cornucopia di bene con la quale ricopre il
mondo. Segue una biografia chiara e precisa per l’arcivescovo e una dedica d’amore e di assoluta fiducia.
L’uomo scelto dal Papa è un uomo giovane che già ha fatto molto per i popoli
più poveri, ha operato con il suo Magistero oltre che a Firenze, tra la gente
del Ciad al quale ha dedicato ogni sua cura portando la parola di Dio.
Nella
seconda parte c’è un canto all’America : “Ameriga, Ameriga” che è nel contempo
un simbolo di libertà e speranza, ma anche di ricerca di fortuna come lo è
stata per moltissimi emigranti. Le
ottave trovano espressione artistica anche nei bellissimi disegni in china di
Lilly Brogi che animano il libro.
Nel libro c’è
un tracciamento spirituale dedicato alla nomina dell’Arcivescovo Gherardo
Gambelli che rappresenta la Strada di Dio, dall’altro un percorso accidentato che riguarda le speranze umane per l’”Ameriga”, perché
per molti questo Paese –Gigante è stato ed è speranza di libertà, ma l’autrice
non sottovaluta i limiti e gli egoismi: “Tu grande così bella, così disumana”
oppure: “Il sogno americano svanisce”.
L’opera è
molto interessante e attuale, da un lato l’immensità dei santi della chiesa e
l’autrice con precisione certosina elenca i grani patriarchi e papi che la
città di Firenze ha donato al mondo, con una citazione splendida riguardante un
grande uomo e un grande Santo come
Giorgio La Pira, dall’altra questa operetta in ottave, quasi teatrante,
una ballata direi, che pur nei suoi dolori, rimane esempio cristiano di
umanità, o quantomeno, di ricerca di umanità.
Anche
l’Europa in quest’opera è protagonista di umanità contro “gli orribili sogni perduti” , le storie affannose degli emigranti e di chi ha fatto del dollaro
la sua unica ricerca di vita.
giovedì 26 settembre 2024
ALDO MASULLO . L'Arcisenso.Dialettica della solitudine ovvero il senso della vita
L’arcisenso.
Dialettica della
solitudine. Opera di Aldo Masullo Quodlibet Studio.
Rilettura di
Carmen Moscariello
Il vero
senso della vita
“L’Arcisenso”
è un viaggio che pone come uno dei suoi
obiettivi quello di sfuggire all’esilio
della coscienza dall’’uomo, è l’ascensione della bellezza, è il segnale di
liberazione della terra dall’orrore della sua fine. L’Emerito Professore
Masullo in un percorso trepidante ci conduce all’incontro di un silenzio metafisico che si traduce in un
‘attenzione strenua alla vitalità della coscienza, a un incontro del sé nella
sua più alta bellezza e solidarietà. L’epicentro dell’opera è un girasole che
vuole portare la luce là dove le tenebre potrebbero divorare il mondo. L’occhio
del filosofo scruta attento l’esterno e l’interno dell’uomo e procede per riordinare
la storia, concentrando la sua analisi su aspetti fondamentali del percorso
umano. Sgomitola con lemmi esplicativi
le categorie della vita, partendo dalla paticità (L’intoccabile tocco) ossia
dalla tensione emotiva del sé che permette all’uomo di sentire nel più profondo,
prosegue con il dolore (La scelta di Chirone), la solitudine (Leopardi, sentire
corporalmente il pensiero), il silenzio (L’”indecenza della parola”), la
Sapienza, (Nel relativo è la salvezza),
La Grazia (Il repentino della poesia). Rimane fondamentale al suo pensiero
l’intersoggettività, ma in quest’opera il Perturbante va molto oltre, il suo pensiero filosofico
così frenetico di analisi e riflessioni è, qui, percorso da incommensurata
umanità: quasi padre che prende per mano i suoi figli perché non si perdano: se gli alberi non fossero /e tutto il mondo
muto delle cose/che accompagna il mio viver sulla terra,/ io penso che morrei di solitudine/Or questo
camminare tra gli estranei/questo vuoto d’intorno m’impaura/e la certezza che
sarà per sempre./ Ma restan gli occhi crudelmente asciutti. Questi
endecasillabi di Camillo Sbarbaro ci
mettono di fronte a quanto sia grande la separazione tra gli uomini, cosa
ampiamente analizzata, quasi spolpata dal Professor Masullo, perché nulla venga lasciato al caso, ma il
filosofo va oltre il poeta, la sua grande
sfida è stata e rimane l’urgenza di espiantare
il gelo che esiste tra gli uomini, gelo che si trasforma in violenza, guerra,
bestemmia. Per farci comprendere ancor meglio il Professor Masullo si serve per le sue esplicazioni di alcuni versi dell’inconfondibile amato
Fernando Pessoa che ci descrive gli ultimi attimi di un condannato a morte: C’era una rapida storia /nello sguardo che
ha fine…/Bella donna della memoria …/E con la benda annodata , /quella improvvisa pressione/ gli ricorda il gesto e quando
egli lieve,/ di dietro il viso e l’altra mano/pose su quegli stessi occhi.
Breve/quando stava così nel silenzio. La proposta dei versi di Pessoa
serve a meglio introdurci nella paticità,
per portarci in una codificazione del repentino rappresentato nei versi di Pessoa da quella lieve carezza sugli occhi che fa
ricordare al condannato, la carezza ricevuta da una donna, un fatto, forse
lontanissimo e che niente ha a che fare con quanto sta accadendo . ….il repentino che ci “toglie terreno sotto i
piedi”, e ci “fa precipitare, fa crollare il presente ma non il suo corredo di
futuro pedissequo, che in un modo o nell’altro riprenderà il suo inveterato
passo interrotto. All’opposto, quel repentino che nell’eternità dell’istante innalza
“al settimo cielo”, sul limite del tempo e del determinismo causale, come in un
lampo fa intravedere un’altra via, tutt’altra da quella finora percorsa… la
grazia è repentino irrompere liberatorio nella vita degli uomini. Vengono da
essa distrutte pigre resistenze e spazzate via ingombranti macerie: si annuncia
finalmente non impossibile che una nuova libertà vinca la necessità
dell’ossessivo ripetersi. Di autentica bellezza ed eleganza sono queste
pagine del Perturbane come pure quelle dedicate
alla Poesia che altro non è se non la Grazia, una strada importante che ci fa
sentire la nostra coscienza, le nostre emozioni, ci permette di arrivare
all’epicentro del vivere, lontani dalle seduzioni e dagli inganni, ci fa accedere all’l’Arcisenso, ossia al vero
autentico senso della vita, una vita lontana dalla superficialità, non
abbrutita dagli egoismi, che la
coscienza vibri in noi come una scossa
elettrica che ci riporti alla luce. Il repentino e il lungo meditato guardarsi dentro
di sé in ore di approfondito silenzio, ore di solitudine che si traducono in colloquio
con se stessi e con il prossimo, tese
alla riconquista del sé e del prossimo sulla
tastiera del bello, dell’onesto, della pace, se non della felicità. In verità
Aldo Masullo usa quest’ultimo termine
con molta parsimonia, il suo pensiero in eterno movimento tende verso questo Infinito che è il sentire e
toccare l’anima, rinascere ogni ora e
vivere la nitidezza dell’universo. Il libro ha tanti percorsi, il suo studio ci
permette di inoltrarci in un bosco tenebroso e poi pian piano scoprire gli itinerari del pensiero che ci portano a
percorrere la strada del pensiero pensante
che si trasforma in luce, ci libera permettendoci di ascoltare tutte le forze che vanno a definire
una sinfonia d’archi, una narrazione in poesia della filosofia, un liberarsi
dalle paure e ascoltare la propria unicità, scansando i totalitarismi e la
massificazione del sé. Non a caso la
presentazione dell’opera, avvenuta presso la Feltrinelli di Piazza dei Martiri
a Napoli è stata nelle sue strutture, finanche negli aspetti stilisti formali
rielaborata da grandi professori, quasi tutti discepoli del Perturbante. La vita,
l’opera, il pensiero di Masullo si concretizzano nell’esempio della sua vita,
instancabile pronto a lavorare per gli amici che stima, a mettere il suo pensiero e la sua arte
educativa al servizio di chi vuole
apprendere il vero, autentico in ogni sua manifestazione umana e di pensiero:
tutti lo amano, non a caso, per molti di noi Egli è fonte inesauribile di
bellezza e speranza. Il pubblico (la sala della Feltrinelli straripava) lo ha acclamato con amore, riconoscente di tutto
quello che ha dato e che ancora darà (questa è l’ottava opera pubblicata dal giorno del suo pensionamento).L’ incontro
ha avuto come suo protagonista anche il
dolore che nel suo dinamismo è superabile e nel contempo insuperabile, perché
si ripropone in veste sempre diversa sui
binari del tempo che intanto ha valore solo se interpretato nel “Sé”. Alla rabbia del tempo, del nostro tempo in
particolare nello scontro dell’uomo contro l’uomo, fenomeno sempre più doloroso
e invadente, il prof. Aldo Masullo contrappone la ricerca e la ricchezza di una
vita interiore da trovare nel silenzio dell’anima e nel rapporto costruttivo
con il prossimo. Rapporto che non deve essere un vuoto ciarlare, ma pensare
insieme per trovare e percorrere la strada della verità. Il percorso della filosofia non è altro che rispondere al bisogno di
chiarezza, aiutata nell’esplicare il valore dell’Arcisenso dalla poesia che
permette alla tragedia del vivere di trasformarsi in gioia di vivere.
Importante è la società in cui l’individuo cresce, il Prof la distingue in
società calda e società fredda. Crescere in una società calda dove l’individuo
è tenuto in conto per la sua umanità e cultura, è curato e coccolato, dove i
sentimenti sono espressi nella loro pienezza, onestà, bellezza è un presupposto
per stare bene con se stessi e con gli altri un inizio di cambiamento dove si
possa finalmente vivere non distrutti dall’ansia di essere o di possedere. Non
che sia facile dare vita a una coscienza
armonica, bisogna non far spegnere mai l’urgenza della vita, ella deve avere
sempre un senso costruttivo, l’uomo d’intelletto, colui che conosce la strada del sé che è
strada di conoscenza e analisi non può che dare, donare agli altri. La mente
patisce il proprio essere, patire significa sentire il proprio essere e approdare all’Arcisenso che è capacità di ascoltare e amare
se stessi, ma anche rispettare e aiutare l’altro uomo. In questa strada di
chiarezza si immette la poesia che è grazia, pagine intense sono dedicate al
Leopardi, il grande poeta patisce il senso di sé e nel contempo patisce per i
suoi simili. Nella tensione verso il sé l’uomo si magnifica, diminuisce le sue
sofferenze e fa in modo che diminuiscano anche le sofferenze degli altri
uomini. La precarietà delle cose, la mutevolezza dell’essere , “non ci si può
bagnare due volte nella stessa acqua” l’insicurezza dell’essere portano l’uomo
ad inabissarsi, a sperimentare la precarietà come dolore e non senso, “la
coscienza diviene così contingenza straripata”.(Emmanuel Lévinas,
L’evasione1984).Empedocle stesso suggerisce
la conclusione appropriata. Egli chiama Grazia “ l’amica delle Muse”. Il luogo
della grazia non è pratico, cioè teologico, o giuridico, o politico, o etico, bensì
puramente estetico. E’ la bellezza, proiezione oggettiva della poeticità. In un
recentissimo libro autobiografico, una giovane coppia di ipertecnici informatici
narra l’avventura vissuta. L’uomo, investito da una traumatica diagnosi di
cancro al cervello, un giorno, repentinamente, decide di lottare e chiede alla
compagna di aiutarlo a rasarsi, alla maniera punk, come un guerriero moicano. Lei
ora scrive, la parola del repentino che innalza: Quel giorno qualcosa è
cambiato. Eravamo stati investiti dall’onda fortissima della malattia, e dal fondo
iniziavamo a risalire verso la superfice…Una consapevolezza si apriva nel mio
cuore: non la molle speranza di un lieto fine, ma la certezza che la bellezza
non ci avrebbe abbandonato. La stessa bellezza capace di sbocciare lì dentro
l’anonimo bagno di un ospedale.[1] Questo riferimento chiaro e intenso e le
altre molteplici motivazioni che nella
recinzione accorta rendono l’opera profondamente godibile e soprattutto ricca
di una umanità palpitante. Il pensiero del Professor Masullo, pur così logico, costruito stilema su
stilema per arrivare alla verità, ha un conturbante procedere su una linea di
confine che ci porta gradualmente su binari espressivi che ottengono quello
scuotimento e dritti nidificano nella nostra anima e ci rendono partecipi,
quasi un palcoscenico che si apra anche per noi per godere il più bello che la vita ci può sempre
donare in qualsiasi attimo inaspettatamente. Leggere quest’opera significa acquisire
maggiore consapevolezza per la propria vita, si sente dentro un vento mobilissimo
capace di scuotere gli uomini condannati
all’immobilismo o a una velleitaria “felicità”.
martedì 24 settembre 2024
L'Ordine dei Passionisti lascia il Santuario della Civita.
I Passionisti lasciano La Civita
Di Carmen
Moscariello
Un dolore, un senso di smarrimento!
Chi scrive
ha frequentato con la sua famiglia il Santuario della Madonna della Civita a
Itri.
Un eremo un
luogo del Silenzio e della Preghiera.
Lì ho
conosciuto grandi immensi monaci.
Il primo che
rimarrà sempre nel mio cuore è Padre Daniele di Gesù Crocifisso. Sono stata “la
sua figlia prediletta” così diceva Padre Emidio, Rettore per quasi trent’anni
di questa struttura avvolta dai monti scarni emersi dal mare e che raccontano
al viandante di sirene e di cavalli marini. Padre Daniele è stato un grande
missionario, l’Ordine gli aveva chiesto di tornare in Italia per un compito
ancora più grande. E’ stato un salvatore di anime, un consolatore degli
afflitti. Ha accolto nel suo umile confessionale migliaia di umili e potenti. La sua parola ha consolato tutti e raccolto e custodito le lacrime che gli erano affidate.
E’ MORTO
QUALCHE TEMPO FA.
Dopo il suo
funerale che fu l’esplosione della Grazia, c’erano forse cinquanta dei suoi
confratelli che con preghiere e canti poderosi lo accompagnarono alle porte di san Pietro
che gli aprì il Paradiso. A lui ho dedicato alcune delle mie opere poetiche.
Quando Padre Emidio invitò me e le mie figlie alla messa del trigesimo che si
tenne nel frusinate, mi disse che Padre Daniele aveva lasciato in eredità per
me le sue piccole, sacre cose:il suo Crocifisso di Passionista che l’aveva
accompagnato nelle foreste del Brasile, e un quadro raffigurante San Gabriele
dell’Addolorata (Padre Passionista: “Il Santo Ballerino”). E’ stato il mio
Padre Spirituale, mi ha fatto comprendere chi è Dio e come bisogna amarlo.
Padre
Emidio è stata una grande guida per le milioni di persone che visitavano il
Santuario e per i suoi confratelli. Un uomo di grande fede, un teologo
raffinato e profondo. Non ho mai sentito
alcun religioso esporre la parola di Dio con una sapienza agostiniana. Ho
dimenticato di chiedergli le sue omelie
prima che partisse!. Voglio dirvi che quest’Ordine Religioso ha segnato una storia di civiltà dei paesi posti come grappoli d’uva sulle scogliere del
Sud Pontino e in tutto il frusinate. A Padre Emidio si deve la costruzione di
un’enorme biblioteca, la custodia attenta e amorosa del “tesoro “ della
Madonna, intendendo con questo termine tutto ciò che riguardava il Santuario,
il restauro di tutto il Santuario, la costruzione di un convento predisposto ad
accogliere anime consacrate. Anche l’ascensore che porta all’altare, costruito
per chi ha problemi a salire le tante scale, è un
dono suo.
Per me, per la mia famiglia, i Passionisti e il Santuario della Civita sono stati pietra miliare nelle nostre umili esistenze. Lì si sono sposate le miei figlie con la benedizione di Padre Daniele. Il mio primo nipote, a Suo onore e a nome di tutti i Passionisti si chiama Giuseppe, Daniele, Gabriele, è sotto la Sua protezione, guidato dal suo amore, sono convinta che un briciolo del suo divino si annidi nel suo piccolo cuore. Con queste poche parole voglio rendere omaggio alla Grazia di Dio, Grazia della quale abbiamo goduto tutti.
L’augurio
è che i luoghi conservino la loro
sacralità. L’Ordine dei Passionisti è molto severo e ci
ha insegnato che con Dio non si scherza!
La Civita nasce come eremo e così deve
rimanere.
Sa parlare con Dio, con le montagne e con i pellegrini che la raggiungono ricolmi di fede. Le montagne intatte levigate dal sole e dalle mandrie di cavalli che occupano per intero i sentieri del Santuario, senza lasciare spazi per il viandante, sono l’eredità che i Passionisti ci lasciano. Chi scrive ha raggiunto a piedi più volte il Santuario. Erano esperienze che mettevano a contatto con Dio, sembrava che ad accompagnarci fosse la stessa presenza della Madonna. Sona andata centinaia di volte da sola, a piedi, sulla strada del Calvario, arrampicandomi in compagnia dell’alba che si estendeva tra mare e monti, ma anche con colleghe di scuola che oggi non ci sono più come Flora Bellotti e Rachele Amabile. E' stata Flora Bellotta a guidarci, (con tutti i colleghi del Magistrale "Cicerone"),le prime volte, a piedi sul Santuario.
Era un tempo di preghiere, di giovinezza, di amicizia, di grande fiducia in Dio e nel prossimo. L'augurio è che le preghiere dei monaci passionisti ci accompagnino e ci proteggano rendendoci migliori e sempre più vicini a Dio.
Il nostro pensiero d'augurio e d'affetto va anche a Don Adriano di Gesù, un sacerdote giovane,devoto alla Madonna del Colle e all'accoglienza dei pellegrini; ha già guidato con amore e dedizione la comunità cristiana di Lenola e svolto compiti importanti per la crescita del Cristianesimo e per lo sviluppo civile dei luoghi che gli furono affidati. Certo, il compito che lo attende è molto difficile: "Qui sulla Civita o ci si fa santi o è molto impegnativo affrontare i silenzi delle montagne, solo se si è in grado di sentire Dio in quei silenzi si vive nella gioia" , così mi diceva Padre Daniele che amò incondizionatamente il Santuario della Civita, neanche da malato (molto malato), voleva muoversi e allontanarsi dal suo confessionile, dai fiori, dai girasoli che ci raccontano ancora della sua Grazia, dell'amore per tutti i pellegrini e dell'adorazione del Crocifisso e della Madonna miracolosa della Civita.
venerdì 6 settembre 2024
Trento. Dalla Presidente dell'associazione Mafalda, con rimpianto e dolore.
Grazie di cuore Carmen.
sabato 17 agosto 2024
Il pianto è anche delle pietre di Carmen Moscariello tratto da "Leucade" di Nazario Pardini.
Poesie 2022
Il pianto è anche delle pietre,
23 novembre 1980 ( pubblicata in "Il tunnel dei sogni" Il Convivio Editore e in "Ouverture" opere di Carmen Moscariello
Lo ricordo bene è l’anno della nascita di Silvia
come se non bastasse
subimmo anche un' alluvione.
Autunno che a Montella è già inverno (prima pioggia inverno a Nusco!)
Lunghi singhiozzi di polvere
mani nude che scavano il sole
sottoterra è l’inferno.
Ululi dei lupi
anch’essi divennero cani randagi
distesi sulla nuda terra.
Servono 2000 bare
Dove li mettiamo?
Distesi i bambini appena nati e i vecchi con i loro bastoni
li tiravano fuori
Partii da Formia con un convoglio,
le strade non c’erano più,
bisognava aspettare l’alba
le mani dei morti e i visi bianchi come
la calce, dalle viscere lamenti d’orrore
e i morti aspettano, guardano il cielo
in fila sulla piazza, senza un lenzuolo
gli occhi che nessuno ha chiuso
contro le porte accatastati i bambini hanno capelli bianchi
e mani in preghiera, non si muovono.
Quieti non c’è neanche la mamma a cullarli.
Mille mani.
A Sant’Angelo raccolsi tante
compagne di studio
mamme con bambini.
Gli occhi di creta della notte
buia, buia.
Che fine ha fatto la luna?
Si piange da soli con una coperta estranea
sulle spalle, la notte ulula scomposta.
Il dolore è il signore del male,
non abbandona il vento
un’afa sconosciuta a quelle valli.
All’alba nuvole di polvere, non ci si riconosce
il pianto delle pietre dietro i forconi
si cerca, si chiede:
dové? L’hai visto?
L’hanno tirato fuori morto.
Dové mia madre?
Il giorno si mette a chiamare
la mia bambina sussultava nel mio ventre,
all’alba potei entrare a Montella
La mia casa c’era ancora,
la tirarono giù tre giorni dopo.
(Dalla raccolta "Tunnel dei sogni"Il Convivio Editore e in "Visionaire"
di Carmen Moscariello
giovedì 1 agosto 2024
Bando Premio " Tulliola - Renato Filippelli" XXIX Edizione 2024-25 Insignito dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con una medaglia per gli alti meriti culturali..
PREMIO Mondiale “TULLIOLA-Renato Filippelli” 2024-2025
XXIX EDIZIONE
L’Associazione
culturale “TULLIOLA”
bandisce la
XXIX edizione
del Premio letterario Mondiale “Tulliola-Renato
Filippelli”
Premio per la Legalità contro tutte le mafie X Edizione
Il Premio “ Tulliola- Renato Filippelli” per opere straniere VIII Edizione
Onorificenze per
le premiazioni sono state attribuite a personaggi illustri dai Presidenti della Repubblica ,dalla Presidenza della Camera e dalla Presidente del Senato.
Regolamento:
I membri delle Giurie saranno resi noti solo dopo la valutazione delle
opere;
Il Premio è stato fondato da Carmen Moscariello che ne è
presidente ;
Non ci sono tasse di lettura da pagare;
Si può concorrere solo con opere edite (libri). Sia per
la sezione in Italiano che per quella degli stranieri, non vengono accettati
dattiloscritti o fotocopie dell’opera stessa;
Tutti i libri italiani e stranieri debbono essere inviati a Carmen Moscariello via Cosmo Valeriano 17 A entro e non oltre il 31 gennaio 2024;
Le sezioni comprendono: opere poetiche; opere narrative; opere di aggistica e opere straniere;
Sono richieste sei copie;
Le opere non saranno restiruite;
Il giudizio della Giuria è insindacabilke
I premi consisteranno in diplomi medaglie e targhe.
Sono state richieste onorificenze istituzionali per la Sezione Premio per la Legalità contro le mafie , che , come in anni passati, il premio può essere richiesto non solo per operatori della Giustizia, ma anche per personalità impegnate nella crescita sociale, morale, culturale, e artistica della società;
La premiazione si terrà entro il mese di ottobre 2025;
E' stata richiesta al Presidente del Senato Una Sala per la manifestazione;
E' stato domandato il Patrocinio a molteplici enti istituzionali, compreso la Presidenza della Repubblica, della Camera ,del Senato e a molte altre Istituzioni, anche della Comunità europea;
La Giuria opererà gratuitamente, non vengono pagati per
nessuno, compreso i concorrenti, né alberghi, né biglietti di viaggio;
i libri non saranno restituiti.
Sezioni Speciali del Premio
Premio Speciale per ricercatori e Scienze Sanitarie. Prima Edizione
La Commissione speciale è formata solo da grandi ricercatori,Professori e Medici : :Pierpaolo Claudio, Santo Gioffrè, Antonino Bruno, Bembo Renato. (Le biografie di ognuno verranno pubblicate con quelle degli altri Giurati)
Commissione Premio per la Legalità IX Edizione contro tutte le mafie è presieduta da Dante Maffia e Carmen Moscariello. Ne fanno parte tutti i giurati del Tulliola- Renato Filippelli.
Si prega i giurati di segnalare nomi che lottano contro la mafia, non solo dai tribunali, ma come normali cittadini. Questo Premio ha consegnato la medaglia del Presidenza della Camera e del Senato non so a magistrati, ma anche aimmense personalità come Franca Leusini, Don Luigi Ciotti e a tanti altri che operano con il loro lavoro per rendere questo mondo migliore.
La Presidenza del Premio si riserva di apportare modifiche, se neecessario.
Il Premio non chiede denaro a nessuno. E’ sponsorizzato
da Carmen Mosarierllo Presidente dell’Associazione Tulliola e da Aldo
Zangrillo, Vicepresidente dell’Associazione Tulliola.
La pubblicazione dei vincitori avverrà su Il Levriero e molteplici altri siti.
Formia 1 agosto 2024.
Carmen Moscariello
La Giuria del
Premio è la stessa del Premio
Letterario, verrà presieduta dal Poeta Dante Maffia e Carmen
Moscariello che ne è anche fondatrice.
Saranno scelte personalità
importanti a livello nazionale e internazionale del mondo della Cultura,
della medicina, dell’impegno sociale e umanitario, ad esse andranno ( se
verranno concesse) onorificenze istituzionali che la Presidente Carmen
Moscariello ha chiesto al Presidente della Repubblica, al Presidente della Camera
e del Senato. Per la cerimonia di premiazione di tutte le sezioni è stata
richiesta una sala prestigiosa al Presidente
del Senato.
La premiazione si terrà il 30 ottobre 2025, presso il Senato della Repubblica.
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L'Associazione culturale “Tulliola”,
che è la più antica di Formia (figura al N. 8 nell'elenco delle associazioni) presieduta e fondata da Carmen Moscariello, e che ha dato sempre lustro e onore
alla cittadina pontina L'Associazione nel 2013 è stata premiata con una Medaglia del
Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per le meritorie finalità perseguite; dal 2014
ha ottenuto medaglie per i premiati dalla Presidenza della
Camera e dal Senato della Repubblica.
Renato Filippelli è stato un grande Poeta .
Ha pubblicato libri di Poesia, numerose Letterature, Antologie e grammatiche
italiane, è stato un grande educatore sia nell’Università Suor Orsola
Benincasa, (Cattedra d’Italiano) che nel Magistrale “Cicerone” di Formia. Punto
di riferimento per i giovani .. Ha lasciato in eredità un mondo colto e
raffinato, il suo grande rigore morale, il suo amore per Dio e la Cristianità.
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Tulliola
era l'amatissima figlia di
Marco Tullio Cicerone, il celebre oratore romano che possedeva una sontuosa villa
a Formia a poca distanza dalla casa di Carmen Moscariello, fondatrice
dell'Associazione e del Premio. Proprio di fronte al mausoleo monumentale di
Cicerone, ucciso a Formia nel 43 a.C., sono visibili i resti di un altro
edificio funebre, che si vuole sia la tomba di Tulliola.
’
tel: 329/6463383- email: carmen.moscariello@yahoo.it






Cara Carmen... permettimi di chiamarti così, un ricordo bruciante il tuo, che mi ha coinvolta e riportata al 1990, al terribile sisma che distrusse troppe vite e lasciò senza case infinite famiglie. Io in quel periodo vivevo proprio a Formia, ma corsi dal mio attuale marito, allora giovanissimo, nel Sannio. La sua casa non esisteva più e la sua famiglia era accampata in piazza in una tendopoli. Con metafore lancinanti dipingi lo strazio: "Lunghi singhiozzi di polvere/mani nude che scavano il sole/sottoterra è l’inferno." Tutto è visibile. Tremano di nuovo le ossa, i capelli, le fibre, il cuore. E tua figlia sconfiggeva la morte spalancando l'uscio della vita! Il tuo incedere, che in apparenza è un misto di prosa e poesia, è un modo di urlare il dolore senza fronzoli, con rispetto e dignità assoluti. Ti ringrazio per questo ricordo vivo nella memoria di tutti... e per la capacità di essere lieve e sanguigna.
RispondiAmmiro infinitamente il tuo modo di scrivere, come critico e come Poetessa. Ti abbraccio grata.