mercoledì 8 aprile 2020

Il canto d'Orfeo di Carmen Moscariello









Il canto d’Orfeo
Quel filo di voce sopravvissuto alle morti stagioni
rivolto all’Eterno. E’ la sorte del nulla
Al vociare di lame
 logorroico lamento di maschere.
Rimane il  filo di voce del  treno
senza anima che attraversa l’empireo
dei morti in un campo di stelle e pianeti
persi in un fragore  di meteore
 nel  fluttuare di lune, soli, fuochi, fumi
Quel  filo di voce rimane ancora
 per raccontare l’Eterno
per  una supplica ai morti.
Una goccia è la mia anima
una piccola goccia con un filo di voce,
non è un marceau d’ensamble,
è  il sussurro di una preghiera
è il grido del disperato
 del cane lebbroso che
tutti scacciano è un filo teso tra gli occhi e il cuore.
Si può inciampare in una goccia di cielo
si prega un tabernacolo vuoto
Lui mi ha dato questo dono
fino alla morte con un filo di voce.
Seppelliti da queste macerie
ci vuole coraggio per avere speranze,
 un granello di Dio cada nel cuore di tutti gli uomini  
Carmen Moscariello

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