venerdì 8 maggio 2020


Lettura di testi di autori contemporanei . Volume III 2013-2015
Di Nazario Pardini
Prefazione di Fulvio Castellani.
The Wider Editrice
Nel segno dell’impossibile, dove i poeti seminano il loro cuore.
L’antologia di Nazario Pardini è un dolce amabile dono, un qualcosa da tenere caro a un passo dal cuore e mai separarsene. Se prima di ogni cosa essa è un fatto letterario, mai come in questo caso la poesia  si è fatta storia.
Sa dell’incredibile, è formata da 1073 pagine, stampata nel giorno di San Tommaso D’Aquino, “doctor angelicus”, nel gennaio del 2019 : i cercatori della terra promessa sono tutti approdati sulla sponda ammaliante di Lèucade, qui l’autore li ha dissetati, accolti, curati , regalando ad ognuno una prefazione, un saggio critico, una cornucopia di luce. Queste precisazioni  hanno un loro  senso, perché  questo libro non è solo un atto d’amore che il Poeta Nazario Pardini ha espresso a favore dei tanti (numerosissimi) poeti inseriti, dei quali si è occupato, ma è anche un atto teologale. La ferma volontà di un credo, la testimonianza di un amore curato quotidianamente, una dimostrazione che la Poesia partendo dal mondo latino e greco, al quale Pardini appartiene, è, infatti,  insigne latinista e grecista, è arrivato fino ai giorni nostri, pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, una polisemia , un apprendere  per poi donare, informarci su quanti uomini e donne hanno consegnato a una loro pagina dolore, perdite, gioie, inni alla natura, processioni di anime, atti d’amore privi di qualsivoglia materialismo. Leggendo i commenti di Pardini sui differenti autori sembra di non appartenere a questa terra;  va anche oltre quella scia  stellare aristotelica ed euclidee. Il viaggio  ha sempre una rotta , anche quando speroni appuntiti ci pongono di fronte alla morte, un viaggio che è sempre di riscatto. Leggere queste pagine  è commovente, è come se Nazario Pardini avesse assunto il ruolo di Padre Spirituale, un ruolo sacrale di rispetto per quelle  vite aggrappate al nespolo della poesia al  dolce ricordo o all’annientamento.
Un fiume, si un fiume saggio che porta le sue acque per mano che sussurra ai pioppi e ai salici lungo le sponde,  che innalza serenate tra i prati e i cieli di ognuno, e quegli angeli ,chiusi nelle loro gabbie, possono, grazie alla parola del grande poeta, sentirsi incoraggiati e riprendere a volare, seppur con un’ala rotta.
Quanto fascino ha la poesia!
Chi non la comprende e non la ama si perde una parte di vita bellissima. La poesia può fare amare anche se non si conosce l’amato, può costruire mondi paralleli senza estraniarci dal nostro.
La poesia fa miracoli.
Questo ci vuole dire Nazario Pardini: esiste un nucleo misterioso in ognuno di noi e la poesia fa in modo di metterci le ali, quasi libellula nei cieli  della primavera. La poesia è donna, di essa ha l’eleganza e la grazia , nessuno meglio di lei sa sussurrare la voce della libertà. E’ utopia, ma anche pianoro luminoso che tutto accoglie. Quei poeti che stanno giusto un passo più in alto (per lo meno questo loro credono) e disdegnano i poeti meno famosi, senza accertarsi prima se quella poesia è valida o da buttare (molta è da buttare!) sdegnosi si pongono quasi fossero novelli Dante e guardano gli altri dall’alto in basso, questi non sono poeti, ma tecnici della parola.  Il poeta è colto, raffinato, ha negli occhi orizzonti biblici, stringe nella mano il vento, sa porre al centro del suo cuore i diseredati, i bimbi e i vecchi , soprattutto in questo momento dannato. Nazario Pardini ha scelto i suoi poeti direttamente dall’isola di Lèucade, in quelle acque li ha consacrati ed ora li dona al mondo, affinché tutti possano leggerli e amarli.
Carmen Moscariello

Nessun commento:

Posta un commento