domenica 11 dicembre 2011

Intervista di Carmen Moscariello alla Poetessa Ninnj Di Stefano Busà

D. cosa trovano nella Poesia i giovani di oggi? in un'epoca così martoriata e incurante della poesia, come e perché, secondo Lei si avvicinano al mondo un po' astratto come quello dei versi?

 

R. proprio nella tipologia del dire, del dialogo o del suo allontanamento in termini concreti dalla cultura  sta la sua risposta. La gioventù di oggi, è vero, non è affatto aliena alla Poesia, come si potrebbe supporre. Proprio in una situazione che incombe drammaticamente sulle spalle della loro generazione, il fattore poesia ne rappresenta antropologicamente il transito difficile e spesso ingrato. I giovani forse, più degli adulti, sanno bene che vi è un divario tra il passato e il presente, e vi sarà un ulteriore scollamento anche nel futuro, perciò si avvicinano alla Poesia come a qualcosa che intimamente assolve e momentaneamente lenisce senza ulteriori afflizioni. La parola scritta è <Verbo>, ma è un linguaggio che sta nella prontezza della sua vocazione, della sua emotività, ne rappresenta i nuovi momenti, la nuova ironia, i simboli, le passioni, la fede nel futuro. Forse perciò la Poesia non li coglie impreparati, non ha bisogno di interloquire con altri, solo con se stessa. La poesia è il valore stesso del loro linguaggio che non si rivolge a nessun'altro, se non al rischio dell'emozione, dell'ispirazione. Perciò al momento attuale è un valore aggiunto: un simbolo che vuole transitare alla Storia

 

D: cosa ritiene che il poeta di oggi debba fare per introdursi in un mondo astratto e tendenzioso e conflittuale e incoerente come quello dell'oggi.

 

R: il poeta è una via di mezzo tra il suo ego più permissivo e il suo riscatto dalla solitudine e dal dubbio. All'uno si rivolge perché è tendenzialmente portato a intravedere i contorni dell'io narcisistico e più egoista, all'altro proprio nella funzione di un riscatto liberatorio e lenitorio.

In entrambi i casi il poeta è condannato alla solitudine e alla full immersion nel mondo, proprio perché avvertito e reso  -testimonial-  di un diverso modo di interpretare la vita, il poeta ne assorbe le asperità e attraverso la poesia induce le sue potenzialità espressive a rigenerasi e ad ossigenarsi.

 

D: in che modo il poeta si colloca nel mondo di oggi?

 

R: è una domanda difficile. Credo che, come la musica ha bisogno di armonia, il poeta ha bisogno di versi per sintonizzarsi col mondo. La sua matrice è sempre spiccatamente subliminale, quando scrive o si fa interprete di un'aspettativa molto precoce quale è l'occasione di esser(ci), qui e dove lo stabilisce l'avventura del poiein, spesso il luogo o il modo non sono necessariamente avvertiti. Quello che il poeta avverte nel profondo è il suo <io>, il suo fine soggettivo, ineludibile  e sorprendentemente misterioso, un richiamo quasi all'altrove, infatti per il poeta la poesia non à mai nei paraggi è sempre oltre il recinto, oltre l'ostacolo, lontano da se stesso.

 

D. Lei è scrittrice bene affermata, conosciuta. In quale ruolo si ritrova a collegarsi, sono state le occasioni a  renderla interessante? oppure, ha determinato la sua pagina poetica una sorta di significazione interiore che l'ha spinta alla ricerca di sé?

 
R: come soggetto del mondo che mi circonda, la Poesia ha rappresentato, fin da subito, la rappresentazione di un ordine dentro la realtà del caos. In giovane età, mi sono prefigurato un mondo forse migliore, vi ho creduto, ho cercato di rifletterlo nella bellezza e ricchezza di una prospettiva che mi dava lenimento: immaginarsi il bello, a volte, è come possederlo, trascriverne vuol dire, assaporarlo, raggiungerlo anche attraverso la sofferenza e il distacco. Oggi, sono in uno stato di atarassia, ovvero la funzione della Bellezza in sé è andata scemando e nella poesia ritrovo i presupposti di una dimensione oggettiva che progetta la forma espressiva, senza più appropriarsene, come se la Poesia fosse compagna di vita, nicchia refrigerante di un piacere sempre nuovo, il ritrovamento di una misura d'ispirazione autoreferenziale, di coscienza e di vita.

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