domenica 23 marzo 2025

Celestino V e Benedetto XVI. Due Soli della Chiesa. di Carmen Moscariello. Foto di Alberto Falconio. Gangemi Editore, opera illustrata Roma , marzo 2025

 PREFAZIONE di Padre Andrea Mandonico


 

 

La lettura del libro della professoressa Carmen Moscariello è veramente una boccata d’aria pura, di alta montagna. Fa bene al fisico ma soprattutto al cuore che su un’alta montagna si riempie di purezza e lo sguardo abbraccia cose belle, meravigliose, orizzonti che sembravano conosciuti e invece ci appaiono come nuovi e ancor più maestosi.

 

In effetti, quello della professoressa Moscariello è un libro che permette di riprendere la storia, accende la memoria sugli studi fatti, apre orizzonti nuovi che stimolano la ricerca e rinnova il desiderio di continuare ad approfondire i temi che magistralmente ha toccato. Ancora una volta si rivela vero ciò che scriveva in Fuga senza fine, nel 1927, il grande Joseph Roth: “Ci vuole tempo prima che una persona trovi il suo volto”.

 

Forse di Celestino V ricordiamo solo il rimprovero dantesco “che fece per viltà il gran rifiuto” (Inferno III, v. 58) e di Benedetto XVI sono ancora vivide in noi le critiche oltre ogni misura alle quali fu sottoposto dai mass-media nazionali e internazionali.

 

La professoressa Moscariello ci fa rivolgere verso di loro un nuovo sguardo accumunandoli perché entrambi “eretici della coerenza e del coraggio” poiché ebbero la coerenza e il coraggio di lasciare il ministero Petrino: Papa Celestino V dopo appena 5 mesi e Papa Benedetto dopo poco più di 8 anni.

 

Chi erano e quali sono state le ragioni che hanno spinto questi due papi alle dimissioni?

 

Papa Celestino V (Pietro del Morrone 1209-1296). Nacque in una povera e numerosa famiglia di semplici contadini; nel 1230 entrò nel monastero benedettino di S. Maria di Faifula, un anno dopo decise di farsi eremita e dopo l’ordinazione sacerdotale, si ritirò sul monte Morrone e poi sui monti della Maiella, dove lo raggiunsero molti discepoli, richiamati dalla sua santità e dai miracoli che compiva. Così che la sua fama oltrepassò i suoi amati monti e il suo nome era conosciuto alla corte pontificia, alle corti reali e nel collegio cardinalizio.

 

Nel 1294 fu eletto papa e prese il nome di Celestino V. All’elezione avevano contribuito vari fattori: la situazione politica ed ecclesiale, le attese di rinnovamento spirituale della Chiesa e pure il desiderio di eleggere un candidato di transizione, scegliendo un eremita inesperto, molto avanti negli anni, che senz’altro non avrebbe scompaginato lo ‘status quo’ della Chiesa. “Fu un errore e un equivoco. Pietro aveva 85 anni ed era inesperto sia del governo della Chiesa come della politica. Era un santo eremita, animatore di un ramo dell’ordine benedettino (i celestini) ma non un capo”. (Mezzadri, L., Storia della Chiesa tra Medioevo ed epoca moderna, CLV – edizioni, Roma 1999, p.39). Resosi conto della sua inadeguatezza, Celestino ebbe l’onestà di lasciare, lo stesso anno, la cattedra di Pietro: il suo pontificato era durato 5 mesi e nove giorni. Morì due anni dopo, il 19 maggio 1296 ed è sepolto nella Chiesa di S. Maria di Collemaggio all’Aquila.

Attorno alla sua figura nacque subito una leggenda nutrita da una parte dai suoi discepoli e amici e dall’altra dai suoi avversari. Peter Herder scrive: “Predicatori come il Savonarola lo resero temporaneamente popolare a Firenze e a Roma. Voci critiche nei confronti di Pietro-Celestino come quella di Dante rimanevano un'eccezione. Al di là delle speculazioni escatologiche impressionò i contemporanei e i posteri l'umiltà del vegliardo, che spontaneamente aveva rinunciato alla più alta carica della Chiesa. Petrarca, che sosteneva il principio della "vita solitaria", giudicò la rinuncia non come un atto di viltà, ma come l'atto di uno spirito veramente celeste. L'abdicazione significò però anche la fine definitiva delle illusioni di tutti quelli che, come Dante, avevano sperato in un rinnovamento della Chiesa” (Herder Peter, Treccani per i Papi).

 

Benedetto XVI (Joseph Aloysius Ratzinger 1927- 2022). Nacque a Marktl am Inn, in Germania, da una famiglia di modeste condizioni economiche. Ordinato sacerdote nel 1951 fu subito destinato all’insegnamento. Intellettuale di primo ordine partecipò come perito al Concilio vaticano II. Scrisse molte opere e fondò con i Cardinali von Balthasar e de Lubac, la rivista Communio. Nel 1977 Papa Paolo VI lo nominò arcivescovo di Monaco e Frisinga e qualche mese dopo lo creò cardinale. Nel 1981 Papa Giovanni Paolo II lo nominò Prefetto del dicastero per la Dottrina della Fede e divenne uno dei suoi più stretti e ascoltati collaboratori. Occupò tale prefettura fino all’elezione papale avvenuta il 19 aprile 2005 e assunse il nome di Benedetto XVI. Anche da papa continuò lo studio e la pubblicazione di opere teologiche, come non ricordare trilogia su Gesù di Nazareth; senza poi dimenticare le tre encicliche: Deus caritas est; Spe salvi e Caritas in veritate.

L’11 febbraio 2013, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto e di altre due beate, Benedetto annunciò la propria rinuncia alla cattedra di Pietro e così la giustificava: “Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. […] Nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato” (cf. Sito del Vaticano). Agli occhi profani fu una scelta inattesa, che diede adito a tutte le supposizioni e a critiche superficiali e di parte. Il 28 febbraio si ritirò prima a Castelgandolfo e poi nella stessa Città del Vaticano dove morì il 31 dicembre 2022. E’ sepolto nelle grotte della Basilica Vaticana.

E’ senza dubbio molto difficile leggere l’azione, l’apostolato evangelico di un papa medioevale e di un papa contemporaneo: troppi secoli o troppi pochi anni ci separano. Eppure, la signora Carmen ci fa gustare la convivenza rispettosa e gioiosa della loro diversità, intrecciando poesia, prosa, fotografia e musica in un orizzonte domestico (i monti della Maiella) e nello stesso tempo in un orizzonte universale, prettamente Cattolico, quale fu quello di Benedetto XVI. La sua lunga carriera di docente le ha dato la capacità di farci cogliere tra le righe, egregiamente scritte, lo stimolo e il desiderio di riprendere lo studio della figura di papa Celestino. Passo dopo passo ci stimola alla rivisitazione della sua persona e della sua storia facendoci intuire che la santità è cosa grande e straordinaria per la persona chiamata a rispondere all’appello di Dio, ma forse non è una qualità per colui che deve governare.

 

La figura di Benedetto XVI è forse più facile da studiare perché nostro contemporaneo, ma nello stesso tempo non facile, poiché è stato un grande teologo, un fecondo intellettuale e un fine musicista. Chi si avvicina alla sua cultura, deve possedere anche lui tutte queste qualità e saper entrare non solo negli scritti ma ancor più nel suo animo.

 

La professoressa possiede, grazie alla sua elegante sensibilità e ai suoi studi, la capacità di entrare nell’anima e nell’immenso pensiero  del teologo. Termina il suo libro riportando il brano “Patmos e l’Apocalisse” del poeta tedesco, Friedrich Holderlin, tanto apprezzato da papa Benedetto XVI. Mi permetto di citare solo un passaggio: “Dove c’è pericolo c’è Dio e con lui ci sono tutte le forze più aspre e impervie della natura; c’è anche l’Agnello che ci protegge e ci difende”. Mi sembra che questa riflessione ricopra entrambi i pontificati dei nostri due “eretici della coerenza e del coraggio” che trovarono in Gesù Cristo l’Agnello che “protegge e difende” al quale dedicarono tutta la loro vita facendo fronte e lottando contro “tutte le forze più aspre e impervie della natura” umana per aprirsi e aprire orizzonti nuovi, senza limiti e quindi infiniti.

 

 

 

P. Andrea Mandonico, sma

Profe1. Dati personali P. Andrea Mandonico, SMA. Nato a Trescore Cremasco il 6 marzo 1955. Ordinazione sacerdotale il 15 maggio 1982. Risiede : Casa Generale SMA Via Della Nocetta 111 00164 ROMA - RM mail: nicosma@libero.it Cellulare: 327 187 717 3 2. Titoli di studio acquisiti 2015-2016 Studium Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica presso l’Archivio Segretario Vaticano 2014 Diploma Studium della Congregazione delle Cause dei Santi, Roma. 2001 Dottorato in Teologia spirituale (9/10 magna cum laude), Pontificia Università Gregoriana, Roma. 1993 Licenza in teologia Spirituale (magna cum laude), Pontificia Università Gregoriana, Roma. 1981 Baccellierato in Teologia (27/30), Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale – sezione di Genova. 1975 Maturità Classica (58/60) Seminario Vescovile di Crema. 3. Posizione attuale 2015 – Procuratore SMA presso la S. Sede. 2015 - Postulatore per la Causa di Canonizzazione di Mons. Melchior de Marion Brésillac, fondatore della Società delle Missioni Africane (SMA). 2014 – Archivista generale della SMA e coordinatore delle ricerche sul patrimonio spirituale della SMA. 2014 - Legale rappresentante e procuratore presso lo Stato Italiano. 2014 – Postulatore per la Causa di Canonizzazione di PS Magdeleine de Jésus, fondatrice delle Piccole Sorelle di Gesù. 2007 - 2013 Consigliere provinciale della Provincia Italiana della SMA. 2013-2014 : anno sabbatico 2 2001 - Membro dell’équipe per la Causa di Canonizzazione di Charles de Foucauld e dal 2012 Vice postulatore della medesima causa. 4. Posizione di Responsabilità nell’organizzazione accademica 2005-2007 Direttore della Biblioteca dell’Università Cattolica dell’Africa Occidentale, Abidjan, Costa d’Avorio. 2006-2007 Decano dell’Istituto Superiore di Pastorale dell’Università Cattolica dell’Africa Occidentale, Abidjan, Costa d’Avorio. 2006-2007 Decano dell’Istituto Superiore di Catechesi dell’Università Cattolica dell’Africa Occidentale, Abidjan, Costa d’Avorio. 2006 – 2007 Decano della Scuola Normale per Catechisti dell’Università Cattolica dell’Africa Occidentale, Abidjan, Costa d’Avorio. 5. Docenza Accademica 2015- Professore invitato Pontificia Università Gregoriana. 2004-2007 Professore permanente di Teologia Spirituale all’Università Cattolica dell’Africa Occidentale (UCAO) e al Centre Lasallien Africain (CELAF) Institut de Formation Pédagogique et Religieuse, Abidjan, Costa d’Avorio. 2001-2003 Professore incaricato di Teologia Spirituale all’Università Cattolica dell’Africa Occidentale (UCAO) e al Centre Lasallien Africain (CELAF) Institut de Formation Pédagogique et Religieuse, Abidjan, Costa d’Avorio. 1993-1996 Professore incaricato di Teologia Spirituale all’Università Cattolica dell’Africa Occidentale (UCAO) e al Centre Lasallien Africain (CELAF) Institut de Formation Pédagogique et Religieuse, Abidjan, Costa d’Avorio. 6. Docenza non Accademica 2003-2007 Professore di Teologia della vita consacrata al Noviziato delle Suore Serve Riparatrici del S. Cuore di Gesù (Abidjan, Costa d’Avorio). 2004-2007 Professore di Teologia al Centro di Formazione Missionaria di Abidjan (CFMA), Costa d’Avorio. 7. Pubblicazioni Monografie MANDONICO, A., Nazaret, un luogo, un simbolo, un’esperienza nella spiritualità di Charles de Foucauld (1858-1916), Pontificia Università Gregoriana, Roma 2001. MANDONICO, A., Nazaret nella spiritualità di Charles de Foucauld, EMP, Coll. Studi religiosi, Padova 2002. 3 MANDONICO, A., Testimoni dell’invisibile, Erga Edizioni, Genova 2010. MANDONICO, A., Camminare nella luce di Cristo. Fede ed evangelizzazione in Charles de Foucauld, Cittadella Editrice, Assisi 2013. MANDONICO, A. (a cura), Magdeleine di Gesù, Contemplative nel mondo. Una nuova idea di vita consacrata, Edizioni Terra Santa, Milano 2015. MANDONICO, A., (Traduzione in italiano e pubblicazione a cura), di Sourisseau, P., Charles de Foucauld (1858-1916) Biographie, Ed. Salvator Paris 2016; Charles de Foucauld (1858-1916) Biografia, Ed. Effatà, Torino 2018. Saggi in volume MANDONICO, A., Le mystère de l’Incarnation, in BOUVIER M., La christologie de Charles de Foucauld, Coll. Jésus et Jésus Christ 89, Desclée, Paris 2004, pp. 119-131. MANDONICO, A., Charles de Foucauld : il volto di Cristo nel deserto, in Il volto dei volti Cristo, vol. XVI, a cura dell’Istituto Internazionale di ricerca sul volto di Cristo, ed Velar, Gorle 2012, pp. 181-190. Articoli MANDONICO, A., “Vivere oggi come se dovessi morire martire questa sera”, “Jesus Caritas”, Rivista trimestrale Famiglia Carlo de Foucauld, 154, (2019), pp. 18-28. MANDONICO, A., Predicare il Vangelo sui tetti, con la vita, “Jesus Caritas”, Rivista trimestrale Famiglia Carlo de Foucauld, 151, (2018), pp. 18-31. MANDONICO, A., CDF, “La miséricorde de Dieu est de toute éternité », in Vies consacrées 88 (2016-2) 19-34. MANDONICO, A., Evangelii gaudium e Charles de Foucauld, «Diario regionale italiano della fraternità sacerdotale Jesus Caritas», 114, (2014), pp. 6-23. MANDONICO, A., La gioia del Vangelo e il carisma di Fr. Charles, “Jesus Caritas”, Rivista trimestrale Famiglia Carlo de Foucauld, 135, (2014), pp. 45-56. MANDONICO, A., L’evangelizzazione nuova di Charles de Foucauld, “Jesus Caritas”, Rivista trimestrale Famiglia Carlo de Foucauld, 129, (2013), pp. 71-96. MANDONICO, A., Nazaret oltre Nazaret, «Jesus Caritas», Rivista trimestrale Famiglia Carlo de Foucauld, 114, (2009), pp. 29-47. MANDONICO, A., Charles de Foucauld, bambino, «Jesus Caritas», Rivista trimestrale Famiglia Carlo de Foucauld, 112, (2008), pp. 1-135; Traduzione di Wackenheim, G., Charles de Foucauld, enfant, Ed. Libreria Coello, San Pedro Sula (Honduras) 2002. MANDONICO, A., Come udì bussare alla porta…, «Jesus Caritas», Rivista trimestrale Famiglia Carlo de Foucauld, 105, (2007), pp. 71-77. 4 MANDONICO, A., La mort à soi, voie de sanctification pour une vie nouvelle, «RUCAO», 28, (2006), pp. 153-160. MANDONICO, A., « Ils posséderont la terre ». Dimension spirituelle de l’environnement, «RUCAO», 25, (2005), pp. 83-91. MANDONICO, A., Evangile et fraternité : bâtir l’Eglise Famille de Dieu à l’école de Charles de Foucauld, «RUCAO», 22, (2004) pp. 85-100. MANDONICO, A., La vita di Nazaret oggi. Stile di annuncio evangelico, «Jesus Caritas», Rivista trimestrale Famiglia Carlo de Foucauld, 86, (2002), 64-80. MANDONICO, A., Il servo di Dio Charles de Foucauld, singolare figura di asceta e mistico, «Osservatore Romano», 19 maggio 2001, p. 13. MANDONICO, A., “Sull’esempio di Fratel Carlo… ‘fino al martirio’ ”, «Diario regionale italiano della fraternità sacerdotale Jesus Caritas», 86, (2000), pp. 14-16. MANDONICO, A., “Invito alla lettura”, «Diario regionale italiano della fraternità sacerdotale Jesus Caritas», 85, (1999), pp. 42-45. MANDONICO, A., “1° dicembre 1916: attesa…”, «Diario regionale italiano della fraternità sacerdotale Jesus Caritas», 84, (1998), pp

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